Ciclismo - Armstrong: via anche la laurea honoris causa

All’ex corridore texano è stato ritirato l’attestato consegnatogli sei anni fa dall’università americana “Tufts” del Massachusetts. “Restiamo vicini a Lance per quanto riguarda il lavoro della Livestrong – ha spiegato il direttore delle pubbliche relazioni dell’università -, ma le azioni intraprese dall’atleta Armstrong non sono compatibili con i valori su cui si basa il nostro ateneo”

L’eco della cancellazione di Lance Armstrong dal ciclismo si avverte ancora bene. E nemmeno troppo in lontananza. L’ex corridore texano, già abbandonato da tutti i suoi sponsor dopo lo scandalo doping emerso grazie al dossier condotto dalla Wada e accolto senza riserve dall’Uci, vive ora un nuovo capitolo della sua “caduta”.

La vita sportiva di Armstrong, finita ufficialmente con il suo secondo ritiro datato 2011, è stata spazzata via definitivamente lo scorso 22 ottobre con la cancellazione dal ciclismo da parte dell’Unione Ciclistica internazionale. Ora, a cadere un pezzo dopo l’altro, è anche l'immagine dell’uomo che - dopo aver sconfitto un tumore ai testicoli - è stato eletto a simbolo della lotta contro il cancro.

A dare un’altra spallata ad Armstrong è stata l’università americana “Tufts” del Massachusetts, lo stesso ateneo che nel 2006 riconobbe all’americano la laurea honoris causa con il titolo di dottore in lettere umanistiche. Dopo lo scandalo che ha travolto Armstrong, anche l’università che gli si era dimostrata “amica” ha fatto un passo indietro revocandogli il dottorato sei anni dopo la consegna dello stesso.

La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione dell’ateneo che ha votato per la cancellazione e il ritiro della laura consegnata ad Armstrong. A confermarlo è stato Kim Thurler, direttore delle pubbliche relazione della Tuft: “Mentre il nostro istituto continua a sostenere il notevole lavoro della Livestrong, il consiglio di amministrazione ha concluso che le azioni intraprese dall'atleta Lance Armstrong non sono compatibili con i valori su cui si basa il nostro ateneo”.