Stefano Benzi

Per inseguire la Juve vivacchiare non basta

121112-01Dunque si torna là dove eravamo alcune settimane fa, al concetto di salto di qualità e di continuità come unica arma per provare a insidiare la Juventus squadra che ha fatto proprio di costanza e compattezza le proprie armi fondamentali.

L'Inter, che si ferma dopo una splendida cavalcata di dieci vittorie consecutive, a Bergamo contro l'Atalanta, è inciampata su un ostacolo insidioso, forse non insormontabile, sicuramente da superare se si vuole davvero puntare allo scudetto. Una partita giocata con il piede dolce e un po' di sfortuna dall'Inter che non è riuscita a vivacchiare sui gol di Milito e sulla giornata non straordinaria di Cassano. Perché vivacchiare non basta…

È un passo indietro pesante che pesa molto, moltissimo. Evidentemente invece gli schiaffi subiti dall'Inter a Torino, alla Juve hanno fatto molto bene; ai nerazzurri meno, bloccati dalla consistenza di una squadra eccellente e di un portiere come Consigli che ha vissuto il suo pomeriggio di gloria.

Il distacco al vertice torna a quattro punti e agevola chi insegue: l'Inter, che segna il passo e chi a Torino ha perso, come il Napoli, che festeggia Cavani segnare il suo sesto gol in pochi giorni e la Fiorentina, che diventa la vera protagonista di questo campionato grazie a un gioco piacevole, efficace e soprattutto continuo.

Il campionato italiano dimostra una volta di più che alla fine il saldo continua a favorire chi dimostra di avere un gioco, continuità e un progetto consolidato e compatto: al momento basta questo a rilanciare la Juventus che dimentica l'Inter con dieci gol tra Champions League e campionato e si rilancia nella fuga per la vittoria. Per tutti gli altri che inseguono l'obiettivo resta focalizzato là davanti, a poca distanza. Ma pur sempre di distanza si tratta: per vederlo più da vicino, vivacchiare non basta…

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