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Pallone d’oro: uno così può essere snobbato?

Forse ha ragione chi dice che il Pallone d'oro non ha poi un valore assoluto. Che che come sostenne Ibrahimovic, in un'intervista rilasciata a Telefoot nel dicembre 2011: "Dietro a quel premio c'è una questione politica. Non lo vince chi merita davvero, ma solo chi dicono loro". Certamente viene molto strano pensare che nella lista dei 23 giocatori che si contenderanno il famoso premio istituito dalla rivista sportiva France Football non ci sia spazio per Edinson Cavani, uno dei cannonieri più profilici d'Europa e, forse, unico top player vero rimasto nel campionato di serie A.

L'ennesimo exploit del Matador con il Napoli, che ha trascinato al fondamentale successo in Europa League con un poker che ha steso il Dnipro conferma il valore assoluto di un attaccante che ha pochissimi eguali nel mondo. Sì perché se è vero che Messi e Ronaldo sono due extraterrestri della pelota, Radamel Falcao un attaccante implacabile che ha un peso specifico assoluto nei successi Europei dell'Atletico Madrid è vero anche che il 2012 di Cavani è stato eccezionale migliore certamente di Karim Benzema, Wayne Rooney e Sergio Aguero (tre attaccanti presenti nella lista dei finalisti) e sullo stesso piano di un mostro sacro come Zlatan Ibrahimovic.

I NUMERI DEL MATADOR — L'anno solare di Edinson Cavani è fatto di numeri veramente spaziali: nel 2012 il centravanti uruguagio ha segnato la bellezza di 39 gol in 49 partite disputate (47 ufficiali fra Napoli e Nazionale più due amichevoli con l'Uruguay). Le cifre col Napoli, con il quale ha fallito in extremis la qualificazione alla Champions League ma ha vinto una storica Coppa Italia, sono ancora più impressionanti e parlano di 35 reti realizzate in 41 incontri. Un bottino così suddiviso 23 in serie A, uno in Champions League (nella doppia sfida degli ottavi di finale col Chelsea, la squadra con il quale forse i Blues hanno sofferto maggiormente nel loro cammino verso la Coppa dalle grandi orecchie), 5 in Europa League, 5 in Coppa Italia (compreso il sigillo nella finale all'Olimpico contro la Juventus) ed uno in Supercoppa Italiana. Numeri che si commentano da soli e che dicono che il Matador con gli azzurri segna una rete ogni 105 minuti (praticamente poco più di una partita). Non solo per capire quanto sia fondamentale per le sorti della squadra di Mazzarri basta dire che quando lui ha segnato il Napoli ha perso solamente tre partite (Genoa-Napoli 3-2 del 29 gennaio 2012, la finale in gara unica di Supercoppa Italiana Juventus-Napoli dell'11 agosto e Dnipro-Napoli 3-1 del 25 ottobre scorso). Nei restanti match il Napoli ha ottenuto 18 vittorie e 4 pareggi. Che uno con questo pedigree sia stato snobbato da ct, capitani delle nazionali e giornalisti di tutto il mondo: grida vendetta. E chissà che ieri dopo l'ennesima impresa a qualcuno non siano fischiate le orecchie.

di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)

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