Champions League - Milan, cantiere difesa: chi sceglie Allegri?

Retroguardia rossonera senza leader né titolari fissi: a Bruxelles confermato Acerbi con Mexes alla sesta consecutiva da titolare nonostante i chiaroscuri. In due settimane Anderlecht, Juventus, Catania e Zenit San Pietroburgo per andare avanti in Europa e il panettone di Sant Ambroeus ad Allegri

Non poteva essere semplice nell’anno del dopo Nesta-Thiago Silva, eppure dopo quasi tre mesi la difesa del Milan gioca ancora senza riferimenti: una rotation pressoché ininterrotta di cinque difensori per due maglie senza aprire il capitolo terzini, anche se in questo caso i problemi fisici di Abate e Antonini hanno contato più delle scelte tecniche di Massimiliano Allegri.

CINQUE CENTRALI PER DUE MAGLIE - Daniele Bonera è al Milan dal 2006 e dopo tante partite da riserva (ciononostante, 160 cap in rossonero) si è guadagnato quest’anno i gradi da titolare con 13 presenze, ma una lesione al flessore della gamba destra (contro la Fiorentina) lo terrà lontano dai campi almeno fino a dicembre. Philippe Mexes ha perso la Nazionale francese dopo tante sbavature: i suoi cali di concentrazione sono proverbiali, ma gioca titolare da cinque partite e con 10 presenze è il secondo della difesa per minutaggio (900 minuti). Mario Yepes nelle sue 8 uscite è sembrato il più affidabile, ma l’anagrafe recita 37 anni a gennaio e più di così non può fare, mentre i nuovi arrivati Christian Zapata e Francesco Acerbi sono stati, come forse ipotizzabile, i meno impiegati: 5 comparse a testa (su 17 impegni stagionali) con un’abbondante insufficienza media per il primo e solo 3 maglie da titolare per l’ex-Chievo. Eppure proprio Acerbi, tra i più caricati dal presidente Berlusconi alla vigilia del San Paolo e pubblicamente lodato da Adriano Galliani dopo il match, sarà confermato nella delicata e forse decisiva sfida con l’Anderlecht: la prima convalida, da Bologna all’Atalanta con una netta flessione, non andò bene; speriamo nella rivalsa.

CHAMPIONS, SONO DUE FINALI - Le controversie non sono finite: dagli errori di Abbiati all’esile contributo di De Jong dalla linea mediana, il Milan quest’anno ha firmato solo 3 clean sheet e tutti tra le mura amiche (contro Anderlecht, Cagliari e Bologna) perché in trasferta ha sempre subito gol ed è stato costretto a rimonte seriali, alcune compiute (come sabato col Napoli e a Palermo), altre soltanto accennate: dal 2-3 con la Lazio all’1-3 Fiorentina. Eppure in due settimane, tra Brussels e il match con lo Zenit a San Siro, il Milan si gioca il suo futuro in Europa e, con la Juventus domenica, la credibilità di una difesa ancora tutta da levigare.

Tutte le news di sport sono disponibili 24 ore al giorno anche via Facebook e Twitter sulle pagine ufficiali di Eurosport