Ciclismo - Contador: “Doping? Serve tolleranza zero”

Il campione spagnolo parla dal ritiro alle Canarie con la sua Saxo-Tinkoff. “Magari parlo meno dei miei colleghi - dice Contador a una televisione francese -, ma sono convinto che nel ciclismo serva tolleranza zero in fatto di doping. Non c’è posto per chi bara. I miei programmi? Vorrei fare il Tour, ma non possono dirmi se potrò partecipare alla corsa due mesi prima…”

In questo momento Alberto Contador si trova a Gran Canaria intento a preparare con il suo team, la Saxo-Tinkoff, la nuova stagione di ciclismo. Quella che, per il momento solo ufficiosamente, dovrebbe riportarlo a prendere parte al Tour de France dopo la squalifica per la sua positività al clenbuterolo alla Grande Boucle 2010.

Qualche giorno fa aveva preannunciato che, nonostante il percorso del Giro d’Italia gli si addicesse di più, la sua idea era quella di tornare a correre il Tour de France, la corsa che ha già vinto sulla strada tre volte, poi ridotte a due dal Tas di Losanna. Intervistato da “Stade 2”, trasmissione sportiva della domenica della canale francese “France 2”, il fuoriclasse spagnolo ha affrontato – dopo tanto tempo – lo scomodo argomento del doping.

“Sono convinto – dice Contador – che nel ciclismo serva tolleranza zero. Forse parlo meno di altri corridori, ma è chiaro che nel nostro mondo non ci sia posto per chi imbroglia”. 'Ma come, parla così proprio lui che è da poco rientrato da una squalifica per doping?', sarà la naturale reazione di chi leggerà le sue parole. Questo però è il pensiero di Contador, che non ha mai cambiato di una virgola la sua ‘difesa’ e che ha sempre negato il doping spiegando di essere stato semplicemente vittima di una “contaminazione alimentare”.

“Le vittorie che mi hanno tolto (Tour de France 2010 e Giro d’Italia 2011)?- continua il leader della Saxo-Tinkoff - Io ho sempre lavorato in maniera limpida e seguendo i regolamenti. Sentirmi dire che quei successi non mi appartengono, beh… La trovo una grande ingiustizia. Le mie parole su Armstrong? Sono state male interpretate, avevo semplicemente ironizzato dicendo che ci sarebbe mancato. Se Armstrong è stato giudicato e considerato colpevole, allora è giusto che sia sanzionato”.

Il futuro è tutt’altro che definito. La Saxo-Tinkoff non ha ancora la licenza per essere presente di diritto alle corse del World Tour. Il pensiero di Contador è chiaro, e non è detto che rimarrà molto ad aspettare l’invito dal Tour de France (nel caso non dovesse arrivare la licenza dall’Uci) per definire i suoi programmi in vista del 2013: “Per prima cosa aspettiamo l’assegnazione delle licenze, poi vedremo cosa fare. Io dico solamente che mi piacerebbe fare il Tour, anche perché sono già stato costretto a saltarlo quest’anno. Ma se dovessi essere invitato due mesi prima, è chiaro che non ci andrei. Ci vuole tempo per preparare una corsa come quella”.