Pallonate

Non di antipatia morirà il nostro calcio

“Se le dico Napoli, qual è la prima cosa che le viene in mente?” Risposta: “Il calore della gente, la capacità di godersi di più la vita. Non c’è nulla di più bello che svegliarsi a Napoli, aprire la finestra e affacciarsi sul Golfo”. Potete crederci o no, ma a rilasciare queste dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport in tempi non sospetti è lo stesso calciatore che ha sollevato un polverone non più tardi di 24 ore fa. Claudio Marchisio, la stella della Juventus e della Nazionale che, punzecchiato nel corso di un’intervista a Style, ha dichiarato che “il Napoli” gli sta antipatico “soprattutto dopo le finali ruvide di Coppa Italia e Supercoppa”.

Dichiarazioni che hanno immediatamente sollevato un polverone, una bufera ai limiti del ridicolo che ha portato il Napoli a replicare alle frasi di Marchisio e la Juventus a rispondere con un ulteriore comunicato stampa. Robe da non credere e che la dicono lunga sul giochino tragicomico del nostro calcio.

Prima ci si lamenta delle dichiarazioni infarcite di “è normale che…” e di orridi luoghi comuni pallonari. “L’importante non è che faccia gol io ma che vinca la squadra”, “E’ il mister a decidere dove devo giocare, io sarei disposto anche a stare in porta pur di scendere in campo”, “Delle decisioni dell’arbitro non parlo” pareggiato ovviamente dall’altrettanto classico “sapete bene che delle decisioni arbitrali non parlo mai, ma adesso la misura è colma” finendo per snocciolare l’elenco dei torti subiti dalla nascita del girone unico ad oggi.

Bene, prima ci lamentiamo di questa commediola stantia tra domande prevedibili e risposte trite e ritrite. Poi, quando cambia la domanda e - strano ma vero – arriva anche un’altra risposta, via alle polemiche. “Non doveva dire questo, deve restare al suo posto, ma come si permette”, e via dicendo. Un quadretto nel quadretto, altrettanto ridicolo ed evidentemente esplicativo del momento generale del nostro calcio, povero non solo di soldi ma anche di intelletto.

Perché, francamente, non serve andare a rileggere le dichiarazioni precedenti di Marchisio per capire che “il Napoli” non è “Napoli”. Non è necessario essere tifosi super partes per comprendere che una rivalità sportiva non è da mettere sullo stesso piano di una rivalità entica Nord-Sud. Senza dimenticarsi che, molto probabilmente, chiedere a un calciatore del Napoli quale sia la squadra a lui più antipatica avrebbe portato a un esito simile. Come è naturale che sia quando la rivalità tra due club entra nella pelle di un calciatore che sente la maglia che indossa di domenica in domenica. Come è naturale che sia quando il calcio diventa passione, senza per questo trabordare dai limiti del campo.

Non sarà di certo l’antipatia ad uccidere il nostro calcio. Anzi.

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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