Tacchetti a Spillo

Lindsey, ma che cosa ti è successo?

Settimana scorsa eravamo tutti un po' in apprensione per Lindsey Vonn. La campionessa statunitense era stata ricoverata a Vail e al momento non si capiva quale fosse la causa, perché ognuno diceva la sua e la Federazione statunitense latitava, non rilasciando alcun comunicato ufficiale.

Alla fine la Vonn è stata dimessa e ha dichiarato di aver avuto un'infezione allo stomaco, che ora sta meglio e che ringraziava tutti per il sostegno. In effetti è anche tornata ad allenarsi e lo testimonia anche la nostra Federica Brignone, che ha twittato di essersi allenata con lei in superG.

Eppure qualcosa non torna. Non si capisce quali siano le cause che hanno provocato il malore di Lindsey, né perché siano state raccontate tante mezze verità. Il suo skiman, infatti, ha rivelato che non è la prima volta che capita, la Vonn è già finita in ospedale più volte, anche se non ha detto per quale motivo, e soprattutto si è lasciato scappare il fatto che la sciatrice non si era più allenata dopo l'apertura di stagione a Sölden, anche se lei stessa aveva raccontato di voler saltare la tappa di Levi per preparare al meglio le prove sulle nevi di casa.

Ci sono troppi fattori che non combaciano: i più disfattisti hanno subito pensato al doping, qualcuno ha ipotizzato che fosse incinta, altri ancora hanno invece virato su fattori psicosomatici.

Sembra infatti che Lindsey non sia serena e — poverina — ne ha tutti i motivi. I successi nello sport non sono tutto nella vita, soprattutto se non sei un calciatore. Il mondo dello sport è costellato di campioni che prima di essere fenomeni delle loro discipline sono persone normali e, anche se ogni tanto qualche primadonna si incontra anche negli sport minori, spesso questi sportivi sono ragazzi e ragazze normali con desideri e sogni comuni a qualsiasi persona della loro età, con un bonus e un malus: il bonus sono i tanti soldi a disposizione per realizzare questi desideri, il malus è la totale mancanza di tempo per sé e per un minimo di vita sociale, e quindi comunque l'impossibilità di inseguire i sogni.

E quando le poche relazioni stabili che si riescono a mantenere vengono meno, è possibile che qualcuno "sbarelli". Lindsey ha divorziato da poco dal marito, con strascichi emotivi e anche giudiziari, perché per colpa di Thomas ha dovuto pagare una salata multa per evasione fiscale (lui non ha consegnato delle carte all'erario e lei si è ritrovata, ignara, a doverne pagare le conseguenze). Qualcuno dice che Lindsey è depressa. E' possibile, non mi sentirei di escluderlo.

A questo punto, però, visto che la salute non è al meglio e che ancora non si sa se gareggerà ad Aspen, mi sentirei di dare un consiglio alla campionessa dello sci, che recentemente ha detto a Eurosport che "essere la numero 1 ti porta a essere sola": La Vonn dovrebbe prima di tutto curarsi al meglio e soprattutto rinunciare all'idea di gareggiare con gli uomini e utilizzare anche le vie legali per farlo. Capisco che essere la più forte di tutte e non avere rivali possa abbattere le motivazioni, ma la Vonn di questo momento secondo me non solo non potrebbe mai essere competitiva con gli uomini (posto che non credo che lo sarebbe nemmeno se fosse al 100%), ma rischia di non esserlo nemmeno con le colleghe.

Lindsey, se ti butti giù dalla Streif e ti fai male, che cosa hai ottenuto? La Fis ha ragione, è una questione di sicurezza: certe piste, per la pendenza che hanno e per come sono tracciate, non sono adatte alle donne, è davvero troppo pericoloso, a meno di non farla tutta a spazzaneve e prendere 40" dal primo… Ma sono certa che lei non si risparmierebbe e si metterebbe in pericolo. Non è come nella Nascar, dove Danica Patrick a volte batte anche i colleghi maschi: in quelle piste c'è un mezzo, che è un'automobile, e non conta più solo la forza fisica. Dove tutto è studiato a misura di maschio, una donna non ha speranza. Ecco perché qualcuno ha onestamente detto che, seppur brava, Serena Williams perderebbe un incontro di tennis con qualsiasi classificato ATP.

Se davvero è l'umore ad abbattere la Vonn, forse dovrebbe rassegnarsi a essere ciò che è. Che è già irraggiungibile. Sono anch'io una combattiva e non amo dovermi sentire inferiore agli uomini; del resto faccio un lavoro prevalentemente maschile e anche se devo soltanto sollevare una confezione da sei bottiglie d'acqua la porto in spalla come farebbe un muratore, ma ci sono delle occasioni in cui ciascuno deve restare al suo posto. Purtroppo, anche se ero molto giovane, ricordo fin troppo bene Thomas Fogdoe, che pur di "fare il di più" in allenamento rimase paralizzato...

di Ilaria BOTTURA

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