Pallonate

La rivoluzione che cambierà (in meglio) il calcio

Finalmente. Ci sono voluti anni, anzi decenni, polemiche infinite e fiumi d'inchiostro per raccontare la rabbia di club, giocatori e tifosi frustrati per aver perso un match per colpa di una svista del direttore di gara. Ora non accadrà più. Il calcio ha deciso di abbracciare la tecnologia, si è finalmente convinto di utilizzare quei mezzi che già in altri sport viene inevitabilmente in soccorso quando anche l'occhio umano può sbagliarsi. Una svolta epocale che non può far altro che bene a questo sport. In tutti i sensi.

Già, perché finalmente le partite finiranno senza quel fastidioso pensiero di aver perso o pareggiato per colpa di una svista clamorosa della terna arbitrale: addio gol fantasmi, addio reti non viste, addio a polemiche inutili, velenose e a tratti veramente fastidiose. E soprattutto, addio alle moviole. Alleluja...

Negli anni i moviolisti sono infatti diventati parte integrante del gioco del calcio, importanti quanto giocatori e allenatori, a tratti anche più decisivi e autorevoli dei direttori di gara. Una crescita esponenziale, ma senza controllo. Un'ascesa inarrestabile che è finita però per scavalcare il buon senso prevaricando quello per cui erano nate le trasmissioni calcistiche del post-partita: parlare di calcio.

Troppo spesso, infatti, si sono trascorse ore su ore a discutere sulle decisioni arbitrali: gol non dati, gol annullati, offside millimetrici o calci di rigore generosi. Almeno sul primo fattore ora la Fifa ha deciso di intervenire, togliendo così una gran fetta di 'lavoro' ai moviolisti. In un periodo in cui si parla di tagli, in questo caso nessun appassionato di calcio si scandalizzerà se ci sarà meno lavoro per gli addetti alle moviole. Non scompariranno mai, ma almeno forse occuperanno meno spazio nelle trasmissioni sportive e nei commenti post partita. Un vantaggio per chi vorrebbe parlare solamente di calcio, lasciando le futili polemiche sopra le macchinette del caffè durante le pause al lavoro o sul tavolo del bar al mattino tra un cappuccino e una sbirciata fortuita ai quotidiani.

La rivoluzione tecnologica potrebbe infatti portare una ventata di freschezza in questo mondo ormai soffocato dai veleni della polemica. Meno scandali significherebbe anche meno moviole e, di conseguenza, più spazio per parlare solamente di calcio. Un bisogno che mette d'accordo tutti quanti, con buona pace dei moviolisti. La rivoluzione che cambierà (in meglio) il calcio richiede, infatti, anche qualche sacrificio: ma siamo certi che nessuno rimpiangerà troppo i maestri dell'effetto rallenty, gli artisti dello zoom o i professionisti dei tasti play, pause, rewind e forward...

di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)