Stefano Benzi

E persino la Juventus scoprì la discontinuità

Un'altra giornata se ne è andata e ci sono altri due punti in meno da recuperare per la Lazio che insegue la Juventus che ora si trova a soli tre punti.

Eppure, nonostante aquile e corvi continuino a volteggiare sopra i bianconeri, io continuo a pensare che la lotta per lo scudetto sia finita da un pezzo. È pur vero che passato abbiamo assistito a recuperi clamorosi, sicuramente più lungimiranti di questo, ma per quanto si è visto fin qui i bianconeri lo scudetto lo possono davvero solo perdere con un harakiri. Tuttavia, indipendentemente da quella che è una logica che guarda al medio-lungo periodo, non si può non notare una certa flessione fisica e anche psicologica della squadra di Antonio Conte.

È evidente che l'allenatore vuole una punta: l'ha fatto capire in tutte le maniere alla società, in modo più o meno sfumato nel corso delle conferenze stampa e in modo più sotterraneo continuando a cambiare modulo forse proprio per far capire che nessuno degli attaccanti che affianca Vucinic sembra rispondere alle esigenze del suo gioco.

Il mercato incombe e sento nomi importanti: Drogba, Lisandro Lopez… non so, non sono convinto che la Juve voglia-possa spendere questi soldi in un momento in cui, anche se i soldi ci sono, si spendono mal volentieri. Conte, probabilmente, sarà costretto a fare di necessità virtù e a continuare, così come ha fatto splendidamente lo scorso anno, a gestire ciò che ha. Voleva Destro, ma non è arrivato; se arriverà qualcuno potrebbe essere Immobile, magari per una comproprietà che alla fine costerà otto-nove milioni di euro in tutto.

È interessante sottolineare il fatto che la continuità, e dunque quella che fino a oggi è sempre stato considerato il punto di forza della Juventus, sembra essere venuta meno. Lo si è notato contro la Sampdoria e anche a Parma. Una flessione di rendimento e di punti che si è fatta sensibile tra la prima metà del girone d'andata e la seconda: un cedimento fisico, forse anche psicologico, non mi sembra una bestemmia sostenere che anche Conte, nelle ultime settimane, abbia preso qualche abbaglio. L'idea di schierare Peluso contro la Sampdoria da esterno sinistro in una difesa a tre nella quale il nuovo acquisto non aveva mai giocato, mi è sembrato un azzardo un po' presuntuoso.

L'idea di inserire Padoin, recuperandolo a forza, per poi relegare lo stesso Peluso in panchina dopo solo un tentativo, mi è sembrato un'altra forzatura un po'p ruvida. Contro il Parma la Juventus ha giocato una partita certo non eccellente ed è caduta proprio nel momento in cui il Parma stava alzando, sotto l'aspetto del tono fisico e atletico, il proprio livello di gioco. Una flessione ci sta, nell'economia di un campionato che ha visto la Juve, fino a questo momento, continuare a guidare, nonostante le sconfitte e le battute d'arresto. Gli inseguitori sono cambiati, la lepre no.

La Lazio recupera? Sì, ma difficilmente la Juve perderà alla lunga una gara nella quale sembra fare corsa a sé e che questo campionato lo può solo perdere indipendente da top player in arrivo o che mai arriveranno. Resta il fatto che con un attaccante in grado di fare la differenza in più, e qualche integralismo di Conte in meno, i bianconeri lo scudetto lo avrebbero già vinto da un pezzo.

di Stefano BENZI (Twitter: @stefano_benzi)

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