Ciclismo - Rodriguez: “Radiazione per chi imbroglia”

A rimetterci, spiega il 33enne spagnolo, sono soprattutto “i corridori di oggi”. “Abbiamo perso sponsor, soldi, credibilità e soprattutto l’affetto della gente”, spiega Rodriguez che su Armstrong ha un’idea ben precisa: “Bisogna buttare fuori dal ciclismo chi ha a che fare con il doping. Io voglio contribuire a migliorare questo sport…”

Radiazione per chi imbroglia e sguardo rivolto al futuro. Questo in estrema sintesi il messaggio voluto lanciare da Joaquin Rodriguez, numero uno del ranking mondiale 2012, in riferimento alla vicenda-Armstrong che ha sconvolto il ciclismo internazionale dopo il dossier di 1000 pagine pubblicato e diffuso dall’Usada, l’agenzia antidoping statunitense.

Intervistato dal giornate belga “Het Nieuswsblad”, uno dei quotidiani che – insieme alla ‘Gazzetta dello Sport’ – ha firmato il “Manifesto del ciclismo pulito”, il vincitore dell’ultimo Giro di Lombardia ha parole durissime per chi bara, per chi cerca di raggiungere i risultati nello sport tramite l’utilizzo di scorciatoie. “Bisogna buttare fuori per sempre chi ha a che fare con il doping - è il pensiero di ‘Purito’ -, che si tratti di medici o di corridori”.

Con i podi ottenuti al Giro d’Italia e alla Vuelta di Spagna, Rodriguez è stato uno dei corridori più regolari della stagione da poco conclusa. Ammette di essere rimasto sconvolto dal caso-Armstrong e si dice pronto a ‘trainare il gruppo fuori dal pantano del doping’. “Conosco la strada che ho percorso, non ho mai avuto e non penso che avrò mai problemi con il doping - spiega il corridore spagnolo, vincitore nel 2012 anche della Freccia Vallone -. Voglio contribuire a rendere questo sport migliore”.

D’ora in poi, però, bisogna guardare in avanti. Il 33enne della Katusha non comprende come sia stato possibile aspettare così tanto per smascherare Armstrong, ma adesso vorrebbe che si voltasse pagina. “Questo sport ha un passato – conclude Rodriguez – ed è anche per questo che oggi ci sono tante norme in materia di antidoping. I veri sconfitti sono i ‘corridori di oggi’, noi che abbiamo perso sponsor, soldi, credibilità e soprattutto l’affetto della gente. Dobbiamo guardare al futuro”.

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