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Da Balotelli a Chiellini: i 13 casi del codice etico

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La vicenda di Giorgio Chiellini ha creato parecchie polemiche, non le ultime se si parla di Cesare Prandelli e del suo codice etico. Varato con l’ingresso del nuovo ct al posto di Marcello Lippi nell’estate del 2010, è stato più volte contestato da media e tifosi. Ecco tutti i 13 casi che hanno messo in crisi il codice etico di Prandelli.

Mario Balotelli (1) – Nel marzo 2011 l’allora attaccante del Manchester City saltò le partite contro Slovenia e Ucraina per colpa delle tre giornate di squalifica rimediate dopo una partita contro la Dinamo Kiev in Europa League.

Daniele De Rossi (1 e 2) – Il 25 marzo 2011 saltò la partita di qualificazione a Euro 2012 contro la Slovenia (e poi quella con l’Ucraina) per colpa della gomitata rifilata a Srna in Champions League con la maglia della Roma. Ma a giugno concesse addirittura il bis. Non venne infatti chiamato per le due partite di qualificazione all’Europeo contro Estonia e Irlanda. In quel caso, pagò un’altra gomitata a Bentivoglio in Bari-Roma.

Mario Balotelli (2) – Il 29 febbraio 2012, l’allora attaccante del Manchester City venne lasciato fuori dalla lista dei convocati per l’amichevole di Genova contro gli Stati Uniti. Pagò il fatto di aver rimediato una squalifica di quattro turni per una passeggiata su Scott Parker del Tottenham. Il fatto era però accaduto il 22 gennaio e quando Prandelli diramò la lista dei convocati Balotelli era già tornato a disposizione di Mancini, segnando anche un gol al Blackburn il 25 febbraio. Una situazione che sarebbe poi andata a cozzare con il terzo caso riguardante il centravanti poi passato al Milan. All’epoca dei fatti, invece, il ct si limitò a dire: “Non posso permettermi di avere in squadra giocatori che con una reazione mi lasciano in dieci”.

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Pablo Osvaldo – Anche l’attaccante all’epoca della Roma non fu convocato per l’amichevole con gli USA. Lui pagò per l’espulsione rimediata nel weekend precedente a Bergamo contro l’Atalanta, per giunta a causa di un bruttissimo fallo su Cigarini.

Domenico Criscito – Nel giugno 2012 venne lasciato fuori dalla lista dei convocati per l’Europeo. Non si trattava di un’applicazione ufficiale del codice etico. Il difensore dello Zenit restava infatti a casa per mancanza di tranquillità a causa del suo coinvolgimento nel calcioscommesse (con successivo proscioglimento), con tanto di perquisizione a Coverciano.

Daniele De Rossi (3) – Il 14 novembre 2012 fu costretto a saltare l’amichevole contro la Francia per colpa del rosso rimediato nel derby del weekend precedente, quando venne cacciato per una gomitata a Mauri.

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Leonardo Bonucci – Il 6 febbraio 2013 pagò con la mancata convocazione per l’amichevole con l’Olanda le due giornate di squalifica rimediate per le proteste al termine di Juventus-Genoa. Bonucci fu punito per “espressione ingiuriosa al quarto uomo” e “atteggiamento intimidatorio nei confronti di un arbitro addizionale”. Nemmeno Giorgio Chiellini fu convocato, ma per infortunio. Se fosse stato arruolabile non sarebbe comunque stato chiamato in quanto altrettanto coinvolto nel fattaccio.

Pablo Daniel Osvaldo (2) – Il 27 maggio, la Federcalcio decise di lasciare a casa l’attaccante della Roma per colpa di un tweet polemico rivolto dall’attaccante all’allora tecnico giallorosso: “Facevi più bella figura se ammettevi di essere un incapace, vai a festeggiare con quelli della Lazio va…”. Il messaggio per Andreazzoli costò a Osvaldo addirittura la Confederations Cup.

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Mario Balotelli (3) – Il 22 settembre 2013, l’attaccante rossonero se la prese con l’arbitro dopo la sconfitta in casa con il Napoli e venne squalificato per tre giornate. L’applicazione del codice etico non scattò, però, perché secondo Prandelli sarebbe stata “un’ulteriore punizione” dopo la decisione del giudice sportivo. Balotelli venne regolarmente convocato per le sfide di qualificazione al Mondiale con Danimarca e Armenia.

Daniele De Rossi (4) – Il primo marzo 2014 accadde il fattaccio. Il centrocampista giallorosso rifilò un pugno a Mauro Icardi durante la partita contro l’Inter. L’arbitro non si accorse di nulla, ma il giudice sportivo intervenne con la prova televisiva e la squalifica per tre giornate. Prandelli applicò il codice etico e non convocò De Rossi per l’amichevole del 5 marzo contro la Spagna.

Mattia Destro – Il 6 aprile a Cagliari, l’attaccante della Roma arrivò a un contatto con Astori non ravvisato dall’arbitro ma dal procuratore federale. Squalificato per tre giornate dal giudice sportivo, Prandelli decise di non inserirlo nella lista dei convocati per l’ultimo stage pre-Mondiale nonostante fosse uno degli attaccanti più in forma del campionato.

Giorgio Chiellini – L’ultimo caso in ordine di tempo. Il difensore della Juventus rimedia tre giornate di squalifica dopo la gomitata a Miralem Pjanic dell’11 maggio. Ma Prandelli lo assolve perché, nel suo caso, non ha ravvisato alcun tipo di “condotta violenta”.

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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