Stefano Benzi

Adoro seguire il calcio da randagio in trasferta…

C'è solo una cosa che mi piace più che andare in trasferta per lavoro, a seguire qualche evento sportivo, o qualche match… magari all'estero.

Andarci, ma non per lavorare. E così, una-due volte all'anno, mi concedo un lungo week-end che mi porta all'estero, in un posto sempre diverso, dove riesco ad abbinare le mie due principali passioni, concerti e partite di calcio, spesso con grande fortuna.

Dipende dal (poco) tempo che ho a disposizione e dalle idee che mi metto in testa: due anni fa me ne sono andato a Praga per vedere il match amichevole della squadra NHL di Anaheim, lo Sparta e il concerto dei Killing Joke. A febbraio sono tornato dopo molto tempo in Scozia; c'era il Celtic, gli Hearts e la mia squadra, il Dunfermline, che giocavano in Coppa ma soptrattutto  la reunion della mia band preferita in assoluto, i Big Country, che sono tornati insieme dopo molti con Mike Peters (Alarm) alla voce al posto del compianto Stuart Adamson, scomparso tragicamente anni fa. Un vero e proprio tour de force studiato a tavolino con metodo: arrivo a Edimburgo, partita e concerto, trasferimento a Glasgow, partita e concerto, trasferimento a Dunfermline, partita e concerto. Quindi il rientro, il tutto in quattro giorni e con i mezzi pubblici.

Niente accrediti, tutto prenotato on line o sul posto. Fino a qualche anno fa affittavo una moto e mi muovevo come un randagio: spesso ritardavo il mio rientro, a volte mi capitava di pensare che me ne potevo anche stare dov'ero per sempre. In Brasile, era il 1996, dopo tre settimane di randagismo tra scuole di samba, voli interni e partite di Brasileirao mi dissi… "è meglio tornare a casa". Perché il desiderio di non tornare più era molto forte: da quel momento, intuito il pericolo, non ho più messo piede in Brasile.

E così eccomi qui, a scrivere sul trenino che mi porta a Malpensa da dove sto partendo per Londra: oggi pomeriggio sono ad Upton Park, Alpari Stand, per vedere il mio Arsenal contro il West Ham. Manco a una gara dei Gunners, vissuta da gooner per lo meno, da quattro anni. Quelle da giornalista in tribuna stampa non contano.

Ho in corpo quel misto di adrenalina e di ansia che caratterizza chiunque parta per fare qualcosa che ama e che vuole vivere senza lo stress di dover consegnare o fare qualcosa. Esserci solo per il piacere di esserci.

Adoro Londra… Le Olimpiadi l'hanno resa ancora più bella: domani mattina voglio andare a caccia di vecchi dischi, se riesco vado a vedere Tottenham v Aston Villa quindi, visto che il concerto punk cui dovevo andare è stato rinviato a data da destinarsi (incerti del turismo randagio prenotato con largo anticipo), troverò altro da fare: i concerti a Londra non mancano mai. Lunedì sera ho i biglietti per Bush e Nickelback alla Wembley Arena. Martedì rientro.

Ma sto già programmando la prossima randagiata: ancora Scozia, a febbraio; e Amsterdam ad aprile per vedere Ajax e il mio De Graafschap. Qualche concerto lo trovo di sicuro.

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