Errani "Vissute belle sensazioni"

Sara Errani è uscita sconfitta dallo scontro in finale al Roland Garros contro la Sharapova ma è soddisfatta: "Non sarebbe neppure giusto piangere lacrime tristi, ne ho avute così tante di felicità negli ultimi giorni"

Se avesse vinto avrebbe toccato il cielo con un dito ma non possono esserci troppi rimpianti al termine di un Roland Garros che l'ha vista vincere il titolo di doppio e arrivare in finale in singolare. "Sono state due settimane pazzesche, bellissime - racconta Sara Errani dopo la finalissima persa contro Maria Sharapova - Ho vinto il titolo di doppio insieme a Roberta, che anche oggi era qui con me dal mattino nonostante la prossima settimana abbia già un torneo sull'erba. Ha anche mangiato con me negli spogliatoi prima della finale. Un gesto che mi ha fatto molto piacere. Sono arrivata in finale nel singolare, non sarebbe neppure giusto piangere lacrime tristi, ne ho avute così tante di felicità negli ultimi giorni...". Per lei anche i cori del pubblico del "Philippe Chatrier". "Mi veniva un pò da ridere, mi sembrava surreale che urlassero il mio nome sul centrale con la Sharapova", sorride la 25enne romagnola, che analizzando il suo incontro ammette di aver "iniziato male, questa è l'unica cosa che mi dispiace. Con giocatrici così forti non te lo puoi permettere, si sciolgono e poi ti scappano via. Penso anche di non aver giocato questa finale al massimo delle mie possibilità, ma anche per merito suo. Mi sentivo sempre aggredita, sia al suo servizio che alla risposta, era molto difficile allungare tutti gli scambi, l'unica chiave per starle dietro". Tra l'altro era la prima volta che affrontava la russa. "La cosa che più mi ha sorpreso - racconta - è come tira piatto e vicino al nastro della rete. Non mi dava la possibilità di alzare la palla, di farla girare come piace a me".

Arrivata a Parigi da numero 24 del mondo, da lunedì sarà nelle top ten: numero 10 della classifica mondiale, terza italiana di sempre dopo Pennetta e Schiavone: "Fa uno strano effetto passare dalla trentesima, quarantesima posizione di inizio stagione alle top ten - ammette la Errani - dovrò Arrivata a Parigi da numero 24 del mondo, da lunedì sarà nelle top ten: numero 10 della classifica mondiale, terza italiana di sempre dopo Pennetta e Schiavone: "Fa uno strano effetto passare dalla trentesima, quarantesima posizione di inizio stagione alle top ten - ammette la Errani - dovrò abituarmi e fare le cose che ho sempre fatto, dare il massimo in allenamento e in partita. Certo so che da ora in poi ci sarà molto più pressione su di me e nelle prossime settimane dovrò gestirla. Dovrò essere brava a non buttarmi giù dopo la prima sconfitta quando arriverà, non tutti i tornei saranno come questo splendido Roland Garros. È facile farsi travolgere in queste situazioni nuove, io dovrò essere brava a continuare così e ho la fortuna di avere accanto persone che mi aiuteranno in questo senso, a cominciare da Pablo, il mio coach (Lozano, ndr), che mi conosce alla perfezione da anni". Ora qualche giorno di riposo a Valencia, poi l'erba. L'appuntamento con Parigi è per il prossimo anno ed intanto, per il terzo anno di fila il tricolore italiano continuerà a sventolare sul "Philippe Chatrier". "Sono stati giorni durante i quali non mi sono mai fermata un secondo - racconta - giocavo ogni giorno. Finivo tardi la sera, di corsa in albergo, poi a cenare e a dormire per riposare e recuperare. Non ho avuto il tempo di realizzare nulla. Rivivrò queste due incredibili settimane nei prossimi giorni, a mente fredda, rivedendo magari anche qualche match giocato qui a Parigi. Ho provato sensazioni fortissime e bellissime che voglio rivivere".

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