Roberto Beccantini
  • Juventus e Milan contro la tirannia dei solisti

    I derby di Champions tra Italia e Spagna hanno prodotto un pareggio (Milan-Barcellona 1-1) e una sconfitta di misura (Real-Juventus 2-1). Non fidatevi: sono state partite troppo equilibrate, troppo vicine, per essere vere. Gli allenatori contano, per carità, ma poi a San Siro segna Leo Messi e a Madrid decide Cristiano Ronaldo. Siamo sempre lì: la democrazia del coro contro la tirannia dei solisti. Una lotta impari, spesso.

    Il Real è talento selvaggio, non geometrie. Schema base, palla a Cristiano Ronaldo: scusate, voi a chi la dareste? Non ho colto, nella squadra di Ancelotti, un impegno

    Continua »di Juventus e Milan contro la tirannia dei solisti
  • E la Juventus restò nuda

    Adesso che il re è nudo, non resta che prendere atto di come la Juventus non sia più la Juventus, Buffon non più Buffon, Barzagli non più Barzagli. Sono rilievi che covavano sotto le ceneri di una classifica esagerata, di rimonte che davano la falsa sensazione che fosse sufficiente un quarto d’ora di «celebrità», alla Andy Wahrol, per rimettere a posto i cocci dei risultati: di parate che, qui e là, mascheravano le rughe del declino; di anticipi sontuosi in barba al logorio.

    La squadra che va a Madrid, per sfidare il Real dei solisti, è un intrico di sicurezze smarrite, di codici vaganti, di

    Continua »di E la Juventus restò nuda
  • Le montagne russe di Moratti

    Massimo Moratti è stato l’ultimo mecenate di un calcio dal quale fatichiamo a staccarci. Nel nome del padre, ha vissuto la presidenza dell’Inter come una missione. Fui tra i primi a intervistarlo nel febbraio del 1995, quando stava per concordare con Ernesto Pellegrini i residui dettagli d’acquisto: tradiva la stessa emozione con la quale ha appena finito di negoziare con Erick Thohir i residui dettagli di cessione.

    Per alzata di mano, non avrebbe raccolto consensi da nessun «condomino». Nel segreto dell’urna, viceversa, lo avrebbero votato persino gli juventini. Come si fa a rifiutare un

    Continua »di Le montagne russe di Moratti
  • Conte e Garcia, punti in comune. E no…

    La prima Juventus di Antonio Conte, la prima Roma di Rudi Garcia. C’è chi dice che hanno qualcosa in comune e chi no. Io dico di sì. Le zone di contatto non mancano, anche se paragonare una squadra compiuta a un’altra appena schizzata non è facile.

    Cominciamo dalle analogie. Era nuovo, Conte, così come è nuovo Garcia. La Juventus veniva da due settimi posti, la Roma da un settimo e un sesto. Nessuna della due faceva o fa le coppe europee. Il mercato fu massiccio per entambe. Quattro titolari nuovi di zecca di qui (Lichtsteiner, Pirlo, Vidal, Vucinic), addirittura cinque/sei di là (De Sanctis,

    Continua »di Conte e Garcia, punti in comune. E no…
  • Coppie azzurre, la mia preferita è…

    Coppie azzurre. Il pretesto è l’unione tra Mario Balotelli e Giuseppe Rossi, sempre che «don» Cesare Prandelli non cambi idea. In teoria, hanno tutto per convivere. Mario, punta fisica; Pepito, punta agile, di tocco. Potenza e sveltezza. E’ una «ditta» che ricorda quella che il ct sdoganò agli ultimi Europei: Balotelli-Cassano. Antonio, rispetto a Rossi, ha più fantasia, più colpi da fuoriclasse. Rossi è reduce da devastanti infortuni, immagino il fuoco che ne anima la riscossa.

    Fedele al 4-3-3 fin dai tempi di Ravanelli-Vialli-Del Piero, Marcello Lippi arrivò al titolo mondiale del 2006 in

    Continua »di Coppie azzurre, la mia preferita è…
  • La solita Juventus, il solito Milan

    E’ stata una partita-baule, dalla quale Juventus e Milan hanno tirato fuori un sacco di roba. Dal gol di Muntari dopo venti secondi al gol di Muntari dopo novanta minuti, entrambi convalidati. In mezzo, le amnesie della Juventus, la sua reazione furiosa - per dieci, quindici minuti a livello scudetto - i cambi azzeccati di Conte, i triboli conclusivi da spina staccata, tipici di una squadra che fatica a stare sul pezzo per tutta la recita.

    Con Pirlo, Giovinco e Chiellini salgono a nove i cannonieri di Madama. Nove, come quelli della Roma. Con questa sconfitta, viceversa, Allegri precipita a

    Continua »di La solita Juventus, il solito Milan
  • Inter-Roma e Juve-Milan: le vedo così

    Con Inter-Roma e Juventus-Milan si entra in una nuova dimensione. Il campionato accelera. Garcia ha preso tutti in contropiede. Sei partite sei vittorie, il miglior attacco e la miglior difesa (in Europa, addirittura). Gioca un calcio meravigliosamente normale, nel solco della tradizione più recente: la rinuncia al «nueve» classico. A De Rossi il lucchetto della difesa; a Totti la regia avanzata, con cartucce per tutti, da Gervinho a Florenzi. Il capitano non vive più per il gol, ma per farlo fare.

    Un esame, sì. Anche per l’Inter, naturalmente. Contro il Cagliari avrebbe meritato di vincere.

    Continua »di Inter-Roma e Juve-Milan: le vedo così
  • Juventus e favori, Toro e paura

    Episodi, ancora episodi. Macigni. Non so come sarebbe finita Chievo-Juventus se Preti non avesse cancellato il 2-1 di Paloschi, regolarissimo. Ignoro che derby sarebbe stato con il Toro in dieci dal 35’ (mancato rosso a Immobile per fallo da dietro su Tevez) e senza il gol di Pogba, da annullare per fuorigioco di Tevez. A Verona, la Juventus non meritò di vincere. Col Toro, l’ha meritato nella ripresa, dall’occasione di Giovinco in poi.

    Il Chievo aveva tirato due volte. La squadra di Ventura, mai. Soverchiato Cerci, disarmato Immobile. E’ stato un derby piccolo, di ritmo basso, di emozioni

    Continua »di Juventus e favori, Toro e paura
  • Come “sposare” i due Milan

    Dentro alla normalizzazione del Milan lottano due anime, come documenta il saldo dei gol, dieci fatti e dieci subìti, alla media di due a partita. La frequenza è zemaniana. I punti sono cinque, uno a gara e uno in meno della scorsa stagione, e pure questo è un indice significativo. Il mercato, sbagliato, e gli infortuni, c’era una volta il Milan lab, hanno ricreato la stessa situazione di un anno fa, quando Allegri prese in mano i resti dello squadrone che fu e impiegò otto gare, fino alla sconfitta di Roma con la Lazio, per capirci qualcosa.

    Al netto degli episodi arbitrali - favorevoli a

    Continua »di Come “sposare” i due Milan
  • Reina decisivo: il Napoli ha anche il portiere

    Ha vinto la squadra che mi aspettavo, ma non nel modo sul quale avrei scommesso. Oggi, il Napoli è più forte del Milan, come documentano gli otto punti di distacco. Ha vinto catturando gli episodi, non la partita. Il Milan gli rendeva fior di titolari, da De Sciglio a Montolivo, da Kakà a El Shaarawy. Ci ha messo il cuore, un pareggio non sarebbe stato un colpo basso

    Serata storica: il Napoli non batteva il Milan a San Siro dai tempi di Maradona (13 aprile 1986); Balotelli ha sbagliato un rigore, il primo da professionista, dopo una serie di ventuno su ventuno. Gliel’ha parato, in bello

    Continua »di Reina decisivo: il Napoli ha anche il portiere

Impaginazione

(204 articoli)

Roberto Beccantini

Roberto Beccantini è nato a Bologna il 20 dicembre 1950. Ha sempre avuto la passione del giornalismo, cosa che lo ha tenuto lontano da pericolose tentazioni come il lavoro. Si occupa di sport (e di calcio, soprattutto), ha scritto per «Tuttosport», «La Gazzetta dello Sport» e «La Stampa», oggi collabora per «il Fatto quotidiano», «La Gazzetta dello Sport» e il «Guerin sportivo». Ha girato Mondiali, Europei e Olimpiadi per 40 anni, è stato giurato del Pallone d’oro di «France Football».