Ciclismo - Contador: "Avrò la squadra più forte di sempre"

Lo spagnolo punta tutto sul Tour nel 2013, convinto di avere a supporto un team eccezionale. L'avversario? Più Froome che Wiggins...

Una squadra fortissima per tornare all’assalto della corsa regina, il Tour de France che non ha potuto correre in questa stagione e da cui è stato eroso dall’albo due anni fa. È un Alberto Contador estremanente eccitato e carico quello intervistato da “Cope”, un Contador che ha già disegnato perfettamente in testa il programma per il 2013 con tutti i passi necessari per arrivare agli obiettivi delineati.

“La certezza di avere la licenza World Tour e, dunque, quella di poter partecipare alle corse principali della stagione – spiega il corridore madrileno – mi dà tanta sicurezza e tranquillità per prepararmi all’anno che sta arrivando. Per preparare un Tour serve tanto, tantissimo tempo, ma adesso abbiamo i mezzi e la serenità per farlo. Il Tour de France è il mio obiettivo principale, e quest’anno ci andrò con una squadra fortissima, come mai mi è successo prima. Sono contento, perché abbiamo ingaggiato corridori forti agendo con lungimiranza”.

Sarà un Contador concentrato soltanto sulle grandi corse a tappe, con qualche comparsata nelle classiche di primavera per testare la sua condizione. Tra i grandi avversari elenca, oltre allo scontato Andy Schleck, anche Bradley Wiggins e Chris Froome.

Wiggins vincerà il Giro e il Tour? È possibile, ma onestamente molto, molto difficile. Per esperienza personale, posso dire che vincere il Tour dopo aver corso il Giro è un’esperienza massacrante. Se dovessi dire un favorito per il Tour, invece, direi Froome per i miglioramenti che ha fatto quest’anno. E poi Andy Schleck, ovviamente: ci sono tante persone che si sono un po’ scordate di lui, ma è un corridore con una classe impressionante. Se farò anche la Vuelta? Mi piacerebbe, sì, ma prima dovrò valutare come andrà la stagione”.

Sul caso Armstrong, il caso che ha scosso come un terremoto enorme e spaventoso il mondo del ciclismo, Contador si dice “sorpreso. È triste aver visto finire in questo modo il corridore che è stato il punto di riferimento del nostro sport per molti anni. Ma ora dobbiamo pensare positivo: il ciclismo è controllatissimo, non potrebbe esserlo di più. Non è più possibile sfuggire ai controlli. Questo è successo nella scorsa decade e ora sta venendo tutto a galla. L’aria che si respira adesso è molto buona, però, è ovvio, non si può completamente cambiare tutto dalla sera alla mattina”.

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