Stefano Benzi

Lo stupore di Alex Schwazer stupisce anche me

Francamente sono rimasto un po' sorpreso dalle dichiarazioni di Alex Schwazer dopo la richiesta di quattro anni di squalifica da parte della procura sportiva per via del noto caso di doping legato alle ultime Olimpiadi di Londra. Alex si è detto 'stupito e amareggiato per la richiesta del procuratore'.

A me invece non stupisce la richiesta che mi sembra, se non il minimo sindacale, quanto meno commisurata a quello che è il lavoro del procuratore, che deve sempre chiedere la massima appena possibile per il reato ascritto. Tanto più che all'interno delle riflessioni della procura sportiva sono stati inseriti elementi nuovi che, all'epoca in cui lo scandalo scoppiò (leggi anche Schwazer, un cattivo esempio è comunque un esempio e qAlex, se sei davvero pentito fai quei nomi, approfondimenti che avevo scritto in quel periodo), non erano né completamente noti né ancora ipotizzabili. Come ad esempio l'uso del testosterone.

Per valutare le parole di Schwazer devo tornare con la memoria, e francamente mi costa molto, al dolore di quei giorni quando, in diretta, impegnati a raccontare quello che è il massimo per qualsiasi cronista sportivo, ci trovammo invischiati in quelle due righe d'agenzia nelle quali si parlava prima di un atleta azzurro bloccato per doping e, dopo pochi minuti, si scopriva che l'atleta coinvolto era proprio il marciatore oro di Pechino.

Fu una botta dalla quale io personalmente mi sono ripreso a fatica perché ho sempre considerato e ritenuto Schwazer uno dei simboli puliti dello sport italiano, una persona che mi piaceva per tanti diversi motivi e che non erano solo ed esclusivamente sportivi.

Poi ho cercato di scindere lo sportivo dall'uomo; soprattutto dopo quelle che erano state le sue spiegazioni, a cuore aperto, sul perché si era fatto impantanare in una vicenda del genere. Io non so se in quel frangente che ha portato all'errore, al trucco, all'abbaglio, abbia prevalso l'uomo o lo sportivo (se ti va di approfondire mi pongo la stessa domanda in A proposito di doping pubblico e media); non so quale delle due anime di Alex abbia deciso di compromettere la propria vita in una pratica di doping maldestra e, con il senno di poi, persino intuibile a priori (basti considerare le sue ultime prestazioni sulla mezza maratona che comprendono un record italiano migliorato di quasi un minuto e mezzo rispetto al vecchio limite di Damilano).

Anche ora provo a scindere l'uomo dall'atleta, ma la cosa mi riesce già un po' più difficile: perché nel frattempo Alex ha parlato, molto, forse anche troppo, e proprio pochi giorni fa in una delle sue dichiarazioni diceva di "essere felice di non doversi allenare più".

Dunque perché ora ti sorprendi e rammarichi per una richiesta di quattro anni di squalifica…? Per quanto ne sapevo, e per quanto mi riguarda, la carriera di Schwazer come sportivo è finita il giorno in cui ha ammesso la sua positività, indipendentemente dai motivi che l'hanno scatenata. Motivi di debolezza, secondo me più psicologica che fisica, e che pur non avendo scusanti per uno sportivo possono in qualche modo farci meglio comprendere e forse accettare il pentimento dell'uomo.

Ecco, oggi a distanza di tanti mesi da quell'episodio che mi sconvolse, sono ancora una volta qui a fare la stessa distinzione due: da una parte l'uomo, dall'altro lo sportivo.

Provo rincrescimento, pena, amarezza per l'uomo Alex ma sinceramente non per lo sportivo Schwazer. Tanto più che lo stesso sportivo, più volte, ha dichiarato di non voler più marciare e di aver chiuso definitivamente un capitolo della propria vita che non ha più alcuna intenzione di riaprire. Dunque, perché stupirsi? Perché amareggiarsi?

Gli anni di squalifica possono essere due, quattro,dieci: può essere un nulla o anche un'eternità. Meglio il silenzio, tanto più se lo sportivo ha deciso di smettere, lasciando quella macchia sul proprio curriculum di agonista per riabilitare l'uomo. E così dovrebbe essere. Senza ripensamenti.

Credo siano tutti pronti a riabilitare l'uomo Alex, io per primo: non credo che tutti sarebbero così altrettanto tolleranti nel caso Alex decidesse di rimettersi in discussione sperando nella minor appena possibile in vista di un possibile ritorno alle competizioni. Onestamente se glielo hanno suggerito o consigliato, lo ritengo un pessimo consiglio…

Di Stefano BENZI (Twitter: @stefano_benzi)

***
Vai alla pagina ufficiale di Stefano Benzi

Vai alla pagina Facebook di Stefano Benzi

Blog osservatoresportivo.com