Coppa d'Africa - Drogba: "Potrebbe essere la mia ultima chance"

Intervista ESCLUSIVA con il bomber ivoriano in vista della Coppa d'Africa 2013: il sogno è quello di sollevare per la prima volta un trofeo davvero stregato. L'attaccante parla a "Eurogoals" anche del suo rapporto con il nuovo ct Sabri Lamouchi

Ormai ci siamo. Sabato prossimo (17 gennaio) inizierà ufficialmente la prima grande esclusiva del 2013 calcistico di Eurosport, la Coppa d’Africa. Tra le nazionali più attese in Sudafrica c’è ovviamente la Costa d’Avorio di Didier Drogba. Una squadra che non porta a casa il trofeo continentale dal 1992 e che ora sogna di regalare al proprio capitano la coppa più attesa. L’ultima grande maledizione da sfatare per il centravanti obiettivo di mercato della Juventus. Che, dopo l’intervista concessa ai nostri microfoni una settimana fa, torna a parlare del proprio emozionante momento.

L’ULTIMA CHANCE – Drogba, che il prossimo 11 marzo spegnerà le 35 candeline, sa bene che il tempo passa. E che, dunque, questa potrebbe essere l’ultima chance di sfatare un tabù. Dopo aver alzato la Champions League, è il turno di un’altra coppa pesante: “Ci sono ancora molti trofei che voglio vincere, ma, di sicuro, la Coppa d’Africa è in cima alla mia lista. Sono anni che ci provo e sarebbe un sogno vincerla adesso. Ci sono andato vicino due volte, potrebbe andare male anche questa volta. Ma per come sono fatto io penso soprattutto a dare tutto me stesso per non avere rimpianti. Possiamo uscire al primo turno o perdere la finale. Può succedere di tutto, è impossibile fare previsioni. Potrebbe essere la mia ultima Coppa d’Africa. Lo sanno tutti che non sto ringiovanendo e forse sarà la mia ultima chance”. Quel che è certo è che oltre a Drogba, c’è speranza: “Non credo che questo sia il canto del cigno della generazione d’oro ivoriana. Tutti dicono che sarà la mia ultima Coppa d’Africa e, come capitano della Costa d’Avorio, sto cercando di fare gruppo. Sono sicuro che ci siano molti buoni giocatori in grado di prendere altre quattro o cinque volte a questa competizione. Forse è la mia ultima occasione, ma la generazione ivoriana c’è ancora ed è destinata a vincere anche in futuro. Di questo sono sicuro”.

IL LEGAME CON MANDELA – Si gioca in Sudafrica, lì dove Drogba ha dei ricordi piuttosto amari legati al campo per via dell’eliminazione nel girone della morte del Mondiale 2010, quando gli Elefanti furono estromessi dal torneo da Brasile e Portogallo. Un tabù nel tabù. “Tornare in Sudafrica è qualcosa di speciale perché ho tanti ricordi che mi legano a questo posto – prosegue Drogba -. Sono già stato qui per la Confederations Cup. Ho incontrato Nelson Mandela e da allora sono rimasto in contatto con la sua famiglia. È un paese che mi piace tantissimo. Anche se sì, è stato doloroso come è andato il Mondiale 2010. Ma comunque ho percepito grande entusiasmo in tutti gli stadi. Ogni volta che ci spostavamo, c’era un sostegno eccezionale nei nostri confronti. Non vedo l’ora di poter scendere in campo nuovamente in Sudafrica”.

ALTRO GIRONE DELLA MORTE – Drogba è molto realista quando si tratta di analizzare la Coppa d’Africa 2013: “Senza Egitto, Camerun e Senegal siamo i favoriti? Siamo nella stessa situazione dell’anno scorso, con l’aggiunta della defezione del Senegal. Di certo siamo tra le favorite. Non possiamo negare di esserlo anche perché siamo la migliore classificata nel ranking FIFA. Ma tra l’essere i favoriti e i vincenti c’è una bella differenza. Ed è meglio non confondersi. Non abbiamo ancora vinto niente. Il fatto di essere inseriti nel gruppo della morte con Tunisia, Algeria e Togo non cambia nulla. Ci abituerà ad essere concentrati da subito, così come è accaduto l’anno scorso. Non sarà facile, ogni partita avrà molte incognite. Speriamo di rientrare nelle due che passeranno il turno”.

TRA HALILHODZIC E LAMOUCHI – Chiusura su due persone speciali: “La sfida con l’Algeria sarà particolare perché ci hanno eliminato nei quarti di finale della Coppa d’Africa 2010. E, poi, hanno il nostro vecchio ct Vahid Halilhodzic. Con lui abbiamo vissuto dei momenti fantastici, anche se poi è finita male. Sarà molto emozionante incontrarlo nuovamente, è una persona a me molto cara. Sabri Lamouchi? Le cose con lui stanno andando benissimo. Ha capito bene come lavora la nostra squadra e, a poco a poco, sta portando le sue idee. Adesso inizia l’avventura vera e propria e speriamo di andare il più lontano possibile. Il suo primo obiettivo era quello di qualificarsi alla Coppa d’Africa e l’abbiamo ottenuto. Adesso si fa sul serio e dovremo stare molto attenti a rispettare le sue consegne”.

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