Coppa Davis - Cuore Stepanek, la Rep. Ceca vince la Coppa Davis

Il ceco, al termine di una battaglia intensissima durata quasi 4 ore e terminata con il punteggio di 6-4, 7-6, 3-6, 6-3, porta il punto decisivo che regala alla sua nazione la 100esima edizione "dell'Insalatiera". La Repubblica Ceca trova così un inedito successo (nel 1980, quando vinse con Lendl, era ancora Cecoslovacchia) che fa il bis con la Fed Cup vinta nel femminile

Radek STEPANEK b. Nicolas ALMAGRO 6-4, 7-6, 3-6, 6-3

Termina in lacrime Radek Stepanek. L’impresa, d’altra parte, è una di quelle storiche. Con la vittoria nell’ultimo singolare ai danni di Almagro infatti, il 34enne ceco riporta in patria un trofeo che mancava dai tempi di Ivan Lendl e di una nazione ancora unita sotto il nome di Cecoslovacchia (era il 1980).

Parlare di impresa non è una esagerazione. Radek Stepanek, infatti, ha superato al termine di una battaglia durata quasi 4 ore un Almagro che, alla fine, si è rivelato per davvero l’anello debole della Spagna, ma che certamente non ha regalato nulla ai suoi avversari. Dopo aver trascinato al quinto nella giornata di venerdì Berdych, il tennista spagnolo ha dato tutto anche contro Stepanek ma si è dovuto arrendere al grande cuore del padrone di casa.

A 34 anni infatti Stepanek ha giocato una partita ad un ritmo impressionante, riuscendo a tenere lo scambio dal fondo spesso imposto dalla potenza di Almagro ma, allo stesso tempo, giocando all’attacco quasi tutti i suoi turni di servizio e mettendo in mostra un gioco a rete d’altri tempi. Nei game decisivi Stepanek si è praticamente sempre affidato a un serve-n’-volley che l’ha visto prodursi in volèe tanto spettacolari quanto complicate. Dall’altra parte, invece, Almagro, è sembrato mancare proprio nei momenti decisivi.

Sono infatti emblematici i primi due set, dove lo spagnolo si fa togliere il servizio nel decimo – e decisivo – gioco e si fa riprendere nel secondo dopo che era scappato avanti di un break. Lì Stepanek si gioca il tutto per tutto, rientra immediatamente in partita e regola al tie-break un Almagro troppo falloso per poter pensare di portare a casa il punto decisivo. Sotto di due set, il tennista di Murcia si aggrappa all’orgoglio iberico e al fisiologico calo al servizio – fondamentale anche quello – di Stepanek. L’illusione di riaprire il discorso dura però giusto il tempo di un set. Il tennista ceco, infatti, in apertura di quarto, scava da subito il gap che sarà mantenuto fino alla fine, quando il servizio lo leverà da una situazione complicata regalando alla Repubblica Ceca il primo successo in Coppa Davis e il sapore di un evento storico.

“L’Insalatiera”, infatti, arriva al termine di un 2012 che ha visto il successo in Fed Cup anche di Petra Kvitova e compagne. Da sottolineare però resta l’impresa della squadra maschile, che nonostante alla fine si sia affidata soltanto a due giocatori – Stepanek e Berdych – è riuscita a mettere fine alla “dittatura” degli ultimi anni dell’Armanda Roja. Per la squadra di capitan Corretja vale poco la scusante di non aver avuto Rafa Nadal. A guidare la Spagna c’è stato infatti uno straordinario David Ferrer, che ha terminato entrambi i suoi impegni non lasciando nemmeno un set agli avversari. Qualche rammarico semmai può arrivare dai “maestri” del doppio Granollers e Lopez, freschi vincitori del Masters di Londra ma incapaci di portare il punto contro la “coppia di fatto” ceca. O più semplicemente dal non aver trovato un “secondo” strepitoso tanto quanto lo è stato Ferrer negli anni dei successi iberici.

David FERRER b. Tomas BERDYCH 6-2, 6-3, 7-5

Non poteva esserci conclusione migliore alla straordinaria stagione di David Ferrer. Lo spagnolo, entrato in campo nella difficile situazione di dover solo vincere, gioca una delle sue miglior partite in carriera letteralmente devastando un Tomas Berdych impotente.

Ferrer sembra infatti guidato dalla mano (e le gambe) del dio del tennis che lo rende particolarmente efficace al servizio – alla fine saranno 9 gli aces dello spagnolo -, straordinario nella precisione dal fondo, dominatore degli scambi e capace di una corsa che sembra trasformare la velocissima superficie della O2 Arena di Praga in qualcosa più simile a un rosso sudamericano.

C’è poco da descrivere della partita, se non raccontare appunto un giocatore in grado di rimanere sempre in controllo del match e tenere a bada un Berdych che dalla sua forse può giocare la carta stanchezza. Il ceco scende infatti in campo con ben più di 7 ore di corsa nelle gambe… che contro un motorino instancabile come quello valenciano è un gap che non può non essere considerato.

Detto questo, però, non c’è da sminuire l’impresa di Ferrer. Anzi. Lo spagnolo per qualità e intensità di ritmo imposti corona il suo 2012 con la 76esima vittoria: come lui, quest’anno, nessuno. Il match ha davvero pochissima storia. Ferrer gioca due set fotocopia, conquistandosi ad apertura di ogni partita il break che gli permette di fare gara di testa. Berdych ci prova, accelera, ma dopo il 6-2, 6-3 delle prime due partite deve lasciare campo anche ad inizio del terzo quando sull’1-1 perde nuovamente il servizio.

Ferrer domina ma non sfrutta la palla del potenziale doppio break sul 4-2, permettendo così a Berdych di rientrare con “l’ultimo sforzo”.Per la prima volta nel match, infatti, lo spagnolo accusa un piccolo calo del rendimento (culminato per giunta con il miglior game di Berdych) e fa rientrare la Repubblica Ceca sul 4-4. L’equilibrio dura però pochissimo. Sul 5-5 Ferrer leva nuovamente il servizio all’avversario giocando un game di stupefacente qualità tennistica e concretezza e chiude poi col servizio portando il punto del 2-2 alla Spagna. Insomma, il giocatore di punta degli iberici non ha fatto sentire l’assenza di Rafa Nadal.

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