Campionato russo - Tifosi dello Zenit contro stranieri e gay

Incredibile “manifesto” dei gruppi organizzati del club russo allenato da Spalletti. La società ha preso subito le distanze

No a giocatori di colore o di origine sudamericana e no soprattutto ai calciatori omosessuali. E' una presa di posizione dura e polemica quella dei tifosi dello Zenit San Pietroburgo, la squadra allenata da Luciano Spalletti, attraverso un vero e proprio 'manifesto' sottoscritto dalla maggior parte dei gruppi organizzati. Gli ultras chiedono alla società di cambiare politica in sede di mercato, indirizzando i propri sforzi verso i giocatori delle altre squadre russe piuttosto che puntare su calciatori di origine africana o latino-americana.

"Per noi l'assenza di calciatori di colore è una tradizione importante e niente di più - precisano nel 'Selection 12 manifesto' - E' grazie a questo che il club ha un volto riconoscibile nel mondo del calcio assieme a poche altre squadre che mantengono la propria identità. Come la maggior parte dei club delle grandi città europee del nord, non abbiamo mai avuto legami con l'Africa, così come col Sudamerica, con l'Australia e con l'Oceania".

Gli ultras chiedono allo Zenit di puntare sul vivaio e se proprio devono rivolgersi al mercato estero, "vogliamo solo giocatori delle nazioni slave come Ucraina e Bielorussia e degli altri Stati del Baltico o della Scandinavia perché abbiamo la loro stessa mentalità e lo stesso background storico e culturale". "Non c'e' razzismo o nazionalismo - insistono - ma lo Zenit sta perdendo la sua identità regionale e noi non vogliamo più essere associati a questo. Lo Zenit è un simbolo della nostra città per cui dovrebbe riflettere la sua essenza, il suo volto, per noi è fondamentale che il club mantenga la sua identità e non si trasformi in una squadra europea media con un certo numero di stranieri". Del resto già in estate gli ultras si erano opposti all'arrivo dal Rennes di M'Vila e anche l'acquisto di Hulk è stato contestato a fine settembre con una finta bomba artigianale nascosta in una borsa con accanto una foto dell'ex Porto con su scritto "Hulk via".

Ma nel manifesto dei tifosi di San Pietroburgo c'è anche il no ai gay. "Siamo contro la presenza di rappresentanti di minoranze sessuali fra i giocatori dello Zenit". Da parte della società una secca replica: "siamo sempre stati un club tollerante, che ha ingaggiato giocatori di diverse nazionalità e fedi. In più, abbiamo milioni di tifosi in tutto il mondo e San Pietroburgo è una città aperta, che storicamente unisce culture diverse. E vogliamo ricordare che i calciatori sono invitati a unirsi alla nostra squadra non per la loro etnia o per la razza ma solo per le loro qualità atletiche e le loro prestazioni".