London Secrets

Si chiude la Paralimpiade dei record

Se c'erano dei dubbi dopo questa decina di giorni sono stati spazzati via definitivamente: alle Paralimpiadi non gareggiano atleti figli di un dio minore ma veri e propri atleti, che fanno sacrifici come se non più di Phelps e Mo Farah e capaci di emozionare tanto quanto Usain Bolt o Valentina Vezzali.

Per questo motivo gli ascolti televisivi in giro per il mondo e anche in Italia hanno raggiunto picchi altissimi e il pubblico a casa ha capito che si può rimanere favorevolmente impressionati davanti alle imprese di atleti che a prima vista ispirano solo sentimenti di pena e compassione.

M5_20120910_1211_PARALIMPIADI ITALIA - LA STORIA

I MERITI DI OSCAR - Se tutto ciò è stato possibile il merito è soprattutto di Oscar Pistorius, l'uomo che ha sdoganato la disabilità applicata allo sport e che è stato un vero e proprio catalizzatore durante questi Giochi. La sua meravigliosa storia e le sue battaglie hanno acceso le luci dei riflettori su questo mondo e hanno dato coraggio e forza a tanti disabili che si sono avvicinati allo sport e hanno ottenuto traguardi impensabili. Per questo se il sudafricano ha ottenuti meno allori rispetto a quattro anni fa (a Pechino gli ori erano stati 4 mentre a Londra Oscar si è fermato a due ori nella staffetta 4x100 e nei 400 piani e un argento nei 200 piani) il suo ruolo di testimonial è stato determinante ed impagabile.

GRAND'ITALIA CON ZANARDI E CAMELLINI - Se Pistorius nel bene e nel male è stata la star della rassegna anche l'Italia si è ritagliata un posto importante. Gli atleti tricolori a queste Paralimpiadi hanno lanciato segnali più che confortanti: mostrando che il movimento  è in forte ascesa (il balzo dalle 18 medaglie di Pechino alle 28 di Londra è stato sbalorditivo) ed è in grado di proporre personaggi splendidi come la 'regina delle acque' Cecilia Camellini (4 medaglie con due ori e due record del mondo nei 50 e 100 stile libero) e Alex Zanardi, un uomo che non aveva certo bisogno di questa Rassegna per far capire quanto fosse straordinario ma che con i suoi due trionfi nella handbike ha scritto un'altra pagina di storia lanciando un messaggio positivo eccezionale: qualunque sia l'handicap o il problema non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni. Una lezione che in questi tempi di crisi economica e depressione sociale fa bene come una bella boccata d'aria fresca.

di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)

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