Roberto Beccantini

La svolta cinica della Juventus

Sto peggiorando: di Milan-Inter avevo azzeccato il risultato, di Juventus-Napoli ho indovinato gli ammoniti (sei-sette, avevo scritto: sono stati sette). Altro che «pareggio con gol»: mi hanno rovinato i cambi di Conte, dalla schiacciata di Caceres al sinistro filante di Pogba. Il francese mi ricorda Vieira: stesso modo di porsi. L'uruguagio, per la cronaca, ha realizzato il primo gol di testa, stagionale, della Juventus. E' stata una partita equilibrata, modesta, specchio di un campionato che, sul piano estetico, non decolla. La politica del pianto non ha pagato. L'affaticamento muscolare di Buffon? Una balla, si insinuava tra i merli del Maschio Angioino. Morale della favola: non hanno giocato né Buffon né Vucinic. E, al momento dell'uno-due di Caceres e Pogba, erano fuori anche Vidal e Asamoah. Quattro titolari.

Ciò significa rivalutare il mercato di Marotta. Caceres è tornato, Pogba è stato soffiato al Manchester United, indeciso e indifferente alle sue doti. Manca sempre l'attaccante «da venti gol sicuri», ma difesa e centrocampo riescono spesso a farne le veci. A Siena, Pirlo e Marchisio; con il Napoli, Caceres e Pogba. Per non parlare del Bonucci anti Shakthar, del Vidal di Stamford Bridge, eccetera. Coincidenze? Preferisco chiamarle tendenze.

Vero, Cavani ha colto una traversa sullo zero a zero, ma a Storari non avrei dato il voto. Era la classica scaramuccia che l'inerzia stava consegnando al fumo di un aggrovigliato armistizio; il cinismo dei campioni ha preso per la giacca la trama, appendendola al muro degli episodi. Il cinismo non è una specialità della casa. Per servire, serve. Di solito, però, la Juventus ha bisogno di produrre molto, per arrivare al gol. Quest'anno, un po' meno; resta il fatto che, con il Napoli, sono bastate non più di quattro «situazioni». Il massimo con il minimo: dei tiri, sia chiaro, non dell'impegno.

In attesa di rituffarsi in Champions, la Juventus si isola al vertice della classifica e il messaggio che diffonde riguarda proprio il modo in cui ha liquidato il Napoli, dal quale mi sarei aspettato, sinceramente, qualcosa di più. Non una grande idea, sacrificare Hamsik su Pirlo. In fin dei conti, Mazzarri disponeva della formazione tipo. E' difficile uscire dall'imbuto di queste zuffe, orientate da circostanze piccole più che da manovre grandi. Ogni allenatore tende a impossessarsi della fetta di torta che gli garba. Al posto del mister napoletano, ci andrei piano con la standing ovation alla squadra (e a sé stesso). Così come sono sicuro che, dall'altra parte, Conte abbia già archiviato la pratica. L'Europa incombe, e in Europa le prospettive mutano, drasticamente.

Non è più la Juventus scintillante e vampira della stagione scorsa. E' una Juventus che ha preso coscienza della rosa e del calendario. Le trappole sono dietro l'angolo, il Napoli tornerà, Lazio e Inter non mollano, la Roma dà segni di vita. Ma al di là delle mansioni specifiche, la P2 (Pirlo & Pogba) promette, eccome.