Stefano Benzi

Il compleanno sfigato di Pato

Quello striscione in curva domenica scorsa ("Chi ha il Milan nel cuore non chiama il procuratore") spiegava in modo abbastanza chiaro qual è lo stato d'animo dei tifosi rossoneri nei confronti di Pato. Indipendentemente da quella che è la solita ostentazione di fiducia che il Milan riesce a esprimere in modo sempre così efficace quando è necessario, nei confronti di qualche giocatore o del tecnico, è evidente che tra il club e il giocatore si è definitivamente rotto qualcosa.

Immagino la battuta, persino troppo scontata: in effetti è il giocatore che si rompe spesso, e anche queste sue rotture hanno rotto.

Credo che se il Milan debba fare qualche pensierino su come sono stati gestiti, e forse da cosa sono stati causati i frequenti acciacchi di Pato, il paperino dovrebbe farsi un bell'esame di coscienza su alcuni atteggiamenti che comunque non pagano.

Non pagano mai: soprattutto quando la squadra va maluccio e tu, per quanto giustificato, brilli per assenza.

Il Pato che conoscevo io, quello che scappava imprendibile sulla fascia destra del Beira Rio palleggiando con la spalla destra, era muscolarmente più debole ma molto più leggero. L'averlo reso potente non credo sia stata una buona idea: è un errore di valutazione che in Italia si fa spesso con giocatori che hanno nello scatto da fermo e nella partenza sul breve il loro punto di forza. Vuoi blindare una Smart? Può essere che il motore abbia qualche problemino o che la tenuta non sia eccellente…

Pato già nel gennaio dello scorso anno sarebbe andato di corsa al Paris Saint Germain e l'operazione 'resto a tutti i costi' mi è sembrata un po' come quella delle rassicurazioni dall'abbaino di casa Kaka. In estate Pato non è partito per altri e diversi motivi, primo su tutti il fatto che nessuno (nemmeno il PSG) offriva più i soldi che il Milan avrebbe voluto. Altro che 30 milioni di euro…

L'occasione che gli è stata concessa è stata una forzatura della quale sia Pato che il Milan avrebbero fatto volentieri a meno.

Il Pato di oggi ha fretta, ed è confuso: forse anche mal consigliato dal solito procuratore che non appeni lo chiami corre, anche quando non c'è niente da vendere né da prendere.

In realtà c'è un Mondiale in Brasile da giocare, una Confederation Cup quasi immediata e una credibilità da riconquistare a scapito di giocatori come El Shaarawy che in umiltà e in silenzio s sono presi il centro della scena: e difficilmente lo perderanno.

Insomma, senza Ibra e con un Robinho che già da tempo guarda al Brasile come alla sua naturale destinazione, l'occasione buona per Pato era quella rappresentata da questa stagione… se non gioca oggi nel Milan, ma quando mai? E invece il giocatore che non segnava lo scorso anno con Ibra, non segna nemmeno quest'anno senza: a conti fatti Pato non marca un gol in campionato dal 27 novembre del 2011. Appoggio a porta vuota contro il Chievo al 33' del primo tempo. Un anno esatto.

Più che chiamare il procuratore il paperino dovrebbe chiamare un esorcista, e di quelli bravi. Oppure darsi una calmata, lavorare, stare zitto e aspettare l'ennesima occasione. Perché la cifra che il Milan avrebbe voluto a giugno, a gennaio, sarà ancora più bassa.

Twitter @stefano_benzi

* * * *

Facebook Pagina Ufficiale di Stefano Benzi

Sito www.stefanobenzi.com

Blog osservatoresportivo.com