Pallonate

Il pagellone della 20ma giornata

Voto 10…Al cinismo di Lazio e Napoli La Juventus rifiata e le dirette concorrenti non steccano. Se la Fiorentina incappa nel secondo ko di fila, altrettanto non si può dire della Lazio che si porta a -3 e recupera 5 punti in due partite. I biancocelesti non perdono dal 4 novembre scorso (9 partite di imbattibilità, striscia più lunga di tutto il campionato) e hanno subito soltanto 2 gol nelle ultime 7 uscite. Numeri da scudetto veri. Il Napoli, attualmente terzo con 40 punti (ma in realtà sarebbero 42 come per la Lazio) ingrana il terzo successo di fila e dimostra di esserci anche in una giornata nella quale Cavani si prende un turno di riposo. Il campionato che era chiuso si è riaperto. Merito delle due vere anti-Juve.

Voto 9… Ai vecchi Di Natale e Gilardino Seconda doppietta di fila per il capitano dell’Udinese, che avrà anche chiamato Vincenzo Montella per poter lavorare con lui. Ma, intanto, lo ha trafitto salendo a quota 14 e lanciando in modo definitivo l’Udinese, giunta a quota 30 dopo i successi contro Inter e Fiorentina (quinto risultato utile consecutivo). Di Natale sale a 14 gol stagionali, due soli in meno del capocannoniere Cavani e stesse marcature di El Shaarawy. Gilardino ha trascinato il Bologna a un cinico 4-0 sul Chievo con la terza doppietta stagionale dopo quelle decisive contro Roma e Catania. Per lui i gol sono 8. Ma anche questi “vecchietti” possono dare spettacolo. No?

Voto 8… Alle qualità di Parma e Catania Le squadre sorpresa del campionato al pari dell’Udinese si regalano un’altra domenica da sogno. Il Parma ferma la Juventus con una partita di grande sacrificio e classe, come testimonia il gol dell’1-1 costruito sull’asse Paletta-Sansone. Al Tardini non passa nessuno dallo scorso marzo (15 partite di imbattibilità, unica squadra non battuta in casa nel campionato) e i punti in classifica diventano 30. Il Catania, invece, completa l’opera e, dopo il 2-2 beffardo dell’andata, batte 1-0 la “solita” Roma di Zeman centrando il secondo gol contro una big dopo il 4-0 inflitto alla Lazio. Anche qui, i punti diventano 29. Si può ancora parlare “soltanto” di salvezza?

Voto 7… A Marco Benassi Finalmente si vedono i giovani anche in campionato in un’Inter che sfrutta l’occasione Pescara per rilanciarsi. Andrea Stramaccioni getta nella mischia questo centrocampista classe 1994 e azzecca la mossa. Il ragazzo dimostra carattere, qualità e movimento con una prestazione maiuscola che gli vale gli applausi dei big. Gran bella notizia. E non soltanto per l’Inter. Applausi anche alla linea verde del Napoli. Ovvero i fratelli Insigne, entrambi in campo nel finale del match stravinto contro il Palermo.

Voto 6… Alle imprese-salvezza di Cagliari e Torino Successi sofferti ma meritati per le due pericolanti. Il Cagliari si scrolla di dosso il terz’ultimo posto battendo il Genoa dopo sei sconfitte consecutive e tornando a un successo che mancava dal 31 ottobre (8 match). Il Torino, invece, si issa addirittura a quota 23 battendo il Siena e centrando il quarto risultato utile consecutivo. Una bella boccata d’ossigeno per entrambe. Ma ci sarà ancora da soffrire parecchio da qui alla fine.

Voto 5… Al balbettante Milan dei giovani Nella sera in cui c’era sul piatto la chance di sorpassare la Roma, portarsi accorciare sulla Fiorentina e rilanciare le ambizioni di rincorsa al terzo posto il giovanissimo Milan stecca ed ottiene solamente un melanconico 0-0, venendo salvati paradossalmente dal sempreverde Abbiati, il più anziano in campo nelle fila dei rossoneri. L’esperimento del tridente di ‘ventenni’ Niang-Bojan-El Shaarawy ha dato risultati rivedibili e non ha gran che pagato: colpa di automatismi da trovare ma anche di un’aspettativa eccessiva su tre ragazzi che non possono mascherare le difficoltà di una squadra in divenire. Se poi i pochi veterani in campo, Boateng e Montolivo soprattutto, non si prendono mai in mano la squadra si intuisce perché il punto strappato a Marassi, in fin dei conti, non sia nemmeno da buttare.

Voto 4… Alla forma della Juventus Le assenze di Chiellini, Marchisio e Asamoah sono senza dubbio pesanti. Ma l’impressione è che i bianconeri siano tornati dalla pausa con qualche giro in meno nel motore. La preparazione invernale fatta da Conte si sta facendo sentire, ma, molto probabilmente, porterà i suoi frutti in primavera. Intanto, però, la Lazio ha rimontato 5 punti in due partite. Occhio a non scherzare con il fuoco.

Voto 3… Alla Roma da trasferta Ormai ci si è abbonati a queste debacle. Zeman perde Osvaldo e Totti per infortunio, Pjanic per squalifica e rinuncia a De Rossi (sempre più ai ferri corti), incappando nell’ormai tradizionale debacle esterna. La terza di fila e la sesta complessiva in stagione (su 8 totali). Sintomo che gli equilibri difensivi siano soltanto una chimera. Certo, se poi ci si mette anche Destro, sempre più in versione divora-gol, il quadro diventa sconfortante.

Voto 2… Al Palermo in caduta libera Pietro Lo Monaco continua a comprare, ma i risultati non si vedono. Il Palermo ha perso la terza partita di fila, la quinta nelle ultime sei e non vince dal 3-1 nel derby contro il Catania dello scorso 24 novembre. Con 15 punti in 20 partite, si può parlare di piena media retrocessione. Al punto che il 3-0 di Napoli non fa nemmeno più notizia. Zamparini chiede di giocare male e vincere, Gasperini risponde che senza il gioco non si va da nessuna parte. L’impressione è che la squadra abbia soltanto i mezzi per giocare male e perdere.

Voto 1… Allo “scavetto” di Aquilani e All’errore di Rosina Scene tragicomiche al Friuli e all’Olimpico di Torino. Ad Udine la Fiorentina passa in vantaggio con un autogol di Brkic e l’Udinese conquista un penalty sul finire del primo tempo. Nella mischia che si genera, Aquilani pensa bene di approfittarne per scavare vicino al dischetto in modo da far scivolare Di Natale. L’arbitro se ne accorge e lo ammonisce. Come ai campetti, senza lieto fine. Ancor più desolante ciò accade al fanalino Siena, dove i toscani stavano iniziando a crederci. Prima il gol di Paolucci, redivivo con la seconda rete di fila dopo quella segnata a San Siro. Poi il rigore concesso gentilmente da un erroraccio di Brighi. A Rosina, andando sul dischetto all’89’, non restava altro che completare la rimonta trasformando il penalty del 3-3. Ma, evidentemente, il cuore di ex torinista lo ha tradito. Palla in curva e Siena sempre più ultimo. Con sei sconfitte di fila (tre con il nuovo allenatore Iachini) la Serie B è quasi scontata.

Voto 0… All’arbitraggio di Peruzzo Come si fa a concedere una rete come quella di Floccari, vistosamente viziata da un fallo di mano? Misteri del calcio. Almeno quanto è misteriosa la ragione per cui Sergio Floccari ha dichiarato nel post-partita: “Sono felice di aver dato una mano alla Lazio”. Cosa è peggio?

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