Stefano Benzi

I buoni propositi in vista di Juventus-Inter

È un po' come il giorno di Capodanno: si fanno i buoni propositi prima del big match che divide l'Italia e che presenta il nostro calcio all'estero come un biglietto da visita. Dunque senza retorica e in modo banale lasciatemi sperare che sia anzitutto una bella partita, in un ambiente che non mi azzardo a sperare sereno ma che se non altro mi piacerebbe non fosse troppo avvelenato.

Molti hanno ricamato sulla mancata conferenza stampa della Juventus, parlando di paura o di 'silenzio preventivo': a me le conferenze stampa pre-partita mettono una tristezza allucinante. Sono state davvero poche quelle cui ho preso parte alle quali valeva la pena essere presenti: perché la voglia di parlare dei protagonisti è poca e chi ha domande intelligenti da fare, ammesso abbia il coraggio di farle, non le fa certo in una conferenza stampa a uso e consumo dei tanti colleghi presenti. Ma ormai siamo ridotti a questo: si conoscono le notizie prima da twitter che dalla voce dei protagonisti, e la conferenza stampa è un inutile esercizio retorico per mettere in mostra i marchi degli sponsor che rullano dietro l'intervistato di turno.

Quindi, la Juve parla? Non parla? Chissene…

Se ne fregano i tifosi, che non attendono certo le parole dell'allenatore per essere entusiasti o preoccupati: e anche se gridano allo scandalo e al poco rispetto per tifosi e stampa, tutto sommato se ne fregano anche i giornalisti. Perché quelli che hanno qualcosa da scrivere lo faranno lo stesso e quelli che non potranno fare copy and paste dalle dichiarazioni della conferenza stampa, copieranno e incolleranno qualcos'altro.

Dipendesse da me questo genere conferenze stampa non esisterebbero: o resterebbero deserte. Ma se si devono fare che siano aperte, sempre e a tutti, e con un'organizzazione che la finisca con il potentato dei soliti noti e la scaletta delle domande a seconda dell'importanza o della vicinanza della testata di turno.

Sarebbe bella invece una conferenza stampa congiunta, magari la sera prima della partita… come per il pugilato: con i due allenatori e due giocatori. Ma chissà come mi vengono in mente certe idee…

Quanto al match ripeto quanto già detto: è un esame, credo soprattutto per l'Inter che deve dimostrare di essere in grado di uscire indenne da Torino e ambire così a un ruolo da protagonista nel campionato.

Lo scorso anno la Juventus si rivelò poco alla volta e aumentò la propria coscienza di sé proprio vincendo tutti gli scontri diretti e trasformando una serie di esami in una marcia trionfale.

La squadra di Stramaccioni avrà due grandi problemi: prendersi la palla e creare spazi di libertà per Milito e Cassano, magari nel tentativo di far arrivare la palla a Palacio, e sperando nel killer instinct dell'argentino, che lo rende letale anche con una sola palla gol a partita. Non sarà facile: sappiamo che Cassano soffre le gare importanti e che la Juve spazi non ne concede. Prevedo una gara molto chiusa e a ranghi estremamente serrati, sbloccata da qualche episodio. Sotto un certo aspetto una partita simile a quella vista contro il Napoli.

Juve favorita? Sì… adesso è l'Inter che deve dimostrare di essere all'altezza di un campionato e di un avversario che al momento si è dimostrato superiore sulla carta e sul campo.

Quanto a Stramaccioni… beh, fin qui ha fatto bene; quasi meglio di Mourinho. Considerando i 19 turni giocati con Strama in panchina (nove lo scorso anno e dieci in questa stagione), la squadra ha conquistato 13 vittorie, due pareggi e quattro sconfitte con una media punti di 2.15 a gara. Mourinho vinse tato quanto Stramaccioni ma perse di meno (tredici vittorie e due sconfitte con quattro pareggi) per una media punti leggermente superiori: 2.26. Pochi centesimi per dimostrare di essere addirittura meglio di Mourinho: magari proprio grazie ai punti in palio oggi.

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