Champions League - Di Matteo sotto pressione, la Juve incombe

Il Chelsea di Matteo si presenta alla sfida di Champions contro la Juventus dopo la scofitta al The Hawthorns di West Bromwich. In assenza di John Terry il reparto difensivo traballa, e Fernando Torres continua ad avere le polveri bagnate. Dovesse fallire la qualificazione in Champions e l'esame Manchester City di domenica per Di Matteo si staglierebbe lo spettro dell'esonero

La vigilia della sfida decisiva contro la Juventus in Champions League è turbolenta in casa Chelsea. La sconfitta in campionato contro il West Bromwich Albion ha lasciato il segno. I blues non mantengono la clean sheet - la porta inviolata - da ben nove turni, tra tutte le competizioni, e l’assenza di John Terry getta ombre inquietanti sul match dello Juventus Stadium. Anche perché il brasiliano David Luiz, quello che dovrebbe essere il leader designato del reparto difensivo – in assenza di JT – si è reso protagonista di una prova tutt’altro che esemplare, lasciandosi scappare in occasione del gol del vantaggio baggies l’irlandese Shane Long. Senza il faro John Terry, la linea difensiva di Roberto Di Matteo vacilla. E lo spogliatoio del Chelsea viene descritto come una polveriere, con il senatore Cech a chiedere spiegazioni per i ripetuti svarioni della sua retroguardia.

Il Chelsea non vince in Premier League dal 20 Ottobre (4-2 in casa del Tottenham), e ormai la leadership in classifica è un lontano ricordo: il continuo – anche se non scintillante – Manchester City di Mancini guarda tutti dall’alto in basso, nonostante le fatiche europee. I citizens possono contare su una batteria d’attaccanti invidiabile: basti pensare che Aguero, Tevez e Dzeko hanno di fatto regalato in tribuna Mario Balotelli, titolare inamovibile della nazionale di Prandelli, mentre lo striker principe del Chelsea , El Niño Torres, non è ancora tornato ai livelli di Liverpool (e soprattutto Madrid).

La sconfitta del The Hawthorns ha avuto un retrogusto amarissimo per il tecnico nato a Sciaffusa, che incontrava – in un incrocio da Sliding Doors - la sua ex squadra, ora guidata da un uomo Chelsea come Steve Clarke (vice allenatore dei Londoners dal 2004 al 2008), comandante di un Wba per distacco squadra rivelazione dell’anno in Premier League. I Baggies – ora quarti – insidiano proprio il Chelsea in classifica, e chissà che Roman Abramovich possa richiamare in panchina proprio quel Steve Clarke Deus ex machina delle gestioni Mourinho e Grant.

Si profilano all’orizzonte due match fondamentali per il futuro di RDM: la sfida da “dentro o fuori” contro la Juventus e il big match di premier contro il Manchester City capolista, in programma domenica allo Stamford Bridge. Di Matteo si giocherà molto, praticamente tutto. La sensazione è che la Juve abbia il match point per infierire sulla traballante difesa dei blues ed estrometterli dalla massima competizione europea, ma servirà tutto l’animus pugnandi della truppa di Conte.

Tutte le news di sport sono disponibili 24 ore al giorno anche via Facebook e Twitter sulle pagine ufficiali di Eurosport