EuroLeague - Milano gioca un tempo, poi è solo Efes

Nonostante un vantaggio di 9 lunghezze all'intervallo lungo, l'Olimpia si fa rimontare in una ripresa opaca e cade 77-71 a Istanbul, incapace di difendere anche la differenza canestri dell'andata. E' la quarta sconfitta consecutiva in Eurolega

EFES PILSEN ISTANBUL-EA7 MILANO 77-71 (20-18, 27-36; 54-52)

Un tempo da Milano vera, quella che vorrebbe e dovrebbe essere ma che non è, un tempo da Milano solita, quella opaca, senz'anima, molle in difesa e confusionaria in attacco. Al primo esame della "fiducia a tempo" concessa dalla società a Scariolo dopo il ko interno con Venezia, l'Olimpia mostra soltanto qualche piccolo progresso salvo poi ricascare nel suo ormai classico torbidume: poco, troppo poco, anche se l'assenza di Bourousis (ginocchio) e l'uscita prematura dai giochi di Gentile (distorsione alla caviglia) possono fornire qualche valida attenuante. Ma la classifica, dopo il quarto ko consecutivo in Europa, ora piange, complice anche la vittoria a sorpresa del Cedevita sullo Zalgiris.

L'approccio alla partita è di quelli da chiodi: difesa al cloroformio, palle perse banali in quantità industriale, e l'Efes schiaccia subito sull'acceleratore: 10-2 dopo 2'30", 14-6 dopo 4'. Poi, finalmente, l'Olimpia comincia a fare quella cosa che, tendenzialmente, gira le partite: difende. Hendrix, schierato in quintetto al posto dell'infortunato Bourousis, regge bene l'impatto sotto i tabelloni contro l'infinita batteria di lunghi a disposizione di Mahmuti, ma ancor meglio fa Chiotti, pescato letteralmente dal fondo dalla panchina ma ultra-coriaceo per sacrificarsi col lavoro sporco. La panchina costruisce il break: Stipcevic sorpassa con la tripla, Basile allunga sul +3, poi, nonostante Fotsis sbagli una serie di triple comodissime, Hairston e Langford ampliano ancora la forbice. L'Efes gioca lento, compassato, ostinandosi nel servire in situazione statiche i lunghi in vernice: Chiotti e Fotsis reggono alla grande, e il greco si sblocca finalmente con un bombone dall'angolo a fil di sirena per il 27-36 dell'intervallo lungo. Efes tenuto a soli 7 punti nel quarto.

Pessimo approccio alla partita, pessimo approccio alla ripresa: Milano perde inerzia, non segna per 3'30" e si fa ricucire da Vujacic e sorpassare da Erden (41-40 al 26'). La difesa, specialmente sotto canestro, non regge più come nel primo tempo: ne esce una mattanza di corpi ultra-confusionaria, con Chiotti addirittura go-to-guy per un breve tratto e Langford che si inventa una bomba ignorantissima per l'ultimo vantaggio biancorosso (43-46). Si va in lunetta a ripetizione, Milano lascia lì una quantità di punti allucinante, ma l'Efes non perdona: tripla di Vujacic che tiene a bada Melli, poi Lucas sulla sirena del quarto per il 54-52.

Le redini cominciano a scivolare via di mano: i problemi difensivi nel verniciato rimangono, Kuqo banchetta per il +6, poi Vujacic (incontenibile come Blazic ieri sera per Cantù) piazza un'altra bomba per il primo vantaggio in doppia cifra dei turchi, 67-56 al 34', con una Milano che torna timida e slegata in attacco, figlia dei problemi ancora evidentissimi di Cook in regia. Fotsis e Langford, con un paio di invenzioni personali, provano a ricucire fino al -5, ma è ancora Vujacic a piazzare gli ultimi dardi avvelenati: tripla del +10 (72-62) e altra tripla che si arrampica per due volte sul ferro prima di trovare il fondo della retina a 1' dalla sirena. E' quella della staffa, con l'Olimpia che non riesce nemmeno a salvare la differenza canestri della gara d'andata (+5 al Forum).

Efes Pilsen Istanbul: Farmar 5, Vujacic 29, Erden 9, Gonlum 10, Lucas 10; Tunceri 2, Shipp 2, Batista 0, Savanovic 5, Kuqo 5, Guler 0. N.e.: Batuk. All.: Mahmuti.

Olimpia Milano: Hairston 14, Fotsis 7, Cook 2, Langford 15, Hendrix 9; Stipcevic 3, Chiotti 5, Melli 10, Gentile 3, Basile 4. N.e.: Giachetti. All.: Scariolo.

* * * * *

Tutte le news di sport sono disponibili 24 ore al giorno anche via Facebook e Twitter sulle pagine ufficiali di Eurosport