ATP World Tour Finals - Murray, con Tsonga è solo una formalità

Lo scozzese vola in semifinale delle ATP Finals superando il francese con il netto punteggio di 6-2, 7-6. Partita senza storia fino a metà del secondo set quando improvvisamente Tsonga si è svegliato; al tie-break però lo scozzese fa valere la maggior qualità. Murray, insieme a Federer e Djokovic, è il terzo semifinalista. Si attende ora solo un nome tra Del Potro e Ferrer

Nel Masters 2012 non c’è spazio per le soprese. Dopo le qualificazioni di Roger Federer e Novak Djokovic, la testa di serie numero 3 del tabellone Andy Murray fa il suo dovere e superando per 6-2, 7-6 il francese Jo-Wilfried Tsonga, vola in semifinale dell’ultimo appuntamento tennistico stagionale.

Il punteggio è quasi fasullo e non racconta la netta superiorità che lo scozzese ha messo in mostra davanti al pubblico amico della O2 Arena di Londra. Nonostante infatti Tsonga si potesse clamorosamente giocare il passaggio del turno con una vittoria in 2 set, il francese ha invece chiuso il suo "2012 horribilis" con una prestazione floscia e senza cuore.

PIOVONO GRATUITI - Tsonga, che fino alla sfida di stasera vantava il non invidiabile record stagionale contro i top 10 di 12 sconfitte e una sola vittoria, peggiora ulteriormente la sua statistica entrando in campo contro Murray e facendo tutto ciò che non deve fare. Poco profondo, poco incisivo e assolutamente distratto al servizio, allo sciagurato primo set del francese si aggiungono una serie di errori non forzati – 17 – che piovono come parmigiano su un buon piatto di spaghetti al pomodoro.

DOPO UN SET E' GIA' TUTTO DECISO - Dall’altra parte della rete c’è invece un Murray straordinariamente concentrato che, per non saper ne leggere ne scrivere, mette in mostra il suo miglior tennis della settimana. Il tutto si traduce in un 4-0 che dopo un quarto d’ora fa capire l’andamento del set e, dopo 33 minuti, regala il 6-2 a Murray che significa qualificazione matematica.

ORGOGLIO TRANSALPINO - Come il suo compagno di girone Djokovic, però, lo scozzese, nonostante un break anche in avvio di secondo set, molla le briglie mentali al match e quando tutto sembra essere destinato a una fine indolore, si ritrova catapultato dentro una partita improvvisamente reale. Dal 4-2 infatti, Tsonga, si riscopre un tennista in grado di poter fare male a tanti colleghi e, conquistato il contobreak a zero, rientra di prepotenza nella partita (4-4) arrivando addirittura a un set point nel dodicesimo gioco.

LA LEGGE DEL PIU' FORTE - A quel punto, allo scozzese, serve sfoderare tutta la sua sapienza tennistica per evitare le noie – e lo spreco di energie fisiche – di un terzo set che non avrebbe alcun senso essere giocato. Ecco quindi che Murray si aggrappa al servizio per trascinare la partita al tie-break e lì, ancora con quel fondamentale, regolare il redivivo orgoglio di Tsonga e con quello ogni sua velleità londinese. Lo scozzese è così il secondo qualificato del gruppo A e attende ora un avversario tra Federer, Del Potro o Ferrer. Il primo match di sabato pomeriggio – quello tra il fenomeno di Basilea e il gigante di Tandil – chiarirà gli ultimi dubbi della settimana di round robin. Nel frattempo, i pronostici, sono stati tutti rispettati.