Ecco come Armstrong evitava i controlli

Lo rivela un consulente dell'agenzia antidoping francese, Michel Rieu, il quale precisa che il ciclista texano "era avvertito prima dei controlli" e "aveva una ventina di minuti per coprire le tracce"

Lance Armstrong ha deciso di non difendersi, l'Usada lo ha già squalificato a vita e privato di tutti i risultati ottenuti dall'1 agosto '98 in poi, comprese le sette vittorie al Tour, ma nuove accuse piovono sul suo capo.

Michel Rieu, consulente dell'Afld, l'agenzia antidoping francese, racconta che l'ormai ex corridore texano "era avvertito prima dei controlli. Gli ispettori incontravano parecchie difficoltà nell'effettuare test a sorpresa, Armstrong era sempre avvisato in anticipo e aveva una ventina di minuti per coprire le tracce".

In questo modo, secondo Rieu, il ciclista di Austin "poteva diluire il sangue o sostituire l'urina. Usava l'Epo solo in piccole quantità, così non poteva più essere rintracciata. Eravamo impotenti davanti a questi metodi", racconta a Le Monde. A detta del consulente dell'Afld, Armstrong sfruttava una larga rete di contatti che lo aiutavano a nascondere l'uso di doping "e si diceva anche che il suo jet privato portasse direttamente il sangue dagli Stati Uniti".