Top & Flop

Le più belle imprese sportive del 2012

Il 2012 è stato un anno ricchissimo di sport. Oltre alle competizioni regolari, si sono infatti aggiunti gli Europei di calcio e soprattutto le Olimpiadi di Londra 2012. E’ difficilissimo fare una selezione, perché i momenti magici che ha regalato lo sport in questi 12 mesi sono stati veramente tanti. Alcune imprese, poi, sono talmente “scontate” da essere – seppur nella loro grandezza – quasi banali. Perciò, visto che abbiamo già parlato dei successi più belli dell’Italia e dei personaggi sportivi del 2012, e in attesa di un’analisi soltanto dello sport al femminile, proviamo a scegliere qualcosa di cui magari in molti non parlano più. Nominare Sebastian Vettel, Usain Bolt o Michael Phelps è fin troppo facile… Un paio di episodi calcistici, in ogni caso, non si possono trascurare. Per tutti gli altri tralasciati, non c’era spazio!

LA JUVENTUS OPERAIA DI CONTE VINCE LO SCUDETTO SENZA PERDERE MAI– In molti non ci credevano. In tempo di crisi e di spending review, una Juventus capace di realizzare il suo miglior acquisto rilevando Andrea Pirlo dal Milan a parametro zero sembrava davvero poco credibile. I “soldatini” criticati recentemente da Antonio Cassano, però, hanno fatto ricredere tutti, giocando con grinta e umiltà e sopperendo con il fisico dove la tecnica non bastava, mettendo perfettamente a frutto i dettami del coriaceo tecnico Antonio Conte. E hanno regalato al loro capitano Alessandro Del Piero l’ultimo scudetto della sua era bianconera, con una striscia d’imbattibilità davvero di tutto rispetto.

LA NAZIONALE SPAGNOLA DI CALCIO SI RICONFERMA – Le Furie Rosse sono da qualche anno tra le squadre più temute. La vittoria ai Mondiali del 2010 dopo aver vinto gli Europei del 2008 era già un ottimo biglietto da visita, ma sicuramente anche un’arma a doppio taglio, perché la squadra di Del Bosque era chiamata a riconfermarsi. Purtroppo per l’Italia, ce l’ha fatta: in finale ha “bastonato” gli Azzurri con un sonoro 4-0 che ha persino portato il capitano della Spagna, Iker Casillas, a chiedere all’arbitro di accorciare il recupero per rispetto nei confronti degli avversari. Chapeau.

IL PODIO DI MARCO AURELIO FONTANA NELLA MOUNTAIN BIKE– A molti probabilmente, passata l’euforia post-olimpica, questo nome non dirà più nulla, ma chi ha seguito I Giochi di Londra 2012 con il cuore si ricorderà sicuramente di lui, uno degli esponenti degli sport cosiddetti “di nicchia” e uno degli uomini che hanno contribuito a far crescere il medagliere italiano. Sebbene il suo sia stato “solo” un bronzo, questo gladiatore della mountain bike ha avuto il merito di concludere la sua gara a cinque cerchi con la bicicletta rotta: nel giro finale ha perso il sellino, ma non la tenacia e la forza d’animo, guadagnando un meritatissimo podio.

SCHERMA AZZURRA, LEONESSA DEL MEDAGLIERE – L’Italia ha da sempre una grandissima tradizione nella nobile arte della scherma, ma quest’anno i nostri portacolori a Londra si sono davvero superati. E’ soprattutto grazie a loro se il Tricolore svetta all’ottavo posto nel medagliere complessivo. I nostri schermidori sono stati quelli che hanno dato il maggior apporto nell’incrementare le cifre e volendo fare una classifica vince il fioretto femminile: il podio tutto italiano nell’individuale con Di Francisca, Errigo e Vezzali è già un’impresa di per sé, ma queste ragazze, unite a Ilaria Salvatori, hanno conquistato anche l’oro a squadre. Il terzo oro di disciplina arriva dagli splendidi Baldini, Cassarà e Avola, vittoriosi nel fioretto maschile a squadre; Diego Occhiuzzi ha conquistato l’argento nella sciabola individuale e con Montano e Samele ha fatto suo anche il bronzo a squadre. Un bottino ricchissimo per uno sport in cui al mondo abbiamo ancora tantissimo da insegnare.

LO SPARO, QUANTI COLPI ALL’IMPROVVISO! – Purtroppo di questi sport ci si ricorda soltanto una volta ogni quattro anni, in occasione dei Giochi Olimpici, ma anche la delegazione delle armi da fuoco è stata eroica, al secondo posto nel medagliere azzurro proprio dietro la scherma. Niccolò Campriani, con un oro e un argento nella carabina, è sicuramente il più titolato, ma non si può dimenticare l’impresa di Jessica Rossi, oro nel trap. Con loro, gli argenti di Luca Tesconi nella pistola (e prima medaglia italiana nella rassegna a cinque cerchi) e Massimo Fabbrizi nel trap maschile.

ANDY MURRAY PROFETA IN PATRIA – In molti l’avevano sempre considerato un incompiuto, con poco merito nell’essere annoverato tra i FabFour del tennis maschile. Nonostante le pressioni e le critiche, però, lo scozzese ha saputo per una volta dominare critiche e nervi, mettendosi in mostra come uno degli astri più luminosi dei Giochi. Il suo oro nel singolare, nella finale con re Roger Federer, è il trionfo dei trionfi, ciò che porta tutto il pubblico “english” a tifare all’unisono per “The Scotsman” in puro stile british, ma anche l’argento nel doppio misto è un bel blasone per uno che fino a quel momento era stato additato come “quello che non vince mai niente d’importante”. La ciliegina sulla torta? Riconfermarsi con il successo agli US Open, lo slam che gli mancava per diventare ufficialmente un grande e chiudere un 2012 da incorniciare.

TONY CAIROLI, UN MOSTRO SU DUE RUOTE – Grande amico di Valentino Rossi, spesso va al “Ranch” del Dottore e i due si sfidano a suon di giri sulle moto da cross. E Rossi prende la paga regolarmente, ma come lui chiunque sfidi questo fenomeno siciliano. Nel 2012 Tony ha conquista infatti il suo sesto titolo iridato, il quarto nella MX-1 dopo i due nella MX-2. E non un quarto titolo qualunque, ma il quarto titolo consecutivo.  Difficile stargli dietro, impossibile stargli davanti.

SEBASTIEN LOEB, NATO PER IL RALLY – Se si deve pensare a quale nome associare al campionato WRC, è impossibile non pensare a Sebastien Loeb. Che fosse forte era indiscutibile, ma vincere il nono titolo mondiale consecutivo in un mondiale di rally non è impresa da tutti. Nove vittorie su 13 tappe gli hanno garantito di diventare una leggenda di questa categoria, purtroppo però portandogli via qualche stimolo. Dal prossimo anno farà solo qualche apparizione da ospite in WRC e presto potremmo vederlo su un altro tipo di vetture, probabilmente in WTCC. Peccato, 10 come cifra tonda poteva essere davvero bello.

TRENTO VINCE IL SUO QUARTO MONDIALE PER CLUB DI PALLAVOLO – Trento è una delle squadre di pallavolo più forti non solo d’Italia, ma del mondo, ed è così da qualche anno ormai. I risultati sia in Champions League, sia in campionato - con la finale scudetto persa contro Macerata per un errore arbitrale universalmente riconosciuto - non sono stati del tutto soddisfacenti, ma i ragazzi di Radostin Stoytchev, dopo essere stati i primi del “triplete italiano” nel 2010-2011 (scudetto, Champions League e titolo mondiale), possono consolarsi con un altro record: vincono per la quarta volta consecutiva il Mondiale per Club, diventando la società che ha vinto più volte questa competizione.

ALL’EUROPA LA RYDER CUP IN RIMONTA – La rivalità golfistica tra Europa e Stati Uniti esiste da sempre e per la nostra rappresentativa non è mai facile vincere questo prestigioso torneo. Non lo è soprattutto da quando nella formazione a stelle e strisce c’è un certo Tiger Woods che, seppur ultimamente un po’ appannato, fa sempre paura col suo ruggito. Questa volta no. Nell’ultima giornata di gara gli europei, in svantaggio, macinano vittorie su vittorie fino al sorpasso: è Martin Kaymer che, sconfiggendo Steve Stricker, porta avanti la squadra europea quando manca solo un singolare. Ed è proprio Woods ad affrontare il green contro il nostro Francesco Molinari. Chicco, nonostante la responsabilità, non stecca e pareggiando col fenomeno del golf mantiene il vantaggio e quindi diventa a sua volta artefice di uno splendido successo.

di Ilaria BOTTURA