Stefano Benzi

Lazio, nessuna mania di grandezza: si viva alla giornata

Per vedere una Lazio così bisogna andare indietro nella storia a parecchi anni fa; a un presidente che era Cragnotti, a un allenatore che era Eriksson e a una squadra che aveva in Roberto Mancini il suo leader. Ma c'erano almeno anche tre-quattro fuoriclasse di valore assoluto. Quella Lazio, costruita su un giro di miliardi che venivano maneggiati e fatti girare con anche troppo disinvoltura, è lontana anni luce da questa versione più casareccia, risparmiosa e popolare.

Proprio pochi giorni fa a Roma, in compagnia di una cena mista con tifosi giallorossi e biancoazzurri che si stuzzicavano e mi hanno fatto morire delle risate, mi hanno posto una domanda seria… ma questa squadra è davvero in grado di puntare al titolo?

No… ho risposto: e so che ci sono rimasti un po' male. Ma spiego anche il perché. No perché non è nata con questo scopo, no perché vincere sarebbe quasi un male: vorrebbe dire vincere sul crollo e la debolezza degli altri e correre il rischio di non costruire nulla di concreto con la propria vittoria. No perché qualsiasi tifoso laziale all'inizio dell'anno (anche quelli che criticavano a prescindere Petkovic, ho ancora ritagli di forum in cui diversi tifosi chiedevano di cacciarlo dopo le prime due amichevoli, avrebbero fatto un monumento a questa squadra se fosse arrivata in Champions League o anche solo davanti alla Roma.

Io credo che gli obiettivi debbano essere sostenibili, seri, motivati e soprattutto logici. Petkovic è persona seria, intelligente, pragmatica che sicuramente non ascolta né le sirene dei giornali né quelle dei tifosi. E Lotito non è certo persona che vuole fare il passo più lungo di una gamba che si sta dimostrando neppure troppo corta e piuttosto ambizioso. Roma è una piazza che conosco bene e capisco poco: ogni volta che scendo nella città della mia seconda famiglia mi diverto ad annusare l'aria, a parlare con i tassisti, a capire che momento è: e ogni volta mi sembra di essere piovuto in una città completamente diversa da quella nella quale ero stato appena poche settimane prima.

La Lazio non si arroghi il titolo di anti-Juve, si bei che gli altri glielo concedano e soprattutto tenga i piedi per terra. Tutti… persino Olimpia. Questa è una squadra che con un piccolo investimento può fare molto bene e mettere basi per l'anno prossimo: Hamad? Sarabbe un bell'acquisto come Abdoullaoue o Casemiro che oggi è un affare rispetto a quello che costava qualche anno fa e potrebbe trovare in Hernanes un appoggio importante e un po' di tranquillità perché il ragazzo, purtroppo, dopo troppa popolarità e troppe voci di mercato, è andato un po' in confusione.

Gaudeamus Igitur… ecco il detto che mi suggerisce la Lazio e che mi fa ripensare ai miei trascorsi goliardici. Le occasioni per godersela sono poche, sempre meno: è proprio necessario complicarsi la vita con sogni e manie di grandezza?

di Stefano BENZI (Twitter: @stefano_benzi)

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