Tacchetti a Spillo

La FIGC contro gli abusi: grazie, da parte di una donna

Questa sera al Tardini di Parma si giocherà l'amichevole tra Italia e Francia e le donne che vorranno assistere alla partita potranno farlo gratuitamente in qualsiasi settore dello stadio, semplicemente presentando un documento d'identità.

L'iniziativa è stata voluta dalla FIGC, che aderisce alla campagna a sostegno delle donne che hanno subito violenza; all'interno della stessa iniziativa ha anche voluto far incontrare i ragazzi della Nazionale maggiore di calcio e le ragazze della Nazionale femminile di pallacanestro (come si può vedere nella foto).

Non ho mai subito violenza, fortunatamente, ma voglio ringraziare a nome di tutte le donne la Federcalcio per questo impegno. Il biglietto  gratis è solo un dettaglio: benché il mio fidanzato sia un galantuomo d'altri tempi, di quelli che si presentano con mazzi di fiori immensi e ti aprono ancora la portiera della macchina, sono sempre stata a favore della parità dei sessi e non ho mai condiviso il classico "ingresso donna gratuito".  Ciò che mi ha colpito davvero è lo slogan la FIGC che ha scelto per promuovere la campagna: "La violenza sulle donne è un problema degli uomini".

Potrebbe sembrare un'assurdità, perché per esempio quella della violenza sessuale è un'ipotesi che le donne devono mettere in conto, è veramente un LORO problema; io stessa, che sono una sorta di comodino con le gambe, sento comunque il pericolo nell'aria quando giro da sola la sera, motivo per cui evito accuratamente strade isolate e abbigliamento troppo corto o scollato: il rischio di aggressione anche da parte del più classico dei "morti di fame" è sempre in agguato. Poi si fa presto a dire "Eh, poverina, è stata violentata. Però girava di notte in minigonna, se l'è cercata!". Oppure, nel caso di più generica violenza domestica, a volte la mentalità è quella di pensare che sia stata la donna a indurre il suo uomo a picchiarla, perché gli ha risposto male o ha preso qualche iniziativa non gradita.

Pessimo punto di vista, perché chi è un po' più fifona come posso essere io non si sente libera di comportarsi come vorrebbe poiché rischia di mettersi nei guai, pur non facendo nulla di male. Perché da che mondo è mondo nella nostra cultura (che ha ancora dei pesantissimi retaggi medievali) la donna è spesso vista come il diavolo tentatore, perciò se indossa una camicetta scollata non è perché vuole sentirsi più carina e femminile, ma perché vuole provocare e quindi se poi subisce violenza la colpa è sostanzialmente sua. Ed è colpa sua se tiene testa al suo uomo, perché dovrebbe fare come predica San Paolo quando dice "voi, mogli, siate sottomesse ai mariti" e quindi se non lo fa merita un sano ceffone in faccia o similari.

Sbagliato! Nessuna donna chiede a un uomo di essere buttata per terra e violentata in mezzo alla strada, magari mentre urla e i passanti non la soccorrono (già successo, purtroppo), o di essere picchiata a sangue possibilmente davanti ai figliE questo, a quanto pare, almeno la FIGC l'ha capito. Apprezzo tantissimo che abbia puntato il dito su questa piaga sociale affinché "si possa richiamare l'attenzione di tutti, uomini e donne, tifosi e non tifosi, a favore di un comune impegno per una battaglia di civiltà e di sicurezza". Mi piacerebbe che non fosse una denuncia isolata, perché gli sportivi che diventano modelli per i loro tifosi sono tanti e se il modello deve essere per esempio Amantino Mancini, allora non ci siamo proprio.

La violenza sulle donne è un problema degli uomini, perché è in questi uomini dal cervello disturbato che scatta la molla che li costringe a nuocere seguendo un istinto animale incontrollato. Fortunatamente il genere umano è fatto anche di uomini veri e sani che sanno controllare gli isitini e usare l'intelligenza (la maggior parte, per la verità) e alla FIGC sembra che ce ne siano parecchi. Sarebbe bello se anche gli altri seguissero lo stesso esempio: magari non servirà a molto, ma come disse Han Solo ne Il Ritorno dello Jedi "Un aiuitino piccino è meglio di niente".

di Ilaria BOTTURA

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