Roberto Beccantini

Inter, gli episodi non sempre bastano

Miroslav Klose uno, Diego Milito zero. In barba al pronostico del sottoscritto. Mi appello alla clemenza della corte: voleva essere, il mio, un balzo nell'assoluto. Traduzione: chissà come sarebbe andata a finire, Lazio-Inter, se fosse stata l'ultima tappa e non una tappa (cruciale, ma pur sempre «una»). Non ridete. Considerazioni volanti.

1)      Capisco che sia difficile catturare un'intera partita, ma l'Inter esagera. Scritto che il pareggio sarebbe stato tutt'altro che uno scandalo, due pali e una palla-gol in dieci minuti non bastano per parlare di sconfitta immeritata. Gli episodi vanno e vengono. Contro il Palermo, l'autorete di Garçia cadde letteralmente dal cielo. All'Inter di Roma sono mancate due cose: il gioco per un'ora e un rigore alla fine (Ciani su Ranocchia).

2) Vladimir Petkovic è un Reja tatticamente meglio agghindato.  La sua Lazio ha tre punti in più. I numeri indicano come sia la fase difensiva il piatto forte: 18 gol subìti, solo Juventus e Napoli ne hanno incassati di meno. L'attacco, viceversa, si regge su Klose, 10 gol su 25. Tira poco, la squadra, e fra Juventus e Inter non si può dire che sia stata sfortunata: traversa di Bonucci, miracoli di Marchetti, pali di Guarin e Cassano.

3) Questa è per Stefano Braschi. Torino-Milan, domenica 9 dicembre: Giampaolo Pazzini spinge platealmente Salvatore Masiello e fulmina Jean-François Gillet; l'arbitro Romeo convalida. Lazio-Inter, sabato 15 dicembre: Milito spinge Giuseppe Biava meno platealmente di quanto non avesse fatto Pazzini e l'arbitro Mazzoleni fischia. In caso contrario, l'argentino avrebbe servito Antonio Cassano, solissimo. A Torino protestarono i granata, all'Olimpico hanno reclamato gli interisti. Gentile designatore, chi ha sbagliato: Romeo o Mazzoleni? Per me, Romeo: per lei?

4) Non sono sicuro che l'Inter, «questa» Inter, possa fare a meno di Wesley Sneijder. Mi spiego meglio: se non fosse già in rosa, non lo andrei certo a cercare. Ma visto che c'è, perché non ricucire i rapporti e recuperarlo? Anche a me piace Freddy Guarin che, fatte le debite proporzioni di ruolo e di caratteristiche, sta all'Inter come Arturo Vidal alla Juventus; il colombiano ha un gran tiro e un buon tocco, può fare il mediano e il trequartista, a seconda delle esigenze. L'olandese, da parte sua, andrebbe collocato dietro le punte. Energia alternativa.

5) L'anti-Juventus, oggi, è la Juventus. In primavera, chissà.

6) Il 19 dicembre 1992 moriva, in un incidente d'auto, Gianni Brera, gran lombardo. Mi piace ricordarlo con voi. E' stato giornalista e scrittore. Per me, il più grande giornalista di sport che abbiamo avuto. Il nostro Maradona, il nostro Pelé. Creò una lingua, più ancora che uno slang o un gergo. Studiò scientificamente e storicamente il football, attratto dal gioco difensivo, il più consono alle attitudini italiote. Gli devo Rombo di Tuono (Gigi Riva) e Abatino (Gianni Rivera). Oggi avrebbe 93 anni. Se non avete ancora letto «Coppi e il diavolo», correte. Non ha lasciato eredi. Ha lasciato orfani.

Di Roberto BECCANTINI