Roberto Beccantini

Juventus-Inter: molto è possibile…

Via il dente, via il dolore. Penso sempre al ronzio del trapano quando arriva Juventus-Inter. Calciopoli l'ha gonfiata di troppi significati, da scrigno a discarica. Disturbo se parlo solo di calcio? Si gioca ogni tre giorni, e anche questo potrebbe incidere. I campioni hanno faticato a battere il Bologna al di qua dei meriti: nel senso che il gioco del primo tempo avrebbe giustificato almeno un paio di gol di margine. Gli sfidanti hanno rimontato la Sampdoria, realizzando il secondo gol in contropiede, dopo un calcio d'angolo battuto, alla pene di segugio, dagli avversari: Gianni Brera e Nereo Rocco si saranno rivoltati fra le nuvole. Tralascio il dettaglio che si giocasse a San Siro per evitare la "fucilazione" di Ciro Ferrara.

Sul piano tattico, non mi aspetto una pellicola molto diversa dal film di Juventus-Napoli. Alla squadra di Antonio Conte la prima mossa, a quella di Andrea Stramaccioni la seconda. Traduzione: la Juventus cercherà di lavorare ai fianchi l'avverario, l'Inter ne accetterà l'invasione pur di accaparrarsi il contropiede. L'Inter segna soprattutto con gli attaccanti, Diego Milito, Antonio Cassano, Rodrigo Palacio, tra i migliori del campionato; la Juventus, soprattutto con i centrocampisti. La qual cosa fissa frontiere precise tra le due filosofie. La Juventus gioca di più, ma fatica a tradurre le occasioni; l'Inter, più spiccia e affilata, si ciba di fiammate. Non deve dipingere ogni volta la Gioconda, per fare gol; le basta uno schizzo, una pennellata.

E poi Paul Pogba: un valore aggiunto, certo, ma anche scomodo. Che fare, del francese, con i recuperi di Claudio Marchisio e Arturo Vidal? Personalmente, ne farei rientrare uno, il meno stanco. Pogba è un Vieira tagliato su misura per il calcio wrestling di questo millennio. Sul fronte interista, mi aspetto il canonico "sette più tre": sette a raccogliere legna, il tridente a darle fuoco. Se la Juventus ha sempre vinto in casa, cinque su cinque, l'Inter ha sempre vinto in trasferta, cinque su cinque anche lei, e viene da un filotto di otto successi, Europa inclusa. L'esame di Juventus non poteva capitarle in un momento più propizio e logisticamente opportuno (lontano dal Meazza).

In questi casi, il risultato più probabile diventa il pareggio. Ricordo sommessamente che Juventus e Inter stanno marciando a ritmi folli. Con 28 punti, la Signora ha battuto il record della Juventus di Fabio Capello, 27 punti nella stagione 2005-2006. E l'Inter, già che ci siamo, un anno fa di punti ne aveva undici. Saranno cruciali le fasce e i dintorni di Andrea Pirlo, l'unico che Conte non sostituirebbe mai, a differenza dei partner di Mirko Vucinic: dovrebbe toccare ad Alessandro Matri.

Vincere al 92' può nascondere tante cose: l'orgoglio e il pregiudizio, la fortuna e il volli fortissimamente volli di alfieriana memoria. Ciò premesso, l'Inter, "questa" Inter, è la squadra più attrezzata per spezzare l'imbattibilità della Juventus (dopo 49 partite) e del suo stadio. Avviso ai naviganti: è un'analisi, non una gufata.

di Roberto BECCANTINI

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VERSO JUVENTUS-INTER...

Le probabili formazioni dell'11a giornata di Serie A

Juventus-Bologna 2-1: Pogba decisivo al 92'

Inter-Sampdoria 3-2: un tridente da rimonta