Il no di Bruno apre a Owen Hart e Warrior

Nella corsa alle nomination delle Hall of Fame compaiono nomi importanti: alcuni come Foley e Backlund certamente accetteranno, altri, come Ultimate Warrior, restano invece in fortissimo dubbio

Dopo il diniego di Bruno Sammartino di accettare l'induzione nella Hall of Fame della WWE nella serata di vigilia della prossima edizione di Wrestlemania (in programma il 7 aprile al Met Life Stadium di East Rutherford, New Jersey), la WWE cerca di correre ai ripari.

E' ormai da quasi venti anni che Sammartino rimane una celebrità fuori dal ring, non avendo mai accettato di scendere a patti con la WWE e con Vince McMahon del quale disse... "se dovessi ancora fare affari con lui non potrei guardarmi allo specchio senza sputarci dentro". Eppure Sammartino nei giorni di Wrestlemania sarà ospite di una convention poco lontano dallo showcase of the immortals. Quasi uno sberleffo nei confronti della major, ed è per altro una rarità; perché Sammartino ha sempre respinto qualsiasi invito senza mai uscire dalla sua città (Pittsburgh) rifiutando anche ingentissime somme di denaro per presenziare a convention, riunioni, incontri e talk show.

SE NON BRUNO CHI? - La WWE è stata colta di sorpresa dal rifiuto di Sammartino e sta ripiegando su altri nomi: Mick Foley, Kevin Nash e Bob Backlund sono i più probabili ma si parla molto anche di Ultimate Warrior, la cui posizione nei confronti della WWE è stata molto dura e di forte distacco negli ultimi anni, tant'è che è stato uno dei pochissimi wrestler della golden era, a rifiutare categoricamente qualsiasi coinvolgimento negli show della federazione di Stamford in questi ultimi anni.

L'altro nome importante è quello di Owen Hart, tragicamente scomparso a soli 34 anni in un incidente avvenuto immediatamente prima della pay per view Over The Edge in programma il 23 maggio 1999 a Kansas City. Hart precipitò a terra da una corda legata al tetto della Kemper Arena con la quale doveva atterrare sul ring... la corda cedette e Hart morì qualche minuto dopo essere stato ricoverato a causa dei gravissimi danni riportati nel tremendo urto a terra. Martha Patterson, la moglie di Owen, aveva citato in giudizio la WWF per diversi milioni di dollari con i quali creò una fondazione nel nome del marito per poi allontanarsi definitivamente dal business e dalla famiglia Hart, con la quale ebbe un aspro contrasto anche in tribunale. Ultimamente lei e il cognato, Bret "The Hitman" Hart, a sua volta indotto nella Hall of Fame nel 2006, si sono riavvicinati.

L'induzione di Owen sarebbe un gesto di grande intelligenza nei confronti del pubblico che non ha mai dimenticato il più giovane degli Hart e che visse quella tragedia con sgomento e grandissima partecipazione.