Roberto Beccantini
  • Juventus-Roma e il pericolo dei calcoli

    Quando venne diffuso il calendario, la data di Juventus-Roma scivolò via nell’indifferenza generale. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stata la sfida tra la prima e la seconda, tra il miglior attacco e la miglior difesa. Ballano cinque punti, il recupero di Pirlo e l’imbattibilità della Roma, unica squadra a vantare un simile privilegio: non solo in Italia.

    Sin qui, Antonio Conte e Rudi Garcia si sono divisi l’autunno caldo. Dalle dieci vittorie consecutive della Roma alle nove della Juventus. Le soste natalizie lasciano spesso zone grigie, dubbi amletici. Di solito, la Juventus di Conte

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  • Calcio 2014: i pronostici del Beck

    Mi appello alla legge di Gianni Brera («Solo chi non fa pronostici, non li sbaglia») e mi butto.

    Mondiali. Mancano poco più di cinque mesi, si giocheranno in Brasile. E’ la seconda volta, dopo l’edizione del 1950 culminata nella «tragedia» del Maracanà: Brasile-Uruguay 1-2. Sarà il Brasile di Thiago Silva in difesa e Neymar in attacco; commissario tecnico, Scolari. Le sue radici, italiane e italianiste, riportano al gramelot tattico di Nereo Rocco. Il Brasile è il grande favorito, sempre. Come «anti», consiglio l’Argentina. Il 24 giugno, in pieno rodeo, Leo Messi compirà 27 anni. Se non ora,

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  • Calcio, il mio 2013 in dieci spunti

    In attesa che il calendario celebri, inflessibile come sempre, il cambio della guardia, vi offro il mio podio calcistico del 2013. Se ho dimenticato qualcosa o qualcuno, pensateci voi.

    1. L’addio di Alex Ferguson. Non era ancora sir quando, nel novembre del 1986, si presentò a Manchester. In 27 anni, ha vinto, rivinto e stravinto tutto. Con lui, lo United è diventato un modello e «il» marchio. Traccia privilegiata, il numero sette: da Bryan Robson a Eric Cantona, da David Beckham a Cristiano Ronaldo. Classe 1941: quando s’inalberava, volavano scarpe.

    2. Il Bayern di Jupp Heynckes. Champions

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  • Derby brutto, cosa nasconde il tacco di Palacio

    E’ stato un derby in linea con i triboli delle squadre, povero e nervoso, gonfio solo di agonismo. L’ha deciso il migliore in campo, Rodrigo Palacio, al quale l’arbitro, il mediocre Mazzoleni, aveva sfilato un rigore netto. Inter e Milan si sono divisi la partita - più Milan nel primo tempo, più Inter nel secondo - ma il calo dei rossoneri è stato troppo plateale perché Mazzarri non ne approfittasse inserendo forze fresche: via Taider, fuori la vecchia guardia, da capitan Zanetti a Cambiasso, dentro Kuzmanovic, Kovacic e Icardi.

    Palacio da una parte, Balotelli dall’altra. Ecco: nel quadro di

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  • Derby malato, decideranno i pochi “medici”

    E’ un derby triste, lontano dal peso e dal censo della storia, Inter quinta con 28 punti, Milan decimo con 19. Di solito, almeno una lottava per lo scudetto; spesso, entrambe; oggi, nessuna. Le bollicine stanno più in sede che in campo, sarà il primo derby di Erick Thohir, il magnate indonesiano dal braccino corto. E il primo anche - a livello burocratico - per la coppia di fatto Adriano Galliani & Barbara Berlusconi: amministratore delegato lui, amministratrice delegata lei, perché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole. Fino alla (buona?) uscita del fedelissimo.

    Gli allenatori sono

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  • Tra Benitez e Mazzarri ha deciso il mercato

    Sinceramente: non ho capito Rafa Benitez, non ho capito perché Napoli avrebbe dovuto applaudire solo il Napoli e non (anche) Walter Mazzarri. La storia non si cancella, a maggior ragione se è stata esaltante. Poi, è chiaro, subentrano la rivalità, le ambizioni del Napoli e gli obiettivi dell’Inter, e allora è giusto che Benitez, che è stato all’Inter, torni a considerare avversario Mazzarri, che è stato al Napoli.

    I fischi del San Paolo appartengono alla liturgia tribale del nostro concetto di sport. Napoli-Inter ha confermato quanto il calcio sia, a volte, renitente alle lavagne.

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  • Mazzarri a Napoli: solo applausi, spero

    Non poteva capitare in uno momento più delicato, il ritorno di Walter Mazzarri a Napoli. Non se la passa bene lui, non se la passa meglio il successore, Rafa Benitez. Napoli-Inter sarà uno spareggio per il terzo posto. Voglio sperare che il San Paolo dedichi a «WM» l’applauso che il servizio reso alla causa partenopea giustifica.

    Mazzarri avvicendò in corsa Roberto Donadoni, licenziato a reti unificate da Aurelio De Laurentiis, e debuttò il 18 ottobre 2009: Napoli-Bologna 2-1. Con lui in panchina la squadra è arrivata sesta, terza, quinta, seconda; ha vinto la Coppa Italia, battendo in finale

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  • Champions, quanti rischi per le italiane

    La fase a gironi è una sorta di polizza. Nacque per coprire le ferite profonde dell’eliminazione diretta, quando Napoli-Real, tanto per dire, poteva capitare già al primo turno. Offre quattrini, garantisce asilo politico in Europa League. Non mancano le eccezioni. Riguardano le partite dell’ultimo turno, se e quando il passaggio agli ottavi non è stato ancora timbrato. E’ il caso di Juventus, Milan, Napoli. In teoria, tutti potrebbero avanzare e tutti potrebbero uscire. Ecco qua la mia analisi.

    JUVENTUS. A Istanbul, contro il Galatasaray, le basterà un punto. Ciò premesso, ci sono due

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  • Senza Pirlo, tra presente e futuro

    Proprio nel momento in cui la Roma recupera Francesco Totti, o si accinge a farlo, la Juventus perde Andrea Pirlo. Con Gigi Buffon, sono gli unici fuoriclasse scampati al logorìo dell’età e alla resa dei nostri mecenati. Con 230 gol all’attivo, Totti è il cannoniere più prolifico in attività. Ha 37 anni: raffina il gioco e calibra l’ultimo passaggio. Occupa lo spazio cruciale in cui i ruoli si mischiano, i Florenzi diventano sassi e i Gervinho, frecce.

    Pirlo resta unico, nel suo genere. A 34 anni, si gode la maturità del regista, lui che nacque trequartista. Sul piano tattico, è la prolunga di

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  • Roma, se il problema è solo Totti…

    Se il problema è Totti, su con la vita: domenica contro la Fiorentina rientra. Ho però l’impressione che non sia solo lui. Il capitano manca dal 18 ottobre, 2-0 al Napoli. Da quella sera, due vittorie (1-0 a Udine, 1-0 al Chievo, la decima del celeberrimo record) e quattro pareggi: 1-1 a Torino e con il Sassuolo, 0-0 con il Cagliari, 1-1 a Bergamo (al 90’, addirittura). La flessione è palese, a tutti i livelli: nel gioco, nei gol, nei reparti.

    Da Brivio a Strootman. L’erroraccio di De Sanctis, certo: ma proprio il portiere l’aveva salvata da Pandev e Ibarbo. L’analisi non può ridursi ai

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Roberto Beccantini

Roberto Beccantini è nato a Bologna il 20 dicembre 1950. Ha sempre avuto la passione del giornalismo, cosa che lo ha tenuto lontano da pericolose tentazioni come il lavoro. Si occupa di sport (e di calcio, soprattutto), ha scritto per «Tuttosport», «La Gazzetta dello Sport» e «La Stampa», oggi collabora per «il Fatto quotidiano», «La Gazzetta dello Sport» e il «Guerin sportivo». Ha girato Mondiali, Europei e Olimpiadi per 40 anni, è stato giurato del Pallone d’oro di «France Football».