Pallonate

Feste finite, si torna al lavoro. Tutti tranne l’Inter

Ci siamo: si ricomincia a lavorare. In tutti i sensi, in tutti gli uffici e anche su tutti i campi. Tutti tranne quello della Pinetina. Ma andiamo con calma...

Natale è alle spalle e con esso tutte le festività e i giorni di ferie; “ma come, manca ancora Capodanno”, direte voi. “Aggiungo due giorni e così mi faccio una settimana intera di vacanza”, diranno altri. Sì, è vero, tutti i discorsi vacanzieri di questo periodo non fanno una grinza. Per la verità chi, come noi, lavora in questo ambito ha avuto ben poche vacanze (vi parla uno che a Natale c’era e a Santo Stefano si è recato in ufficio alle ore 8.00) e allora il fatto che anche le squadre di calcio tornino a “lavorare” non può che fare un pizzico di piacere.

“Finalmente c’è qualcosa di serio di cui scrivere”, diremo noi. Certo, c’è il calciomercato, croce e delizia del nostro lavoro, ma quello vero inizierà solamente dopo il primo dell’anno. Illazioni, pensieri, “forse”, “se”, “ma”: in questo momento, più che tirare le somme di un anno che si va chiudendo e fare le previsione di uno che sta per aprirsi, si può fare poco altro.

Si riparte, quindi: qualcuno lo ha già fatto. I giocatori del Cagliari nella giornata di giovedì sono tornati a guardarsi negli occhi ad Assemini, chiedendosi l’un l’altro: “Ehi, Andrea (Cossu), tu ha ricevuto gli ultimi due stipendi?”, chiede Radja (Nainggolan). “Ehm, no, e tu?”… I rossoblù non stanno certo vivendo un bel momento societario, come confessato dal dg Marroccu a cuore aperto: la società è sull’orlo del falimento, ciò non toglie che i giocatori debbano allenarsi, seppur con il groppo in gola.

Lo stesso ha fatto il Siena, che si è ritrovato come di consuetudine a Colle Val d’Elsa: ultimi in classifica a -3 dalla penultima (con la penalizzazione di 6 punti sul groppone), freschi di cambio di allenatore, i bianconeri “devono”, per forza di cose, tornare in campo. Per compattarsi, per fare gruppo, per preparare una seconda parte di stagione che può essere decisiva, in negativo o in positivo.

Chi invece avrebbe più possibilità di tirare il fiato, o quantomeno allentare la presa, è la Juventus prima in classifica. E invece quando torna a lavorare la squadra campione d’Italia? Oggi, 28 dicembre. Antonio Conte è Antonio Conte proprio per queste cose: “Non possiamo mollare un centimetro”, è il suo mantra e siamo sicuri che lo rispetterà sino a quando siederà sulla panchina della Vecchia Signora. C’è un primato da difendere, un 2013 da rendere speciale tanto quanto lo è stato il 2012 per tutti i tifosi della Juve; e soprattutto c’è una Champions da godersi sino all’ultima goccia. Mercato e top player, permettendo. Da qui alla ripresa del campionato, fissato per il weekend del 5-6 gennaio (la Juve gioca di domenica alle 15 in casa con la Samp), Conte ha concesso un solo giorno di riposo, il primo dell’anno.

Oggi è anche il giorno di Bologna, Pescara, Roma e Torino; domani tocca a Catania, Chievo, Genoa e Parma. Il 30 toccherà ad Atalanta, Fiorentina, Milan, Palermo, Sampdoria e Udinese, il 31 a Lazio e Napoli. Insomma, tutte le squadre  di Serie A torneranno a lavorare entro la fine dell’anno…

I più attenti di voi, però, si saranno accorti che all’appello manca una squadra, e non una qualunque (con tutto il rispetto per le altre, ovviamente). Come quale? L’Inter di Strama! Ritrovo e allenamento alla Pinetina previsto per…il 2 gennaio 2013? I nerazzurri avranno quindi una settimana in più di riposo rispetto alla Juventus: una scelta molto particolare quella presa dall’allenatore, che evidentemente ha voluto concedere un po’ di tregua a una squadra la cui preparazione fisica risale ormai ai primi di luglio, in quanto la squadra sarebbe stata poi impegnata nei preliminari di Europa League. Quella dell’Inter è stata una prima parte di stagione, molto dura, fatta di tanti alti e bassi, e sicuramente il fattore fisico ha fatto e farà la differenza in futuro. Andrea Stramaccioni (che è sicuro di ritrovare anche Sneijder?!?) ha spiegato la sua scelta in conferenza stampa: “Ho preferito rimandare a gennaio, visti i tanti sudamericani presenti in rosa: ognuno ha un suo programma personalizzato, poi faremo doppie sedute tutti i giorni”.

La storia si ripete, insomma: anche lo scorso anno Claudio Ranieri fu criticato per aver rimandato la ripresa degli allenamenti: “Lo ha deciso lo spogliatoio, non l’allenatore”, dicevano allora i maligni. Allora fu una scelta che pagò: al ritorno in campo ufficiale, il 7 gennaio 2012, l’Inter batteva il Parma 5-0, una settimana dopo vinceva il derby 1-0, e poi ancora il 2-1 alla Lazio. L’Inter aspetta e spera che la scelta (forse un po’ scaramantica, certamente non degli argentini…) di rimandare non sia controproducente, anzi. A Udinese si saprà se sarà stata vincente.

di Davide BIGHIANI (@davidebig10)

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