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Mondiali di ciclismo: Gilbert, Sagan e Valverde i favoriti

Le porte del Paradiso si apriranno sul Cauberg (1200 metri al 5.8 %), anche se dal tradizionale arrivo dell'Amstel Gold Race alla conclusione percorso mancheranno ancora quasi 2 km. Nel gruppo che scollinerà per primo ritroveremo sicuramente il nuovo campione del mondo. Ma chi sarà? Tanti i corridori in lizza per la maglia iridata che verrà assegnata dopo un percorso che misurerà complessivamente 267 km: almeno tre spagnoli, un paio di belgi, uno slovacco che può scompaginare le carte in tavola, un russo, un australiano e qualche italiano. Oltre ai classici outsiders, che - soprattutto in una corsa come il Mondiale - non si possono trascurare. Abbiamo provato a elencarveli qui sotto, in una specie di borsino dei favoriti: siete d'accordo con i  nostri giudizi?

Philippe GILBERT (*****) - Dopo un inizio di stagione da dimenticare, il campione del Belgio è tornato a ruggire alla Vuelta: due vittorie di tappe e un crescendo di condizione che ha messo paura ai suoi avversari. Il suo spunto è uno dei migliori del gruppo, forse il migliore. Se ritrova la condizione dello scorso anno, la maglia iridata non gliela toglie nessuno.

Alejandro VALVERDE (****) - E' reduce da una Vuelta corsa a tutta, dove ha duellato a lungo con Contador e Rodriguez. Il Mondiale però è un'altra cosa: ci si gioca tutto in un giorno, e - in un percorso duro come quello di Valkenburg - fondamentale sarà avere uno spunto veloce dopo il Cauberg. Esattamente come il suo: ecco perché lui è uno dei favoriti principali.

Simon GERRANS (****) - Ha vinto la Milano-Sanremo in primavera e - più recentemente - il GP del Quebec con una grande azione nel finale. Ha le gambe per fare l'impresa che lo consacrerebbe definitivamente, ma l'Australia che si presenta a Valkenburg è priva delle sue stelle: senza Evans, O'Grady e Rogers non sarà la stessa cosa.

Peter SAGAN (****) - E' un'incognita, e spieghiamo il perché. Nel corso della stagione, lo slovacco ha dimostrato di andare fortissimo su percorsi del genere e ha uno spunto che ha davvero poco da invidiare a quello del miglior Gilbert. Ma il chilometraggio, una squadra non all'altezza di quella di Belgio e Spagna e una condizione che nell'ultimo periodo non sembra eccezionale sono interrogativi più che legittimi. Escluderlo da un ipotetico podio, tuttavia, sarebbe un peccato mortale.

Alberto CONTADOR (***) - Dopo aver deluso nella prova a cronometro (era il suo vero obiettivo in questo Mondiale), lo spagnolo è pronto a esaltarsi nella gara in linea su di un percorso, quello di Valkenburg, che sembra poter stimolare la sua fantasia. Avrà bisogno però di fare corsa dura da subito, e dovrà inventarsi qualcosa. Dovesse arrivare un gruppetto di 5-6 corridori, Contador non ha lo spunto di Gilbert, Sagan o Valverde: se vuole vincere, deve farlo prima.

Joquim RODRIGUEZ (***) - Va forte dall'inizio della stagione, ma - comprensibilmente - ha chiuso in calando la Vuelta. Se in condizione sarà uno dei favoriti, il Cauberg d'altronde sembra fatto su misura per esaltare i suoi scatti. Molto poi dipenderà dalla tattica di gara della Spagna: su chi decideranno di puntare? Il rischio è di avere troppe prime punte e nessun comprimario. Qualcuno dovrà sacrificarsi.

Vincenzo NIBALI (***) - "E' il faro della nazionale italiana". L'incoronazione arriva direttamente dal nostro ct Paolo Bettini. Ha i numeri e il coraggio per provarci a più riprese, ma molto spesso l'eccessiva euforia lo ha tradito. Per vestire l'iride dovrebbe passare il Cauberg in solitaria: difficile, non impossibile. Ecco perché lo Squalo sicuramente attaccherà.

Moreno MOSER (***) - L'outisder per eccellenza. Ha numeri da predestinato: può vincere le corse a tappe e quelle di un giorno. Ha solo 21 anni, ma è già uno da tenere in considerazione per la vittoria finale: se non lo faranno sfiancare per Nibali avrà forse più possibilità di vittoria del compagno di squadra. Il Mondiale però si vince anche con l'esperienza: e lui ne ha pochina.

Tom BOONEN (**) - L'inizio di stagione del belga è stato esaltante (tra i tanti successi la straordinaria doppietta Fiandre-Roubaix), poi ha avuto il classico calo di metà anno. Ora sembra di nuovo in un momento di forma felice, e la bella prestazione fornita nella crono a squadre con l'Omega Pharma-QuickStep è lì a dimostrarlo. Se tiene sul Cauberg (cosa non facile), batterlo in volata diventa davvero proibitiva.

Edvald BOASSON HAGEN (**) - Dopo un'intera stagione passata a lavorare per i suoi capitani al Team Sky, ora il norvegese ha la possibilità di correre per se stesso. Sul Cauberg può tenere, e il suo spunto in volata è sicuramente interessante: il problema è la distanza, soprattutto se gli squadroni in gara vorranno andare forte da subito. Senza un adeguato team a supporto, infatti, muoversi in prima persona per controllare tutte le dinamiche della corsa diventa difficile.

LA TRUPPA DEGLI OUTISDERS - Quando veste la maglia della sua Nazionale, il russo Aleksandr Kolobnev si trasforma: ha resistenza e scatto, è da tenere d'occhio. E come lui meritano attenzione anche il francese Voeckler, gli spagnoli Freire (che cerca uno storico poker mondiale, nessuno ci è mai riuscito), Moreno, Luis Leon Sanchez, Samuel Sanchez, il kazako Inglinsky, i danesi Sorensen e Breschel e - perché no - gli italiani Ulissi e Gatto.

di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

Siete d'accordo con noi oppure ci sono altri corridori che vedete favoriti? Qui sotto, o se preferite su Twitter, avete tutto lo spazio per esprimere la vostra opinione. Non dimenticate poi di seguire la nostra diretta scritta del Mondiale di Valkenburg domenica prossima a partire dalle 15.00!

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IL PERCORSO - Non inedito, a Valkeburg si è corso già diverse volte (l'ultima delle quali nel 1998), e sicuramente non facile. Il tracciato, che misurerà complessivamente 267 km, ricorda quello dell'Amstel Gold Race, con l'arrivo che è posto 1700 metri dopo il Cauberg (pendenza massima del 12%), tradizionale arrivo della corsa che apre il Trittico delle Ardenne. I primi 100 km saranno in linea, e qui la difficoltà fondamentale sarà quella di non concedere troppo spazio ai classici attacchi che saranno portati da lontano. Le strade strette e il vento potrebbero poi creare problemi nel prosieguo della corsa, anche se è scontato che il Mondiale sarà deciso all'interno del circuito, 16.5 km da ripetersi 10 volte. Una variabile importante potrebbe essere il tempo: nel 1998, primo Mondiale di Bettini, la pioggia fu una costante e la temperatura oscillò tra i 6 e 9 gradi. Anche questo potrebbe fare la differenza: 14 anni fa terminarono la corsa in una ventina di corridori.