Top & Flop

Le pagelle del 2012 della MotoGP

Jorge Lorenzo voto 10 L'highside spettacolare a Valencia, nell'ultimo Gp del 2012, non può minimamente intaccare una stagione magistrale del pilota maiorchino che vince meritatamente il secondo titolo in MotoGp (il quarto della sua giovane sfolgorante carriera). Un campionato in cui il numero 99 della Yamaha oltre al consueto talento, alla velocità ed allo stile di guida bello ed efficace ha mostrato una maturità degna dell'amico Max Biaggi. Abilissimo a sfruttare la miglior consistenza della sua moto nella prima parte di stagione (quando vince cinque dei primi 9 gran premi della stagione) è bravo e furbo a non commettere errori nella seconda parte di stagione quando Pedrosa e la Honda sono palesamente più forti ma lui porta a casa comunque 1 vittoria e 7 secondi posti. Un atteggiamento attendista  che a molti ha fatto storcere il naso ma che alla fine a permesso a Por Fuera di laurearsi campione iridato e tornare ad essere il numero 1 indiscusso della categoria. Maiuscolo.

Dani Pedrosa voto 9,5 L'ingenuità di Phillip Island, con una scivolata al secondo giro che getta alle ortiche le chance di rimonta, non cancella un'annata meravigliosa dell'alfiere della Hrc che mai come quest'anno ha mostrato di avere il carattere, la grinta e la costanza per lottare fino all'ultima gara per il titolo iridato. Il suo 2012 è un crescendo rossiniano. L'avvio è all'insegna della prudenza (nelle prime cinque gare Camomillo pensa soprattutto a mettere in cascina podi e ad evitare di farsi male) poi la notizia dell'addio di Stoner ed il miglioramento esponenziale della competitività della sua Honda RC213V fanno volare il 27enne di Sabadell che dal Sachsenring in avanti vince sette gare (una in più di Lorenzo, una cifra che rappresenta il suo massimo in carriera in MotoGp), sale nove volte sul podio e tallona come un mastino Jorge Lorenzo che solo alla penultima gara la spunta. Dani però ha mostrato di essere davvero un fuoriclasse e un vincente e il prossimo anno ripartirà con ancora più ardore e fiducia alla conquista di quel titolo che gli è sfuggito, più per sfortuna che per reali demeteri, in questo campionato.

Casey Stoner voto 8 Annata ricca di avvenimenti e abbastanza turbolenta quella vissuta dal Canguro Mannaro, che stravince due delle prime tre gare della stagione, poi il 17 maggio a Le Mans sciocca il paddock dichiarando la sua volontà di ritirarsi al termine della stagione a soli 27 anni da quel momento Stoner inizia a balbettare ottenendo altre due vittorie ma anche un ritiro, un quarto posti ed un ottavo posto che gridano vendetta e gli fanno perdere punti pesanti nella lotta per il titolo con Lorenzo e Pedrosa. Il 18 agosto ad Indianapolis arriva anche la caduta con frattura della gamba che lo costringono ad alzare bandiera bianca per tre gare. Rientra con le stampelle a Motegi alla quartultima gara e con una gamba monca fa comunque in tempo a salire sul podio ben tre volte e a cogliere la sesta vittoria consecutiva sul tracciato di Phillip Island, la sua pista dove ad osannarlo c'è tutto il popolo australiano. Il suo addio è un duro colpo per il movimento: che perde uno dei piloti più spettacolari e veloci del lotto. Un vero peccato che la sua carriera sia finito tutto così in fretta. Ma tanto di cappello però una delle leggende di questo  sport.

Andrea Dovizioso voto 7.5 Declassato ingiustamente a pilota clienti trasforma la frustrazione per la fine del suo lungo rapporto con la Honda (con la quale ha corso ben 10 anni, due in MotoGp nel team ufficiale) in grinta ed energia positiva per disputare la migliore stagione della sua carriera. I sei podi che ottiene al primo anno sulla Yamaha M1 del team Tech 3 ed i 218 punti conquistati che gli garantisce un onorevolissimo quarto posto nel mondiale rappresentano un piccolo miracolo. Ora il forlivese è atteso a  una sfida difficile ed affascinante in Ducati: una casa che ha disperato bisogno di dimenticare due annate orrende con Valentino Rossi e tornare a sentirsi importante. Un compito complicato ma che, per un pilota metodico, costante, esperto e dotato di grande sensibilità nel percepire i problemi della moto, potrebbe anche regalare soddisfazioni.

Cal Crutchlow voto 7 Molti acuti qualche caduta di troppo ma nel complesso una buona stagione quella del britannico che ha chiuso l'annata con due podi, tre quarti posti ma anche quattro ritiri nelle ultime sei gare. La sensazione è che, considerata la validità della Yamaha M1 e della struttura Tech 3,l'ex campione del mondo della Supersport  potrebbe essere la grande sorpresa della stagione.

Alvaro Bautista voto 6.5 Un errore molto grave ad Assen, quando ha falciato Jorge Lorenzo in partenza commettendo una fesseria davvero da dilettante, un podio da libro cuore a Misano, nel tracciato intitolato a Marco Simoncelli e nel mezzo una seconda parte di stagione molto convincente nella quale ha spesso stazionato tra la quinta e la sesta posizione mostrando di non andare nessuno nel corpo a corpo. Qualità che gli sono fruttate la conferma nel team diretto da Fausto Gresini.

Stefan Bradl 6.5 L'ex campione del mondo della Moto2 sul podio non ci è mai salito però il suo primo anno nella classe regina è stato certamente molto promettente. Molto veloce sin dalle prime battute, capace di essere efficace in qualifica e molto combattivo anche in gara dà l'impressione di poter avere il talento e la grinta per imporsi anche nella top class del motomondiale. Il prossimo anno potrebbe essere uno certamente un assiduo outsider per la lotta per salire sul podio.

Valentino Rossi voto 4 Il secondo posto di Misano, unica gara nella quale Valentino è sembrato davvero essere il vecchio cannibale di Tavullia, non può assolutamente cancellare la delusione per una seconda annata disastrosa in Ducati nella quale, nonostante le modifiche tecniche, il passaggio al telaio in alluminio e ad una ciclistica più simile a quella delle moto giapponesi, i risultati non sono mai arrivati e i difetti alla moto non sono mai stati risolti fino in fondo. La mancanza di fiducia del pilota nell'entrata di curva è uno dei tanti problemi che hanno impedito a Rossi di instaurare quel feeling magico che Vale aveva maturato con tutte le moto che aveva guidato in carriera. Il matrimonio del secolo, insomma, si è tramutato nel flop sportivo del millennio. Un'agonia per uno dei piloti più vincenti della storia di questo sport, un incubo anche per la casa emiliana, incapace di vedere la luce in fondo al tunnel. L'aver fallito in  Ducati ha fatto storcere il naso a molti e fatto pensare a tanti che il talento di Valentino si sia appassito e sia diventato un motociclista un po' bollito. Per questo ha accettato di buon grado il posto da numero 2 in Yamaha, il team che aveva mollato dopo l'exploit di Jorge Lorenzo e con il quale ora proverà a dimostrare di essere ancora un numero 1.

Ben Spies voto 3 Il premio per la delusione del 2012 va di diritto ad Elbowz che ha vissuto un 2012 senza luci nel quale è stato bersagliato dalla sfortuna ma ha anche concesso una miriade di sciocchezze, che gli hanno impedito di salire sul podio pur potendo contare su una Yamaha ufficiale, moto con la quale il compagno di squadra ha vinto il titolo mondiale. Se poi consideriamo che anche il collaudatore Nakasuga, in una delle uniche gare che ha disputato, è riuscito a portare la M1 sul podio si capisce che quella di Spies è stata davvero un'annata iellata. Luna nera.

Esperimento CRT voto 2 Che utilità c'è a vedere in pista delle moto che prendono svariati secondi al giro rispetto alle normali MotoGp? Per avere una griglia di partenza con almeno 20 moto al via era questa l'unica strada che si poteva percorrere. Ezpeleta è convinto di sì anche se l'impressione che si è avuta è quella di aver assistito ad un pasticcio in piena regola. Un cambiamento che non aiuta certamente a migliorare la reputazione del campionato di vertice del motomondiale.

Marc Marquez voto 10 Una stagione perfetta da parte di un pilota che è destinato ad essere competitivo da subito anche al piano di sopra e che sembra avere la stoffa del predestinato. A neanche 20 anni vince il secondo titolo della carriera: vincendo 9 gare ed ottenendo 14 podi, grazie a una guida (fin troppo aggresiva) che però è risultata essere irresistibile per i compagni. Il futuro è tutto suo.

Andrea Iannone voto 7.5 Correre con una mezzo nettamente meno competitiva rispetto a quella dei tuoi principali avversari è un grosso handicap se fai il pilota del motomondiale ed aspiri a lottare per il titolo. Il pilota abruzzese nonostante queste difficoltà ha sempre dato il massimo, cavando il massimo dal mezzo e riuscendo comunque a mettere in scena tante belle gare che gli sono valse due vittorie, due secondi posti ed un  terzo posto che gli hanno permesso di chiudere al terzo posto assoluto (dietro Marquez e Pol Espargaro) e gli sono valse la chiamati dello Junior Team Ducati MotoGp. Una promozione assolutamente meritata per un pilota che ha ottenuto finora meno di quanto meritasse ma che è pronto per il grande salto.

di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)