Top & Flop

Europei, la top 5 delle partite più sorprendenti

Le fasi finali di una grande competizione riservano sempre grandi sorprese. La storia dell'Europeo, poi, ci ha abituato a repentini e imprevedibili scherzi del destino. Ecco la top 5 delle partite più sorprendenti di sempre (Italia esclusa, di quella abbiamo già trattato in due post appositi).

5 - OLANDA-RUSSIA 1-3  — 22/06/2008 — Quarti di finale

L'ennesima lezione di calcio di quel  grandioso maestro di calcio di  Guus Hiddink. Dopo aver sorpreso tutti nei mondiali del 2002 portando al quarto posto la Corea del Sud e ripetendosi nel 2006 trascinando l'Australia alla prima qualificazione agli ottavi di finale della Coppa del Mondo: lo stratega di Varsseveld nel 2008 strabilia l'Europa portando alle semifinali la Russia. La partita migliore è sicuramente quella contro la sua nazionale d'appartenenza l'Olanda, che viene ridicolizzata da Guus con un 3-1 nei supplementari che porta la firma di Pavlyuchenko, Torbinski ed Arshavin. Ai tulipani di Marco Van Basten non basta la rete di Van Nistelrooy, che allunga solo la gara all'overtime dove i tulipani vengono travolti dall'agonismo e dalla furia russa.

TABELLINO

Olanda (4-2-3-1): van der Sar; Boulahrouz (9' st Heitinga), Ooijer, Mathijsen, Van Bronckhorst ; De Jong, Engelaar (17' st Afellay); Kuyt (1' st Van Persie), Van der Vaart, Sneijder;  Van Nistelrooy. All. Van Basten

Russia (4-1-4-1): Akinfeev; Anyukov, Ignashevich, Kolodin, Zhirkov; Smemak; Zyrianov, Semshov (24' st Bilyaletdinov), Saenko (36' st Torbinski), Arshavin; Pavlyuchenko (115' Sychev) . All. Hiddink

Arbitro: Michel (Slovacchia)

Marcatori: 11' st Pavlyuchenko, 41' st Van Nistelrooy, 112' Torbinski, 116' Arshavin

Note: Ammoniti: Boulahroz, Van der Vaart, Van Persie, Kolodin, Zhirkov, Torbinski

4 - GERMANIA-REPUBBLICA CECA 2-1 — 30/06/1996 — Finale

La prima finale decisa dall'atroce golden goal. La più beffarda  punizione per la Repubblica Ceca a un passo dallo scrivere una storia meravigliosa di calcio ma beffata proprio nel modo più crudele da Oliver Bierhoff, autentico eroe della finale giocata a Wembley, subentrato al 69' con la Germania sotto nel punteggio. L'attaccante in forza all'Udinese sale subito sugli scudi firmando di testa il gol del pari quattro minuti dopo il suo ingresso in campo e poi nel supplementare, con una giocata da centravanti puro, segna con un diagonale il gol della vittoria che spegne i sogni di gloria della giovane Repubblica Ceca e consegna alla Germania il primo storico titolo continentale dall'unificazione avvenuta in seguito alla caduta del muro di Berlino.

TABELLINO

Germania (5-3-2): Kopke; Babbel, Helmer, Sammer, Eilts (1' st Bode), Ziege; Hassler, Scholl (24' st Bierhoff), Strunz; Kuntz, Klinsmann. All. Vogts.

Repubblica Ceca (4-4-2) Kouba; Suchoparek, Kadlec, Horna, Rada; Poborsky (43' st Smicer),Nemec, Bejbl, Nedved; Berger, Kuka.  All. Uhrin

Arbitro: Pairetto (Italia)

Marcatori: 59' Berger (rig.),28' st Bierhoff; 95' Bierhooff (supp)

Note: Ammoniti Helmer, Sammer, Hornak, Ziege, Hornak

3 - CECOSLOVACCHIA-GERMANIA OVEST 2-2 (5-3 ai rigori) — 20/06/1976 - Finale

L'Olanda di Neeskens e di Cruyff, la Germania Ovest campione del mondo in carica di 'Kaiser' Beckenbauer la finale dell'Europeo 1976 sulla carta sembrava circoscritta a queste due squadre invece nessuno aveva fatto i conti con la Cecoslovacchia di Vaclav Jezek, organizzatissima e pronta al sacrificio e capace di trionfare a dispetto dei pronostici in una delle finali più emozionanti di sempre. La Cecoslovacchia parte fortissimo scappando sul 2-0 dopo neanche mezzora, la Germania però non molla e riesce a riacciuffare gli avversari proprio all'ultimo minuto dei regolamentari. Si va ai rigori dove si assiste a un momento a suo modo storico: Panenka sceglie di calciare il rigore decisivo, dopo l'errore di Hoeness, con il cucchiaio. Un gesto ardito e folle che va a buon fine e regala alla Cecoslovacchia il primo e unico titolo continentale della sua storia.

TABELLINO

Cecoslovacchia: Viktor, Dobias (109' Vesely), Capkovic, Ondrus, Pivarnik, Panenka, Moder, Masny, Nehoda (35' st Biros), Gogh, Svehlik.  All. Jezek.

Germania Ovest: Maier, Vogts, Dietz, Schwarzenbeck, Beckenbauer, Wimmer (1' st Flohe), Bonhof, Hoeness, Muller, Beer (35' st Bongartz), Holzenbein.

Arbitro: Gonella (Italia)

Marcatori: 8' pt Svehlik, 25' pt Dobias, 28' pt Muller,  44' st Holzenbein

Sequenza rigori: Masny rete, Bonhoff rete, Hehoda rete, Flohe rete, Ondrus rete, Bongartz rete, Jurkemik rete, Hoeness parato, Panenka rete

Note: ammoniti: Moder, Dobias

2 - DANIMARCA-GERMANIA 2-0 — 26/06/1992 - Finale

Nemmeno Hans Christian Andersen, il più celebre scrittore danese di fiabe del mondo, sarebbe riuscito a scrivere una storia tanto incredibile e commovente come quella della Danimarca del 1992. La nazionale allenata da Møller Nielsen  all'Europeo, non doveva nemmeno esserci poiché non qualificata: il conflitto nei Balcani però permette alla Danimarca di prendere parte alla manifestazione al posto della Jugoslavia. Con un organico giovanissimo, fondato sul blocco Brondby e privo della propria stella Micheal Laudrup (che preferì chiamarsi fuori a differenza del fratello minore Brian, tra i trascinatori della selezione biancorossa insieme a Schmeichel) la Danimarca di Nielsen strappa il pass per le semifinali a danno delle favoritissime Francia e Inghilterra. Sembra già quella un'impresa ma il bello deve ancora venire per i biancorossi che eliminano l'Olanda di Van Basten in semifinale ai rigori e poi completano il loro percorso piegando la favoritissima Germania in finale: apre la danze con una sassata Jensen nel primo tempo mentre chiude i conti Vilfort in contropiede. Il degno epilogo di un'epopea irripetibile.

TABELLINO

Danimarca (4-4-1-1) Schmeichel; Sivebæk (21' st Christiansen), Olsen, Piechnik, Nielsen; Christofte, Jensen, Vilfort, Larsen; Laudrup; Polvsen. All. Møller Nielsen

Germania (5-3-2) Illgner; Reuter; Kohler, Buchwald, Helmer, Brehme; Sammer (1' st Doll), Hassler, Effenberg (35' st Domm); Riedle, Klinsmann. All. Vogts

Arbitro: Galler (Svizzera)

Marcatori: 18' pt Jensen, 33' st Vilfort

Note: Ammoniti:Piechnik, Reuter, Hassler, Effenberg, Klinsmann, Doll.

1 - PORTOGALLO-GRECIA 0-1 — 04/07/2004 — Finale

La favola delle favole. La Grecia operaia, senza un top player ma con un gruppo coriaceo e capace di seguire il proprio mentore completa una delle più grande imprese della storia dello sport. Un'avventura iniziata e finita proprio contro il Portogallo, la squadra che, ospitando la manifestazione, sperava di  festeggiare la conquista del suo primo Europeo davanti al pubblico di casa. Invece, come era successo nella sfida inaugurale del torneo (Portogallo-Grecia 1-2) a spuntarla furono i ragazzi di Rehhagel capaci ancora una volta di chiudere tutti i buchi e di spuntarla al 57' con un colpo di testa di Charisteas, sugli sviluppi di un corner di Zagorakis. Un gol che fa leggenda e consegna alla Grecia il trionfo più inatteso di sempre.

TABELLINO

Portogallo(4-2-3-1) Ricardo; Miguel (43' pt Paulo Ferreira), Carvalho, Jorge Andrade, Nuno Valente; Costinha (15' st Rui Costa), Maniche; Figo, Deco, Cristiano Ronaldo; Pauleta (29' st Nuno Gomes). All. Scolari

Grecia (4-4-2) Nikopolidis; Seitaridis, Dellas, Kapsis, Fyssas; Giannakopoulos (31' st Venetidis), Basinas, Zagorakis, Katsouranis; Charisteas, Vryzas (36' st Papadoupolos). All. Rehhagel

Arbitro: Merk (Germania)

Marcatore: 12' st Charisteas

Note: ammoniti: Costinha, Nuno Valente; Seitaridis, Fyssas, Basinas, Papadoupolos

Di Stefano DOLCI (Twitter: @stefano_dolci)

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