Bruno Sammartino rifiuta la Hall of Fame

Il leggendario wrestler italiano non vuole avere più nulla a che fare con la WWE e per sottolinearlo si presta a un gesto clamoroso rinunciando alla più grande onorificenza alla carriera del wrestling professionistico

Era e resterà il wrestler più vincente e più popolare di sempre, ma probabilmente le strade di Bruno Sammartino e della WWE non si incroceranno mai più.

Il più grande campione di pro-wrestling di tutti i tempi, nato 76 anni fa a Pizzoferrato prima di trasferirsi con la famiglia negli USA, sembra infatti aver rifiutato il gesto di apertura che la WWE gli aveva fatto pervenire alcune settimane fa coinvolgendolo nella lista dei possibili Hall of Famer del 2013.

SAMMARTINO FUORI DALLA HALL OF FAME - In effetti l'assenza di Sammartino nella Hall of Fame è davvero difficile da spiegare: il pro-wrestler italiano è a tutt'oggi l'uomo che più di ogni altro ha mantenuto la cintura di campione assoluto della WWE (ma ai suoi tempi si chiamava ancora WWWF prima di diventare WWF). Il suo primo regno durò sette anni e mezzo dal maggio 1963 al gennaio 1971; il secondo dal dicembre 1973 all'aprile 1977. Un totale di 4040 giorni di regno che lo rende praticamente irraggiungibile nella classifica dei campionissimi del pro-wrestling. Hogan, il primo alle sue spalle in questa speciale classifica, ha chiuso la carriera con sei regni e complessivi 2185 giorni da campione.

UN IDOLO INCONTRASTATO - Ma Sammartino in effetti è qualcosa di più: è stato un personaggio che ha influenzato il wrestling in modo sostanziale, accompagnandolo verso la fama e la mediaticità che esplose tra gli anni '70 e '80 dunque fino alla generazione di gimmick e sportainment nella quale lui non si è mai riconosciuto. Lottatore puro, splendido nelle tecniche a terra e di presa, Sammartino era un duro: un duro vero. Famose sono state le sue azioni fuori dalla scena, come quando (ormai 51enne) sei giocatori di football americano lo insultarono nel backstage di uno spettacolo dandogli del 'vecchio patetico'. Sammartino ne spedì uno in sala punti con un gancio al volto mentre gli altri cinque finirono all'ospedale dopo una 'ripassata' dell'italiano e dell'amico Iron Sheik che era corso in suo aiuto.

UNA SPINA NEL FIANCO - Sammartino ha ricevuto decine di riconoscimenti pubblici e sportivi: ma non l'onore della Hall of Fame. A fine carriera litigò con la WWE denunciando l'uso di anabolizzanti e un'eccessiva promiscuità sessuale nel backstage della compagnia arrivando a definire Ric Flair "un povero idiota". Insomma, un personaggio non facile da gestire ma soprattutto uno che non si è mai fatto alcun problema a parlare chiaro e forte. Al punto che la WWE lo depennò dalle proprie superstar e lo inserì in una sorta di lista nera di personaggi con cui non lavorare più. Fino a quattro settimane fa: quando Triple H è andato personalmente dall'ex wrestler per chiedergli se avesse voluto presenziare come ospite d'onore alla serata di gala della Hall of Fame ricevendone un secco "no, grazie".