Voci da Londra

Mennea: “Bolt non deve fare il salto in lungo”

Si conclude il ciclo di interviste esclusive olimpiche di Pietro Mennea su Eurosport. Nel suo ultimo intervento il leggendario recordman azzurro ci parla dei piani futuri di Usain Bolt e devve ultime emozioni a Cinque Cerchi, analizzando in particvolare un'Italia sempre più dipendente dai gruppi sportivi militari.

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Bolt ha chiuso le sue Olimpiadi nel migliore dei modi, con il record del mondo della 4x100 giamaicana, 36"84.

Scendere sotto i 37 secondi è certamente un grande risultato tecnico che conferma il ruolo di leader della Giamaica nel panorama della velocità. Come abbiamo visto, non è solo Usain Bolt: chiaramente lui è il "primo interprete" ma ci sono tanti altri atleti pronti a seguire le sue orme e non è un caso che questa la staffetta sia stata vinta di fatto nella terza frazione con la grande curva corsa da Yohan Blake, che ha bruciato Tyson Gay e ha consegnato il testimone a Bolt con un certo margine di sicurezza che ha gli permesso di sviluppare sul rettilineo la sua falcata fino al traguardo. Non ho capito la scelta degli Stati Uniti di mettere Gay in terza frazione: considerata la sua recente operazione all'anca e la conseguente rinuncia ai 200 credo sarebbe stato meglio fargli correre un rettilineo.

La reazione statunitense è arrivata in campo femminile: 4x100, 4x400...

Metterei un gradino sopra tutte le altre Allyson Felix, che porta a casa tre medaglie d'oro: 200, 4x100 e 4x400. È stata una grandissima interprete di queste gare olimpiche ed è riuscita a riscattare in parte la spedizione americana, ma i problemi degli Stati Uniti rimangono: non c'era un finalista nei 400 maschili e anche nei 200 c'era solo Spearmon, il che è un fatto grave considerando che in passato gli americani portavano sempre tre finalisti in queste specialità. Un movimento non in crisi, ma in difficoltà: avreste mai immaginato un'ultima frazione della 4x400 con le Bahamas in grado di superare gli Stati Uniti?

Si continua a parlare di una "terza specialità" per Bolt: 400 metri o lungo?

No, il salto in lungo no: sarebbe la peggiore scelta della sua vita. È una specialità troppo traumatica e quindi rischiosa per Bolt. Io proverei sui 400, ma in maniera graduale: i carichi di lavoro sui 400 sono pesanti e quindi non dovrà forzare i tempi. Ai prossimi Mondiali mi aspetto che continui a fare solo la velocità, mentre dall'anno successivo inizierei a farci un pensierino, magari iniziando ad allenarsi sui 300 creando un piano di allenamento che avvicini Bolt gradatamente al giro al giro di pista, un lavoro che il suo allenatore saprà fare benissimo... Per i Giochi di Rio 2016 punterei all'accoppiata 200-400, un'impresa che finora è riuscita solo a Michael Johnson e alla Perec in campo femminile. A mio parere Bolt è in grado di stabilire il nuovo record del mondo nei 400 vista la base tecnica che ha e se riuscisse davvero a farlo diventerebbe un esempio vivente di storia sportiva.

Passiamo all'Italia: 28 medaglie, 8 ori... Siamo più o meno sulla linea di Pechino ma ciò che salta all'occhio è che i più grandi successi arrivano negli sport "poveri"... Anche alle Olimpiadi vale il detto "chi fa da sé fa per tre"?

Sì, in effetti si tratta di medaglie che arrivano nella maggior parte da sport "di nicchia", o almeno non "universali". Però io metterei in risalto più che altro un fattore che spesso passa sotto silenzio: quasi tutte le medaglie conquistate a Londra sono arrivate da atleti tesserati per i gruppi sportivi militari. Fanno eccezione solo le squadre come il Settebello e la pallavolo... Di conseguenza bisogna ringraziare questi gruppi perché oggi lo sport italiano senza di loro sarebbe poca cosa e bisogna ringraziare ancor di più i contribuenti italiani che finanziano in modo autonomo queste realtà. Faccio un esempio: nel 1980, con il boicottaggio olimpico, l'Italia inviò ai Giochi di Mosca una sua delegazione da cui erano esclusi tutti gli appartenenti ai gruppi militari; in quella circostanza l'Italia presentò una squadra e vinse 15 medaglie, mentre con le stesse "modalità di boicottaggio" a Londra l'Italia non sarebbe stata in grado di presentare una propria delegazione. Questa è la realtà dello sport italiano, una realtà che va scomparendo nel mondo perché ormai i gruppi sportivi militari non esistono quasi più: i paesi dell'est europeo non li utilizzano più e persino la Cina è passata a un sistema di reclutamento diverso, passando dalle scuole e dalle società sportive. L'ultimo paese che attinge dai gruppi militari è la Corea del Nord... Questo non è un demerito per l'Italia, perché i gruppi militari fanno parte della struttura piramidale dello sport nel nostro Paese, ma la realtà è questa ed è giusto sottolinearlo.

Nella prima settimana delle Olimpiadi ci aveva indicato Jessica Rossi come esempio positivo per lo sport azzurro. In questi ultimi giorni dei Giochi, invece, c'è qualche prestazione che le piacerebbe sottolineare al di fuori dell'atletica?

Mi è piaciuto molto il lavoro fatto da un tecnico come Campagna per la squadra di pallanuoto: si tratta di un allenatore molto preparato e credo che quell'argento sia una medaglia importante. Per il resto mi è piaciuto l'atteggiamento della judoka calabrese, Rosalba Rorciniti, e del vincitore del taekwondo, Carlo Molfetta, che è riuscito a vincere in una disciplina che è stata sempre dominata dai paesi orientali... Tiro con l'arco, tiro a segno, lotta: in passato queste medaglie appartenevano ai paesi che erano in guerra, mentre ora riusciamo a imporci in queste specialità, anche se fortunatamente non siamo in guerra. Mi ha deluso invece il risultato tecnico di Cammarelle: io ho un'esperienza personale riguardo al "fair-play inglese". Sempre relativa a Mosca '80; dopo aver vinto la semifinale dei 200 dovevo correre la semifinale in quarta corsia e un attimo prima della partenza mi ritrovai in ottava, perché i dirigenti inglesi avevano fatto cambiare le corsie per spostare al centro Wells che in semifinale aveva corso male... Insomma, questo "fair-play inglese" si rispetta ma va anche preso con cautela. In ogni caso è inutile creare grosse code polemiche, ma la beffa di Cammarelle mi ha fatto tornare in mente l'episodio personale di Mosca e mi sembrava giusto raccontarlo.

In conclusione, che voto si sente di dare a questi Giochi di Londra 2012?

Dal punto di vista sportivo sono state delle grandi Olimpiadi. Bolt, la Felix, Rudisha sugli 800... Abbiamo visto tante belle gare. Credo che Londra abbia superato l'esame dal punto di vista sportivo; per il resto, credo che solo il futuro saprà dirci se il paese sarà in grado di sopportare gli oneri economici figli di questi Giochi.

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Le interviste di Pietro Mennea su Eurosport:

-"Ecco come sono cambiate le Olimpiadi"

-"Lemaitre potrà far meglio del mio 19.72"

-"La super-finale dei 100 e la splendida Jessica Rossi"

-"Usain Bolt, semplicemente il migliore sui 100 metri"

-"Ancora doppietta 100-200, nessuno come Bolt"

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