Formula 1 - Alonso: "Lotteremo fino alla fine, abbiamo 71 giri"

Il pilota della Ferrari vuole dare il massimo per provare a riconquistare il primo posto in classifica e quindi il titolo. Intervenuto a una tavola rotonda su guida, tecnologia e sicurezza, si è soffermato sul valore che ha la Ferrari: "E' speciale, tutti danno più del 100%"

"Ci restano da fare settantuno giri in cui si deciderà tutto: gli sforzi di mesi si concentreranno in pochissimo tempo". L'attesa cresce e Fernando Alonso non vede l'ora di mettersi al volante della sua Ferrari e giocarsi il tutto per tutto nel Gran Premio del Brasile, l'ultimo di una stagione lunga e difficile, ma che vede lo spagnolo in corsa per il titolo anche se con 13 punti di ritardo. Oggi Alonso ha partecipato a una tavola rotonda - svoltasi presso la sede della New York Academy of Sciences al numero 7 del World Trade Center - con i rappresentanti dei media arrivati nella Grande Mela per il lancio della campagna promozionale "Safeguarding Me", realizzata da Kaspersky Lab con il supporto del pilota della Scuderia Ferrari.

"La tecnologia rappresenta un grande aiuto per comunicare con i nostri tifosi e per rimanere in contatto con loro, sia nei momenti belli che in quelli brutti - ha detto Alonso - è anche un mezzo per l'intrattenimento: mi capita spesso di essere in aeroporto o a in un bar ad aspettare e allora avere la possibilità di chattare con gli amici o di scattare qualche fotografia mi diverte. Siamo ormai sempre connessi e, quindi, dobbiamo anche essere sempre protetti in questa vita digitale perche' in quel momento siamo aperti verso il mondo intero. C'è troppa tecnologia? No, non ce n'è mai abbastanza. Lo dico non soltanto come pilota di Formula 1 ma penso che sia una cosa valida per tutti. Certo, tornando al nostro sport, è difficile dire se adesso il bilanciamento fra le varie aree sia quello ideale. Ad esempio, credo che ci sia troppa aerodinamica, che non ha nessuna ricaduta sulla produzione delle vetture stradali ma per quanto riguarda la sicurezza, l'elettronica e il motore, tanto per citare alcuni aspetti, credo che sia molto importante quello che si sta facendo".

"Ho scelto di avere un profilo su Twitter perché posso gestire da solo il rapporto con i supporter - ha proseguito il pilota spagnolo -, mi piace molto scattare fotografie e, spesso, riesco ad esprimere quello che sento proprio attraverso le immagini meglio di quanto non ci riesca con 140 battute: è per questo che apprezzo molto anche Instagram". Il massimo sarebbe twittare... dalla macchina. "Ci sarebbero tante cose interessanti per i tifosi che si potrebbero dire durante il tempo che si passa in pista lungo un weekend di gara però non si può fare: poi c'è un ufficio stampa che ci sorveglia sempre!", scherza Alonso che poi, alla vigilia della partenza per il Brasile, si concentra sull'ultimo Gran Premio. "Ci restano da fare settantuno giri, in cui si deciderà tutto: gli sforzi di mesi si concentreranno in pochissimo tempo. Può succedere qualunque cosa, l'importante è che noi facciamo tutto alla perfezione: poi soltanto la fortuna è fuori dal nostro controllo. Sappiamo che può essere sufficiente anche un piazzamento sul podio. Ho fiducia in me stesso così come la ho nella squadra: lotteremo fino alla fine. Siamo onesti con noi stessi e con i nostri tifosi: sappiamo di non essere super competitivi ma se siamo ancora in lizza è grazie alla squadra, che è la migliore di tutte. Avremo qualche piccolo aggiornamento ma anche gli altri faranno lo stesso quindi non cambierà molto la situazione. Magari potrà far la differenza trovare un assetto migliore o l'adattabilità della vettura alle caratteristiche del circuito".

Alonso non cerca rivincite né vendette per Abu Dhabi 2010. "Credo che sarebbe soltanto una gioia, per noi come per il 99% delle persone: magari non sarebbe altrettanto soltanto per la Red Bull: "La Ferrari è qualcosa di speciale, dove tutti danno il 100% e anche di più perché si sentono parte di questa famiglia; non soltanto in Formula 1 ma anche nella parte industriale perché - conclude Alonso - quando vedono passare una Ferrari per strada sanno che un pezzo di quella macchina, anche piccolissimo, è stato fatto da loro".