Pallonate

  • Milan, Inzaghi farà bene: idee chiare e dna vincente

    Lo sguardo non è emozionato, ma convinto e determinato. Le risposte sono precise, ponderate, curate. La sicurezza è la stessa che aveva quando si trovava di fronte alla porta avversaria, già pronto ad esultare pazzo di gioia. Filippo Inzaghi ha iniziato ufficialmente ieri la sua avventura come tecnico del nuovo Milan. E chi ha ascoltato la sua prima conferenza stampa, chi non si è lasciato sfuggire le sue prime parole da “guida” rossonera, ha già intuito che c’è dalla sostanza. “SuperPippo” si è presentato alla stampa e ai tifosi accorsi ad accoglierlo a “Casa Milan” con grande disinvoltura.

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  • Maradona e Messi: il gap è ancora evidente

    La distanza tra Lionel Messi e Diego Armando Maradona è più evidente di quello che si pensa. Straordinario nella fase a gironi, dove con 4 gol nelle prime 3 partite ha trascinato l’Argentina al successo del proprio raggruppamento, il fuoriclasse del Barcellona – eccezion fatta per l’assist regalato a Di Maria negli ottavi contro la Svizzera – non ha più trovato il guizzo del campione.

    Contro il Belgio ha vissuto 90’ nella normalità più assoluta, mentre contro l’Olanda è rimasto ai margini della contesa per praticamente tutta la partita. Un solo tiro, su punizione, e un guizzo nei

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  • Agnelli, basta una persona per cambiare il calcio?

    Il day-after Brasile-Germania 1-7 il solco tra il calcio che conta e l'italico pallone si fa sempre più ampio. L'esempio della lezione impartita dai tedeschi a Belo Horizonte non è stata solo per i padroni di casa, ma per il mondo intero: la squadra presentata da Joachim Löw non è altro che il risultato di un lavoro a più ampio raggio, che non può non lasciare a bocca aperta, ma che allo stesso tempo ci deve far riflettere. Come hanno fatto i tedeschi ad arrivare a questo punto? I loro risultati in serie, il fatto che siano sempre, sempre ai vertici del calcio mondiale, sia come nazionale che

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  • Tornerà il “Grande Milan” o sarà un nuovo flop?

    Prenderà il via domani, 9 luglio, la nuova stagione rossonera. Società, ambiente e tifosi si augurano che ricominciare sotto il segno del nove, numero portafortuna del nuovo tecnico Inzaghi, sia di buon auspicio. Invocare la fortuna, spendere le belle parole di circostanza, ribadire che l’impegno sarà come sempre (?) massimo, però, non basterà più. Anche perché questo, esclusivamente a livello teorico e per quanto dichiarato dai diretti interessati, non è mai mancato. Rimane semmai da stabilire se le carte in tavola di fronte a questa nuova stagione siano o meno quelle giuste per invertire la

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  • Pato all’Inter, ma stiamo scherzando?

    La prima vera notizia “bomba” del calciomercato italiano è destinata ad arroventare la torrida estate milanese: Pato all’Inter, si può fare. Le indiscrezioni si rincorrono e l’ex Papero rossonero pare disposto a tutto pur di ritornare nel campionato che l’ha consacrato in passato facendo di lui una superstar. Il diretto interessato avrebbe già confidato agli amici il ritorno a Milano con tanto di villa nel comasco già acquistata e i luogotenenti di Thohir starebbero studiando la formula ideale per portare il giocatore alla Pinetina. Boom. Nei bar della città meneghina non si fa che parlare

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  • Neymar se l’è cercata? Non diciamo fesserie

    Le lacrime di un Paese intero sgorgano copiose sui volti dei tanti appassionati brasiliani. L’infortunio di Neymar, ancor più della squalifica di Thiago Silva, ha spezzato l’entusiasmo dei tifosi verdeoro, che sognano di tornare a vincere un Mondiale 12 anni dopo l’ultima volta. Si giocava in Giappone e Corea e quello era il Brasile di Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo.

    Quello di oggi, invece, è soprattutto il Brasile di Neymar, fin qui trascinatore assoluto della squadra di Scolari con 4 gol e 1 assist, ma che - dopo il bruttissimo fallo di Zuniga (ginocchiata senza senso direttamente sulla

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  • Berlusconi-Balotelli: quando l’autogol è del presidente

    C’eravamo tanto amati”. Forse tra il Milan e Mario Balotelli non era mai stato vero amore, almeno non quanto suggerito dal titolo del famoso film di Ettore Scola, ma ciò che è evidente è come si sia passati dalla condizione di entusiasmo diffuso dal suo ritorno in Italia nel gennaio 2013 all’attuale da separati in casa. Replicando a Barbara Berlusconi Raiola aveva provato in realtà a spiegare che per Mario, suo assistito, in realtà si tratti di amore (“Lui al Milan c’è per cuore, lei non lo so”), ma per il club no, o almeno non più. La conferma è arrivata dalle dichiarazioni che il

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  • Zeman al Cagliari? Peccato, sarebbe stato il ct ideale

    Possesso palla sterile, scarsa condizione fisica, confusione tattica e spogliatoio spaccato. In estrema sintesi sono queste le cause del fallimento della nostra spedizione a Brasile 2014 e del progetto tecnico di Cesare Prandelli. C’è un allenatore che, per filosofia e caratteristiche, sarebbe (stato) perfetto per ovviare ai problemi palesati dalla nazionale in Brasile: il suo nome è Zdenek Zeman, professione maestro di calcio.

    Nell’immediato post-partita di Italia-Uruguay i senatori Gigi Buffon e Daniele De Rossi hanno puntato il dito contro giovani, rei di non aver mostrato le unghie nel

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  • Nazionale vincente? Meglio quando i calciatori giocano all’estero

    Brasile, Colombia, Francia, Germania, Olanda, Costa Rica, Argentina e Belgio. Ecco le magnifiche otto: tra loro si cela la Nazionale che tra una decina di giorni solleverà la coppa del Mondo sotto il cielo di Rio de Janeiro. A chi toccherà la gloria? Presto per dirlo, le ultime partite hanno evidenziato quale sia il livello di equilibrio di questi Mondiali, con addirittura cinque partite sugli otto ottavi di finali che sono finite ai supplementari/rigori.

    Germania a parte, c’è un dato che accomuna queste squadre. Tra i convocati delle Nazionali prese in esame, i giocatori che militano nei

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  • Questa volta se ne è andato davvero, e la storia di un suo “ritorno dopo un giro immenso” non si ripeterà. Quella contro il Sassuolo, il 18 maggio scorso, resterà la sua ultima partita con il rossonero addosso. Titolare, con il suo solito 22 delle spalle, Kakà era stato sostituito al 28esimo del secondo tempo da Balotelli, in panchina per l’ultima giornata di campionato. I soliti cori, i soliti applausi e poi via negli spogliatoi.

    Lui probabilmente già sapeva che se ne sarebbe andato, il Milan no. Altrimenti gli avrebbe sicuramente riservato un tributo diverso. Come quello che si addice a un

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  • Italia, si può fare la rivoluzione con i 70enni?

    L’anno zero del calcio italiano comincia oggi, giorno del Consiglio Federale durante il quale saranno ratificate le dimissioni di Cesare Prandelli e Giancarlo Abete, che gestirà comunque la fase di transizione almeno fino alle nuove nomine. Il calcio, quello giocato, per ora passa in secondo piano. Il Mondiale che proprio in questi giorni sta entrando nella sua fase più importante è lontanissimo da casa nostra. E non solo perché tra Italia e Brasile ci sono quasi 10 mila chilometri di distanza. La nostra Nazionale è tornata in patria con la coda tra le gambe, eliminata nella fase a gironi per

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  • La Nazionale ha davvero bisogno dei senatori?

    De Rossi Pirlo Mondiali Brasile 2014 29062014

    Nazionale da rifondare. Dopo il fallimento di Brasile 2014 e le dimissioni di Prandelli, la parola "rivoluzione" è quella che va per la maggiore. Ormai è inutile vivere ancora pensando a Germania 2006: da quella magica notte di Berlino sono passati ben 8 anni e gli unici resti di quel magico mondiale sono Buffon, Pirlo, De Rossi e Barzagli.

    Che fine faranno questi senatori? Pirlo ha dato addio all'azzurro negli spogliatoi post-Uruguay, salvo riaprire la porta alla Nazionale poche ore dopo. Degli altri tre non è ancora stato ufficializzato nulla. Ma ha ancora senso puntare su di loro?

    Le

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  • Tormentone Balotelli: e adesso chi lo vuole?

    Il fallimento della spedizione azzurra al Mondiale lascia in eredità il linciaggio del giocatore più chiacchierato, Mario Balotelli, che ora si riflette inevitabilmente anche sul mercato. All’interno della dirigenza del Milan si sono riaccese quelle tensioni mai sopite tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Erano troppo alte le aspettative su SuperMario, anche a causa di quella tendenza nazionalpopolare tipicamente italiana: Balotelli simbolo del Milan e poi simbolo della Nazionale. Solo in Italia, però, perché all’estero il giocatore simbolo degli Azzurri è Pirlo, subito seguito da

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  • Balotelli non deve scusarsi, deve segnare…

    Parole, parole, parole.

    Mario Balotelli è fatto di parole. Le sue e quelle che gli vengono dedicate. Decisamente troppe parole, soprattutto perché il rapporto parole/gol ormai tende a infinito.

    L’ultima “notizia” (più virgolette ci mettete meglio è…) è che Mario avrebbe rivolto le sue scuse a Prandelli durante il volo di ritorno verso l’Italia. In effetti dopo una rissa con un compagno e dopo aver sbuffato a ripetizione in faccia all’allenatore nella partita più importante del Mondiale il vero traguardo è scusarsi il giorno dopo…

    Non diciamo fesserie. Le scuse non servono a nulla, come non

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  • Balotelli, l’uomo che non deve chiedere mai

    Balotelli Mondiali Brasile 2014 26062014

    Vi ricordate quella pubblicità del profumo che andava tanto in voga negli anni 80', dove si esaltava il maschio alfa a discapito dei bravi ragazzi adorati dalle nostre madri? Questo individuo ha la caratteristica di avere tutto e di non aver bisogno di giustificarsi per fare qualsiasi cosa. La vera differenza tra un maschio dominante e un bravo ragazzo è la capacità di giudicare sè stessi, l’essere cioè consapevoli del proprio ruolo.

    BALOTELLI SENZA FILTRI - Trasportiamo tutto nel mondo del calcio, e poniamolo nei confronti di un calcaitore, il più discusso del momento, se non degli ultimi

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  • Perché Prandelli e Balotelli sono indifendibili

    Mancano ancora 18 giorni alla finale di Rio de Janeiro e noi siamo già a casa. La sofferenza patita prima, durante e dopo la gara decisiva contro l’Uruguay provoca ferite laceranti a chi ama il color azzurro. Un fallimento totale, netto, meritato. L’Italia ha deluso anche chi sperava solamente in un passaggio di turno minimo, obiettivo che chi è vice-Campione d’Europa in carica non può non raggiungere. E invece, come dei pugili frastornati, abbiamo incassato l’espulsione esagerata di Marchisio, il morso cannibale di Suarez, il colpo di testa di Godin. Un destro-sinistro-destro che nel giro di

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  • Italia, pensando in grande la strada è in discesa

    Sarà bene tenere lontani pensieri come “abbiamo due risultati su tre”, “possiamo passare col pareggio”. Tutto vero. Ma se vai a giocarti la permanenza al Mondiale così, con questa titubanza, con questo spirito, con una mentalità da piccola squadra e con una volontà diversa da quella di voler vincere a tutti costi, allora ti sei praticamente eliminato da solo. In questi giorni si è fatto un gran parlare dei nostri avversari, degli spauracchi d’area di rigore Suarez e Cavani, della grinta e della tradizione della Celeste e delle insidie di una partita conclusiva del girone, il cui valore è

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  • Prandelli, per cambiare l’Italia serviva una debacle?

    Ora abbiamo la certezza. Cesare Prandelli, durante l’allenamento di ieri, ha provato il 3-5-2 anti-Uruguay. Buffon in porta, il consolidato trio juventino dietro, i due giovani esterni De Sciglio e Darmian, Marchisio-Pirlo e Verratti, a fare un po’ il Vidal e un po’ il Pogba, e la coppia Immobile-Balotelli davanti. Finalmente, verrebbe da dire. Perché, tralasciando le discussioni da bar e le teorie dei milioni di spettatori-allenatori italiani, sembra proprio essere questo il modulo che si addice di più alla nostra Nazionale. Bisognava perdere con la Costa Rica e arrivare con l'acqua alla

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  • Guaio De Rossi, Prandelli cambia tutta l’Italia?

    De Rossi 22-06

    Manca ormai pochissimo al confronto con l’Uruguay, sfida da dentro o fuori per l’Italia che deve assolutamente sfornare un’ottima prestazione contro la Celeste per ottenere il passaggio del turno agli ottavi di finale. Contro Cavani e soci però mancherà De Rossi che ha rimediato contro la Costa Rica un risentimento - con edema - al polpaccio e rischia di non perdere solo l’ultima partita del girone ma anche l’eventuale ottavo di finale.

    Senza il romanista Prandelli sarà costretto a cambiare non

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  • Italia svuotata, Prandelli ci ha tradito

    Cesare Prandelli (FOTO AP/LaPresse)

    E’ nel nostro DNA, da sempre siamo maestri nel complicarci la vita quando la strada verso il successo sembra ormai spianata: alla vigilia tenevano banco i discorsi sui gol di scarto da infliggere alla Costa Rica per assicurarci il primo posto, nel day after si pensa solo a salvarci la pelle contro l’Uruguay, una sfida da dentro o fuori in cui tutte le nostre sicurezze sono improvvisamente svaporate. Ci eravamo fidati della Tikitalia fondata sul possesso palla-record capace di annichilire l’Inghilterra, ci eravamo illusi di avere una proposta di gioco

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