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La Juve entra tra le big: fa davvero paura, ora?

Non è stata una gran partita quella dello Juventus Stadium. La Juve si è presentata all’appuntamento con il Celtic non schierando la formazione-tipo, eppure, nonostante tutto, ha passato agevolmente il turno, permettendosi di ritoccare il 3-0 dell’andata con un altro 2-0, tanto per mettere in chiaro le cose.

Il Celtic, tuttavia, ha a lungo gestito il pallone e ha cercato più spesso il gol, mentre i bianconeri si sono limitati a una gara accorta e a sfruttare bene le occasioni che sono arrivate, senza grandi emozioni e senza troppi sforzi fisici.

Al di là dei centri di Matri e Quagliarella, l’unico episodio veramente da ricordare è la gran parata di Buffon al 28’ su tiro da distanza ravvicinata di Hooper, un prodigio di reattività da parte di un vero fuoriclasse. Però, si sa, nel calcio vince chi segna, quindi seppur con una partita non particolarmente accesa, hanno avuto ragione mister Conte e i suoi ragazzi.

Per quanto la Juve abbia portato a termine il compito della qualificazione e ritorni ai quarti di finale di Champions League dopo 7 anni, adesso è tempo di mostrare un altro tipo di gioco. La fortuna ha assistito la Vecchia Signora nel sorteggio degli ottavi pescando gli scozzesi e su questo sono tutti d’accordo, giocatori compresi, ma la fortuna è una variabile troppo aleatoria e volubile per poterci contare. Insomma, il classico “fattore C” ora non può più bastare.

Adesso si fa veramente sul serio: il rush finale è impegnativo, perché in casa Juventus bisogna confermare la supremazia in campionato e si può anche cominciare a credere nell’Europa, visto che i lavori sono a uno stadio avanzato. Con la consapevolezza che quanto fatto vedere col Celtic non sarà abbastanza (del resto anche le pagelle parlano: voti sufficienti per tutti, ma nessuna eccellenza).

La chiave di lettura, comunque, può essere proprio questa: una Juve non perfetta e con gente lasciata a riposo per rifiatare (e forse ne aveva bisogno anche Padoin che, non avendo minuti nelle gambe, alla fine dell’incontro boccheggiava…) riesce comunque a concedersi il lusso di strapazzare una squadra sì più debole sulla carta, ma in ogni caso estremamente carica e agguerrita, nonché l’unica capace di battere un Barcellona molto più brillante di quello attuale nella fase a gironi, tanto da far commuovere il tifosissimo Rod Stewart.

Massimo risultato con il minimo sforzo? A quanto pare è stato più o meno così con la squadra di Lennon. Forse la Juventus adesso fa davvero paura: dato per certo che la prestazione di ieri è migliorabile, una buona base di gioco si va a sommare a una strategia perfetta, se il gruppo è così bravo a gestire energie, forze, uomini e risultati. Le altre big europee farebbero bene a non sottovalutare i bianconeri: chissà che altro salterà fuori dall’immaginario e magico cilindro di questa squadra che non finisce mai di stupire…

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