Calcio Internazionale - Tragedia: arbitro muore per un giallo di troppo

Un arbitro statunitense di 46 anni ha perso la vita dopo che un calciatore di soli 17 anni lo aveva aggredito per un cartellino giallo ritenuto eccessivo. Una storia agghiacciante che ha sconvolto tutti gli States. “Finirà in prigione, ma non mi interessa. Non mi restituirà mio padre”, le parole della figlia dello sfortunato fischietto

Tragedia negli Stati Uniti. Un arbitro di 46 anni, Ricardo Portillo, è deceduto a Salt Lake City a seguito di un’aggressione subita durante una partita nei sobborghi della città da parte di un giovanissimo calciatore infuriato per le decisioni del fischietto.

Ma cos’è successo? Il giovane, di cui non sono state rivelate le generalità perché minorenne (17 anni, non avrebbe gradito il cartellino giallo sventolatogli da Portillo aggredendo lo stesso arbitro colpendo con più pugni al volto.

Trasportato immediatamente in ospedale, inizialmente per curare le ferite, Portillo è stato trattenuto però per un trauma cranico; nei giorni successivi, però, lo sfortunato arbitro è caduto in coma per poi morire una settimana dopo l’aggressione.

Il ragazzo è stato immediatamente rinchiuso in un centro di detenzione minorile con l’accusa di aggressione aggravata, ma ora dovrà rispondere anche di omicidio. “Il sospetto era vicino a Portillo e ha cominciato a colpirlo al volto”, le parole di un agente di polizia.

Distrutta, ovviamente, la famiglia Portillo. “So che ora passerà diverso tempo in prigione, ma questo non mi restituirà mio padre”, le parole della figlia.