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Capolavoro Juve, ma il Milan saprà imitarla?

Ci ha messo cinque partite per carburare. Ma alla quinta uscita la Juventus formato Champions ha trovato l'assolo più ispirato, proprio come quando Keith Richards una mattina si svegliò con il riff di "Satisfaction" in testa. Di lì in poi fu storia. Ora la Juve può scrivere la sua storia europea. Le timide — a tratti irriconoscibili — versioni bianconere contro Shakhtar (in casa) e Nordsjaelland (a Copenaghen) sono state spazzate via - in un colpo solo — dai gol di Quagliarella, Vidal e Giovinco.

Sembrava vittima del complesso "leone in Serie A, agnellino in Champions": l'avevano pungolata, avevano rimarcato l'assenza del provvidenziale top player: si è ritrovata nel momento più delicato, e ha schiantato il Chelsea proprio con la sua forza propulsiva (se Quagliarella e Giovinco hanno apposto le loro firme, un convalescente Mirko Vucinic ha propiziato l'azione del secondo gol).

Buffon in un'intervista rilasciata alla vigilia della sfida contro il Chelsea aveva accostato la sua squadra allo spumeggiante Borussia Dortmund. Seppur con caratteristiche — oggettivamente — diverse la Juve sicuramente si può stagliare come un modello virtuoso — da imitare - nel panorama europeo. Un'intrigante via alternativa al tiki-taka catalano.

Orgoglio del calcio italiano riscattato? Possiamo spingerci ad asserire questo? Se la Juve è - a tutti gli effetti - una mina vagante della competizione, oggi spetta al Milan completare l'opera e mettere a tacere le Cassandre. Sì, perché non avrà l'appeal di una "finale anticipata" tra campioni d'Europa e campioni d'Italia ma Anderlecht-Milan è certamente una sfida da dentro fuori, uno spareggio per presidiare il secondo posto del gruppo C. Molto semplicemente un'occasione imperdibile per i rossoneri. Nonostante le immani difficoltà in cui versa la squadra di Allegri, ci sentiamo di sbilanciarci: per quanto dominatore incontrastato della Jupiler Pro League e fucina di giovani talenti (vedi Bruno e Praet) questo Anderlecht è squadra modesta. Lo dimostrò già a San Siro: lasciare ai bianco-malva via libera per il secondo posto sarebbe un delitto sportivo.

Una vittoria corsara al Costant Vanden Stock Stadium di Anderlecht consentirebbe ai rossoneri di trasformare quel Milan-Juventus in programma domenica sera in una serata da "musichetta Champions", ma soprattutto di dare senso a una stagione fin qui anonima, per usare un conciliante eufemismo.

di Paolo PEGORARO (twitter @PaoloPego82)

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