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Pato-Milan: non poteva che finire con un addio

Sarebbe dovuto essere il nuovo Pallone d’Oro rossonero dopo Kakà, ma quasi sicuramente rimarrà un sogno non realizzato del Diavolo, che lo prelevò nell’agosto del 2007 dall’Internacional convinto di portarlo ai vertici del calcio mondiale, versando per lui la cifra record per un minorenne di 22 milioni di euro. Pato doveva essere quel giocatore che avrebbe dovuto sorreggere l’attacco rossonero per svariati anni e invece, danneggiato da una serie infinita di infortuni è passato dal ruolo di protagonista, a quello di inferiore livello, ed ora è prossimo all’uscita di scena. Si fa concreto l’interesse del Corinthians. Il club campione del mondo è pronto a investire 15 milioni di euro su di lui, 7 in meno di quello che spese il Milan, ma comunque una cifra non sottovalutabile per un giocatore che in rossonero oramai sembra non aver più niente da dire.

“Eravamo consapevoli dei rischi quando lo abbiamo acquistato”, ebbe a dire Ancelotti qualche tempo fa. Proprio il tecnico di Reggiolo era stato a un passo dal riabbracciarlo, ma esattamente un anno fa Berlusconi mandò in fumo la trattativa del valore di 35 milioni col Paris Saint Germain. Persi i fondi per arrivare a Tevez, il Milan richiamò a casa Galliani e puntò nuovamente su un giocatore che però non si sarebbe più liberato definitivamente dei guai fisici.

Sfiorano la ventina gli infortuni che hanno visto il “Papero” protagonista dal 2010 a oggi. Dal primo stiramento della coscia destra di quel gennaio una sequela di stop più o meno gravi hanno minato la sua carriera e i numeri di un giocatore dall’indiscutibile campione. Nel 2008/09 chiude la stagione come capocannoniere rossonero con 18 reti, due in più di quelle di Kakà e Inzaghi, nella stagione seguente chiude a quota 14 centri, mentre nell’anno dell’ultimo scudetto è capocannoniere rossonero in campionato con 14 reti insieme a Robinho e Ibrahimovic (16 totali). Considerando l’alto numero di stop, riesce con discreto successo a dimostrare il suo valore fin quando i guai muscolari non prendono il sopravvento. Nella scorsa stagione appena quattro reti stagionali, quest’anno due, con l’ultima gara (probabilmente di sempre in rossonero) giocata a San Siro contro la Fiorentina (1-3) con tanto di rigore sbagliato.

Già infortunato da settembre, Pato è uscito nuovamente di scena lo scorso 11 novembre e ora la sua relazione con Barbara Berlusconi rischia di non essere sufficiente a trattenerlo in un ambiente oramai povero di fiducia nella sua stabilità fisica, più che nel suo talento. A colmare qualsivoglia tipo di dubbio su una sua cessione sono arrivate le sue stesse dichiarazioni nel post partita del successo di Champions sull’Anderlecht. “Io ci sto provando, ma ho bisogno di giocare – lamentava dopo che il Milan lo aveva aspettato per infiniti mesi – parlerò con il mio procuratore”. Una cosa è certa: in caso di accordo col Corinthians nemmeno Berlusconi penserà a una retromarcia notturna.

di Matteo MARCEDDU (twitter @MersMayer)

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