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Silvio Berlusconi e le sue parole al veleno

Due colpi. Ben assestati. E portati senza troppi giri di parole. All’indirizzo del suo allenatore e di un giocatore che solo un anno fa sembrava entrato completamente nelle sue grazie.

Si preoccupino Massimiliano Allegri e Mario Balotelli: se il primo aveva intenzione di restare a lungo sulla panchina del Milan è bene che faccia i conti con la realtà (ovvero con le parole del suo presidente), mentre per quanto riguarda il secondo, beh, caro Mario, forse è davvero arrivato il momento di darsi una regolata. E questo a prescindere dalla frecciatina che ti ha tirato Silvio Berlusconi. L’attaccante italiano dovrà crescere: sperando che lo capisca da solo, e al più presto, possiamo solo annotare che la sua maturazione non avverrà al Milan.

Quanto ad Allegri, che poco tempo fa aveva dichiarato di sentirsi ‘al centro del progetto di ricostruzione’, il messaggio che il patron rossonero gli ha mandato nella serata di ieri è tutto fuorché di stima. Il sogno di Berlusconi è Guardiola, che poi è anche il sogno di tanti altri presidenti, ma il tecnico spagnolo difficilmente arriverà a Milano. In Italia nessuno si può permettere lo stipendio che gli hanno promesso in Inghilterra.

Nel frattempo, Berlusconi - che, stando alle sue dichiarazioni, sembra già essersi rassegnato all’idea di ‘perdere’ Pep - dovrà ‘accontentarsi’ di confermare il tecnico che ha scelto personalmente nell’estate del 2010, ma che non manca mai di pungolare a ogni intervista. Con la speranza, poi, che ottenga anche risultati. Tra l’altro dopo avergli rivoluzionato la squadra con le partenze di giocatori come Nesta, Zambrotta, Van Bommel, Gattuso, Seedorf, Aquilani, Inzaghi, Thiago Silva, Ibrahimovic, Cassano e Pato. Ha senso tutto questo?

di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

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