Ciclismo - Sagan: “Io leader della squadra? Nessuna paura…”

Nel 2013 il corridore slovacco sarà il capitano della Cannondale nelle Classiche di primavera. “Non mi spaventa essere il riferimento della squadra – dice Sagan –, non è questa la parte difficile del ciclismo”. Il team ha perso Nibali, ma conserva l’esperienza e la classe di Basso: “Mi dispiace per Vincenzo, ma restiamo forti. Ivan avrà un ruolo centrale…”

E’ stato uno dei corridori più continui di tutto il 2012, sicuramente uno dei più vincenti con i suoi 16 successi stagionali e la maglia verde della classifica a punti conquistata al Tour de France. Peter Sagan sta per iniziare la sua quarta stagione da professionista, quella forse più importante della sua carriera: perché se nelle prime due era solo un potenziale campione e nella terza si è confermato con tanti successi di prestigio, ora il suo talento attende la definitiva consacrazione.

I suoi limiti non li conosce nemmeno lui: in attesa di scoprire se saprà diventare competitivo anche nelle grandi gare a tappe, già oggi – ad appena 22 anni – è uno dei corridori più forti nelle corse di un giorno. Le grandi Classiche di primavera saranno quindi il suo grande obiettivo in vista del 2013: e i mezzi per centrare una “vittoria che cambia la carriera” ci sono tutti. Le conferme arrivano dai piazzamenti della scorsa stagione: 4° alla Milano-Sanremo, 5° al Giro delle Fiandre, 2° alla Gand-Wevelgem e 3° all’Amstel Gold Race. “Ok, non ho vinto - spiega Sagan a “CyclingNews HD” -, ma non sono assolutamente brutti risultati. Le Classiche sono molto più complicate delle altre corse, l’esperienza conta tantissimo e sono felice di ammettere che ho fatto degli errori. Ho imparato molto, ora conosco meglio i percorsi e so dove conviene stare nei momenti chiavi della gara. Non voglio più commettere gli stessi sbagli”.

La Cannondale Pro Cycling ha perso Vincenzo Nibali, dal 2013 con i kazaki dell’Astana, “ma la squadra – dice Sagan – resta comunque forte. E’ un peccato che Vincenzo sia andato via, rispetto la sua decisione ma non mi abbatto di certo. Sono convinto che andremo bene anche nella prossima stagione. Il ruolo centrale lo avrà Ivan Basso, ma anche Moser, Viviani e Sabatini saranno importanti. Possiamo ottenere grandi risulati”.

Sagan parla già da leader della squadra quando lo si stuzzica circa le sue ambizioni personali. “So che le pressioni su di me stanno crescendo – conclude lo slovacco -, ma tutte queste aspettative non mi spaventano affatto. Io sto ancora imparando, ma credo sia arrivato il mio momento. Non ho paura di essere considerato il leader della squadra o di correre sotto pressione, sempre alla ricerca del risultato. Io credo che tutto questo sia la parte facile del ciclismo. La parte difficile è vincere, no?”. Forse è vero, è che detto da lui sembra terribilmente facile.