Stefano Benzi
  • Juve tra scudetti, punti e l’invidia del player

    Ieri al primo tweet di congratulazioni che ho inviato alla Juventus per il titolo conquistato (una cosa del tipo "complimenti per il ventinovesimo titolo, più difficile di quello dell'anno scorso") mi sono piovute addosso una serie di risposte che volevano dire tutto e il contrario di tutto. Niente di nuovo insomma.

    Ma perché più difficile? Giocavano da soli: mi dice uno. Non è vero, giocavano contro squadre che hanno avuto difficoltà ma che in gran parte le complicazioni se le sono anche andate a cercare. Ma la Juventus, per quanto abbia dominato la corsa al titolo dall'inizio alla fine

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  • In Germania wunderbar, a noi giusto il bar

    Da molto tempo, magari anche troppo, sostengo che il nostro calcio così com'è strutturato non può funzionare: ha un andamento ciclotimico, quasi isterico, viaggia sull'onda di soldi che vengono spesi prima ancora di essere guadagnati, di strutture fatiscenti se non inesistenti.

    È un business per pochi manovrato da pochissimi, un élite raffazzonata e sgrammaticata che gestisce un affare potenzialmente di enorme ricchezza con la stessa modalità con la quale il sior paròn dalle bele braghe bianche gestiva le filande ai primi dell'800. La dimostrazione ci viene sbattuta in faccia ormai da anni,

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  • Non è solo una questione di sistema paese…

    L'impresa, indipendentemente dalla buona volontà, non c'è stata. Per la verità non c'è stata nemmeno la prestazione perché se il Bayern ha confermato tutte le solidità che già conoscevamo, la Juventus ha evidenziato una fragilità psicologica (verrebbe da definirla sudditanza, ma pochi la prenderanno bene) che onestamente non le conoscevamo in ambito nazionale. L'esame di maturità era questo, ed è un esame fallito. Poco importa: altri esami verranno e, come ho imparato sulla mia pelle un po' di anni fa quando a scuola i prof pregavano nella mia promozione per evitare l'ulcera, basta studiare

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  • Lazio sfortunata al di là dei suoi limiti. Ma…

    Com'è che si dice? C'è modo e modo di perdere: sicuramente la Juventus è stata sconfitta in modo netto dal Bayern Monaco e non possono esserci altre discussioni se non una serena autocritica che possa in qualche modo essere di motivazione in vista di una gara di ritorno tutta da giocare, pur con le sue difficoltà.

    La Lazio esce battuta in Europa League con molta amarezza e qualche perplessità: trovo un unico comune denominatore ai due schianti italiani nelle gare d'andata europee. Juve e Lazio, che a gennaio, in epoca di calciomercato aperto erano nella piena possibilità di rinforzarsi

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  • Il Bayern c’era: la Juve no…

    Bella squadra il Bayern, ma si sapeva. Ce lo eravamo detto, e sicuramente lo sapevano anche Conte e i suoi giocatori. Ho trovato giusto, più ancora che giustificato, lo sfogo di Conte quando nel dopo partita ha parlato di 'cammino ancora lungo', di 'percorso non completamente concluso'. In parte probabilmente richiamava il club ad altre responsabilità di mercato rispetto alle operazioni concluse quando già si sapeva che la stagione di Champions League sarebbe andata avanti; in parte forse, pur difendendoli pubblicamente, richiamava i giocatori a una maggiore maturità d'atteggiamento se

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  • I numeri del Bayern sono impressionanti

    Definiamo ormai chiusa la pratica scudetto: i tifosi della Juventus possono fare tutti gli scongiuri che vogliono ma mi sembra evidente, soprattutto dopo la vittoria sull'Inter che era stata capace di fermare nel girone d'andata una squadra lanciatissima, che nulla può scucire il titolo dalla maglia bianconera. Probabilmente è davvero il momento di dire 'raise', di alzare il livello di gioco: e il Bayern Monaco è una grandissima occasione per presentare un biglietto da visita diverso della Juventus ma anche del calcio italiano.

    Il Bayern è una splendida squadra: lasciamo perdere il rutilante

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  • Un Cavani cosi 70 milioni li vale eccome…

    E così anche i malpensanti ("onta sia a chi pensa male" disse Edoardo III raccogliendo graziosamente la giarrettiera caduta dalla gamba della Contessa di Kent, una splendida donna già sposata) sono serviti.

    L'aereo di Cavani perso o in ritardo, le voci sul possibile interessamento del Real Madrid, le chiacchiere sulla sua vita privata, lo stesso Cavani tentato dalle sirene che arrivano dall'estero. Siamo chiari: chi non lo sarebbe…? Chi non accetterebbe di andare a fare lo stesso mestiere che fa già al doppio dello stipendio (pronto a diventare quadruplo con premi, interessi personali e

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  • Caro Claudio, buon riposo

    Non si possono trovare le parole per una cosa del genere. Forse non le trovo più, non ho nemmeno voglia di trovarle: troppe le persone care e brave che se ne vanno in modo ingiusto e crudele. Claudio Lippi era stato telecronista di Eurosport quando il nostro progetto era appena cominciato: quasi nessuna delle persone che ora fanno parte del nostro gruppo di lavoro lo può ricordare, è stato tra il 1998 e il 2003. Persona garbata ed educata, sempre a modo, sempre puntuale, sempre informato. Si divertiva a commentare soprattutto il calcio giovanile: e scherzava sulla pronuncia di giocatori

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  • Peggio il Brasile: anzi… Meglio l’Italia

    E chi se lo aspettava? L'Italia che tiene testa al Brasile, che rimonta e che gioca bene, talmente bene da meritare la vittoria creando superiorità di gioco e di occasioni da gol in un secondo tempo quasi dominato. Cerchiamo di capire il perché.

    Intanto i demeriti del Brasile: la Seleçao, per quanto la ami, non è certo la squadra migliore di sempre alla vigilia del Mondiale che ospiterà in casa sua. È una squadra zeppa di talenti, per carità, ma un po' raffazzonata, quasi ingolfata da tante teste che a volte mi sembrano pensare tutte un po' per conto loro: Neymar è un giocatore meraviglioso,

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  • Pietro Mennea, una freccia che non si è mai spezzata

    Ecco un'immagine che da bambino mi colpì e che mi accompagnerà sempre, per tutta la vita. Non so quanti bambini di oggi, e per il futuro, avranno la possibilità di vedere un bianco vincere con cattiveria, autorevolezza e straordinaria caparbietà un titolo olimpico di velocità: vero, a Mosca c'era il boicottaggio dei paesi della Nato (anche se noi c'eravamo) ma Mennea aveva già in mano un record stabilito a Città del Messico, l'anno prima, e quel record gli americani non lo hanno battuto nemmeno dopo, quando c'erano: un record cristallizzato a 19.72 per 17 anni. Le immagini dei suoi 100 metri

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Stefano Benzi

Stefano Benzi, nato nel 1965 a Genova è entrato a Eurosport 2001 dopo una lunga serie di collaborazioni con le principali televisioni sportive italiane sia come commentatore che come telecronista diventando direttore editoriale del sito italiano di Eurosport nel 2006 mentre, dal 2009, si occupa in qualità di direttore responsabile di tutta la piattaforma italiana del network. All’interno di questo blog raccoglie riflessioni su personaggi ed eventi sportivi di attualità, con un occhio di riguardo non solo per quanto fa notizia. Ma anche per quanto dovrebbe far notizia: e non la fa. Appassionato maniacale di musica e di sport estremi e alternativi, difende i valori di divertimento e socializzazione dello sport e rifiuta ostinatamente qualsiasi espressione integralista di tifo.